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Arriva il nuovo digitale terrestre: come sostituire la Tv

6 Novembre 2017 | Autore:
Arriva il nuovo digitale terrestre: come sostituire la Tv

Presto ci sarà il passaggio al nuovo digitale terrestre: vediamo di seguito cosa fare e quali le modalità e le agevolazioni previste dal Governo

La Legge di bilancio 2018 prevede molte novità in materia di tasse, pensioni, lavoro, cultura ecc. Sono previste agevolazioni per i giovani, per le famiglie, per le imprese, per i meno abbienti, per coloro che desiderino effettuare investimenti nel mondo sportivo (per approfondire, leggi: Sport: ecco tutti i bonus e le agevolazioni), per gli enti locali, per il Mezzogiorno. Si punta anche a migliorare il mondo della tecnologia. In proposito, stanno suscitando molto interesse le disposizioni che riguardano il passaggio alla nuova generazione del digitale terrestre. Ma cosa comporta questa evoluzione tecnologica? Come ci si deve comportare per adeguarsi al nuovo digitale terrestre? Per chi sarà necessario cambiare il proprio televisore? Quali le agevolazioni previste dal Governo? Cerchiamo di chiarire di seguito tutti i dubbi.

In arrivo il nuovo digitale terrestre

La tecnologia del digitale terrestre subirà un profondo cambiamento. Il d.d.l. di bilancio 2018 prevede il passaggio, entro il 2022, al nuovo standard digitale terrestre di seconda generazione, o Dvb-T2. Ciò per favorire lo sviluppo del 5G, banda larga per la telefonia mobile: a tal fine l’Europa esorta gli Stati membri a lasciare libera la banda 700 MHz, dove attualmente viaggiano i canali televisivi, per destinarla al 5G [1].

Nuovo digitale terrestre: quali conseguenze?

Le conseguenze di questa evoluzione tecnologica non saranno di poco conto, dato che tutti i televisori non compatibili non riusciranno più a sintonizzarsi ai canali, smettendo di funzionare. Il televisore rappresenta uno strumento dotato di grande utilità nelle case dei cittadini: attraverso esso, infatti, è possibile non solo svagarsi e uscire fuori dalla quotidianità ma soprattutto tenersi sempre informati sugli avvenimenti che accadono nel nostro Paese e nel mondo. Certo, per fare ciò è sempre possibile utilizzare un computer e connettersi ad internet, ma la popolazione non è costituita solo dai cosiddetti “nativi digitali” e sono tante le persone (si pensi agli anziani) che fanno affidamento sulla Tv per rimanere sempre a contatto con il mondo. Alla luce di tale considerazione, risulta palese l’esito paralizzante di un simile cambiamento qualora gli individui non provvedessero ad adeguare gli apparecchi al nuovo digitale terrestre.

Come adeguarsi al nuovo digitale terrestre?

Ci si chiede, dunque, cosa si debba fare per adeguarsi a questa innovazione ed evitare di rimanere isolati dal resto del mondo. Ebbene, coloro che hanno comprato un televisione prima del 2017 (data in cui è scattato per i rivenditori l’obbligo di mettere in commercio esclusivamente dispositivi capaci di supportare il digitale terrestre) devono effettuare un controllo sugli standard trasmissivi supportati. Qualora il Dvb-T2 non sia compreso tra questi, per evitare che il televisore diventi inutilizzabile, il cittadino potrà scegliere di rottamarlo oppure di affiancargli un decoder. Attenzione: tale decoder deve essere compatibile con lo standard Hevc a 10 bit e il suo costo medio è di 25 euro.

Gli incentivi previsti nel d.d.l. di bilancio 2018

Il d.d.l. di Bilancio 2018 stabilisce un contributo complessivo che ammonta a 100milioni di euro (25 milioni all’anno per le quattro annualità 2019-2022) per le famiglie che saranno tenute a adeguare il proprio televisore al nuovo digitale terrestre. Il fine è quello di agevolare e accelerare questa fase di passaggio, in modo tale che entro il 2022 tutta la popolazione potrà disporre di televisori adatti a sintonizzarsi alle nuove frequenze televisive.

La nota del Ministero dello Sviluppo Economico

Il Ministero dello Sviluppo Economico è intervenuto in merito, chiarendo che la fase di transizione per il passaggio al nuovo digitale terrestre avverrà in due anni, dal 2020 al 2022. Il Governo ha avviato con largo anticipo il naturale ricambio degli apparecchi: dal primo gennaio 2017, infatti, è obbligatoria l’esclusiva commercializzazione di televisori con tecnologia T2-Hevc. Soltanto dal 2020 è previsto lo spegnimento delle frequenze in uso alle emittenti locali e la costruzione del Mux1 della Rai per aree geografiche. Questa fase di transizione durerà fino al 2022 e non prevede l’introduzione di tecnologia T2-Hevc. Tale ultima tecnologia sarà introdotta solo nel 2022, momento in cui il ricambio dei televisori con le nuove tecnologie avviato con 5 anni e mezzo di anticipo sarà sufficiente a garantire la transizione senza particolari problemi per le famiglie.


note

[1] Cfr. Decisione 2017/899 del Parlamento Europeo e del Consiglio relativa all’uso della banda di frequenza 470-790 MHz nell’Unione del 17 maggio 2017.

Autore Immagine: Pixabay.com


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5 Commenti

  1. Un nuovo sistema x costringere i cittadini a spendere dei soldi in un momento come questo che si dovrebbe risparmiare ????? visto che si paga un canone xun servizio dovrebbe essere il governo ad adeguare i nostri apparecchi riceventi !!!!!!!!

  2. Come obbligare i cittadini a spendere soldi, è una vergogna, questa è la società attuale di consumo! Vergogna!!!

  3. È vergognoso, paghiamo canoni e abbonamenti x nulla, non abbiamo chiesto noi questo cambiamento, come minimo dovrebbero fornirci loro il decoder. Ma tanto sono parole al vento, il popolo non conta nulla!

  4. Vergognoso. Chi ha bisogmo di soldi? In tasca a chi devono andare? Verebbe voglia di fare a meno della tv che oltretutto è di bassisima qualità con programmi spazzatura e telegiornali pilotati…

    1. verissimo. continuiamo a farci fare di tutto, senza minimamente far sentire le nostre ragioni. Siamo un popolo che il mondo intero vorrebbe, sempre zitti e contenti. Chissà quando ci faremo sentire?????

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