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Pirateria: vietato condividere o ospitare link .torrent e .magnet per file illegali

21 Marzo 2013
Pirateria: vietato condividere o ospitare link .torrent e .magnet per file illegali

Pur trattandosi di un semplice scambio d’informazioni, è vietato divulgare o custodire link a materiale protetto dal diritto d’autore

La Corte di Giustizia Europea si è occupata dello scambio di .torrent e .magnet links ospitati sul sito svedese The Pirate Bay sancendo l’illegalità di questo comportamento [1].

La Corte ha stabilito che il ragionamento fatto dal tribunale svedese (che aveva condannato i due ragazzi fondatori del noto portale all’arresto oltre a un mega risarcimento in favore dei titolari dei diritti violati) è corretto e non viola in alcun modo il diritto alla libertà di espressione.

Come ricordiamo, The Pirate Bay non era altro che un grande contenitore (con tanto di motore di ricerca interno) dove poter reperire link che puntavano a files illegali, generalmente musica, film e programmi tutelati da copyright.

I titolari del sito si erano appellati alla Corte Europea. Essi ritenevano di non dover essere loro (in quanto semplici proprietari di una bacheca elettronica su cui altri scrivevano) a dover subire le conseguenze delle azioni illecite commesse dagli utenti collegati, bensì chi pubblicava i link stessi: ossia gli utenti del portale.

I due pirati svedesi, spiegando le proprie difese, avevano sostenuto che il loro sito permetteva un semplice scambio di informazioni tra utenti, chiedendo alla Corte di escludere la loro colpevolezza in base a quanto previsto dalla Convenzione sui diritti dell’uomo [2] che tutela la libertà di espressione e lo scambio d’informazioni.

La Corte ha sì confermato che alla condotta dei due svedesi si applichi la Convenzione dei diritti dell’Uomo, ma ha stabilito anche che il diritto alla libertà di espressione dei titolari del portale va bilanciato con il diritto di proprietà degli autori (tutelato dal Copyright Act, ossia la legge americana sul copyright).

In questo senso, ha precisato la Corte, il diritto a potersi esprimersi e scambiarsi informazioni trova un ostacolo nel fatto che le violazioni del diritto d’autore, in Svezia, sono punite severamente con sanzioni che prevedono anche la limitazione della libertà personale.

Così, il diritto sancito dalla Convenzione deve subire una compressione da quello tutelato dalle norme penali.

Della questione The Pirate Bay ne avevamo già parlato in passato qui:

Attacco al copyright: la pirateria e il diritto d’autore. Incontro con Luca Neri

The Pirate Bay: la polizia arresta in Cambogia uno dei fondatori

Inibitoria contro i siti pirata

Pirateria: dopo the pirate bay, tocca a usenet

di FRANCESCESCO BURZA


La sentenza in esame è di importanza fondamentale nell’era telematica che stiamo vivendo: essa infatti afferma che il diritto di potersi esprimere liberamente può subire delle compressioni o limitazioni da parte di altri diritti di pari o superiore importanza come, nel caso specifico, il diritto d’autore. Quest’ultimo, secondo la Corte, può arrivare a prevalere su un diritto come quello di espressione e di informazione..

note

[1] Corte Giustizia Unione Europea, sent. n. 40397/12.

[2] Art. 10 della Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali.


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