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Responsabilità medica per il parto di un bambino con deficit

21 Marzo 2013
Responsabilità medica per il parto di un bambino con deficit

Costano care le gravi negligenze nelle cure apprestate durante la fase preparto ai sanitari e all’ospedale ove questi operano.

Sono obbligati a risarcire il danno ai genitori e al bambino nato con deficit i sanitari resisi responsabili di gravi negligenze durante il ricovero e nelle fasi antecedenti al parto. Infatti i medici hanno sempre l’obbligo di valutare correttamente i dati provenienti dai macchinari collegati alla gestante e di eseguire adeguati controlli tali da evidenziare e prevenire la sofferenza fetale, prima del verificarsi della grave ipossia.

Non solo. Anche l’ospedale è responsabile in solido con i sanitari, “per il semplice fatto del ricovero” per cui “era tenuto a garantire alla paziente la migliore e corretta assistenza” consistente anche “nel mettere a disposizione della paziente il proprio apparato organizzativo e strumentale”.

Il fatto di causa

Con una recente sentenza, la Corte di Appello di Palermo ha condannato tre medici al risarcimento dei gravi danni cerebrali subiti durante il parto da Andrea T., assistito in giudizio, insieme a i genitori Alfonsa F. e Marco T.,  dagli avvocati Alberto Gattuccio  e Ferdinando Gattuccio.

In particolare i tre medici, tra cui un primario, sono stati condannati, in solido con l’Azienda Ospedaliera, al risarcimento dei danni non patrimoniali e patrimoniali subiti da Andrea e dai genitori nella misura complessiva di circa un 1.200.000,00 euro. In particolare, ad Andrea è stata riconosciuta una somma, comprensiva di interessi, pari a circa 700.000,00 euro, mentre ai genitori è stata riconosciuta una somma superiore ai 500.000,00 euro sia per i danni morali subiti, sia per le elevate spese sostenute in passato per prestare le cure di cui è bisognoso Andrea, oggi quasi diciottenne, invalido al 100% e completamente non autosufficiente.

Ancora, i sanitari e l’ospedale Cervello sono stati condannati in solido a corrispondere ad Andrea, a partire dal 25esimo anno di età e  per tutta la vita, una somma mensile  di  circa 1.300,00 euro, diretta a coprire le ingenti spese che la famiglia sostiene  e sosterrà per garantirgli le cure necessarie.

I fatti risalgono al lontano 18 ottobre 1995, in occasione del parto avvenuto durante il ricovero presso una struttura sanitaria. La Sig.ra Alfonsa F. venne ricoverata dopo una gravidanza serena, confermata dalla regolarità degli esami eseguiti durante il suo corso. Veniva visitata nella notte successiva al ricovero, durante la quale accusava fortissimi dolori. Anche il giorno seguente, nella mattina, veniva visitata dal primario. Entrata in sala travaglio alle 15, alle 18,45 dava alla luce Andrea, che mostrava subito segni di una grave sofferenza, tale da necessitare interventi di rianimazione e il ricovero d’urgenza presso la divisione di neonatologia della USL, da cui veniva dimesso con la grave diagnosi di asfissia neonatale, che oggi lo costringe ad una vita quasi vegetativa.


note

[1] C. App. Palermo, sent. n. 88/2013 del 23.01.2013.


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