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Pensione d’invalidità civile 2019

10 Maggio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 Maggio 2019



Assegno mensile di assistenza per invalidi civili parziali: a chi spetta, come fare domanda, a quanto ammonta nel 2019.

La pensione d’invalidità civile, o assegno di assistenza per gli invalidi civili parziali, è una prestazione dell’Inps che spetta a chi possiede un’invalidità riconosciuta dal 74% al 99%, se è disoccupato e non supera determinati limiti di reddito.

La pensione d’invalidità, dal 2019, aumenta, come tutte le pensioni erogate dall’Inps, grazie alla perequazione, cioè al nuovo adeguamento delle pensioni all’inflazione (o meglio all’indice Istat Foi, l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati). Col nuovo incremento, nel dettaglio, tutte le prestazioni riconosciute dall’Inps aumentano sino a un massimo dell’1,1%, in base all’importo dell’assegno.

Dato che la pensione d’invalidità civile risulta di ammontare assai inferiore rispetto alle fasce d’importo per le quali la perequazione viene ridotta, la prestazione per il 2019 è rivalutata in misura piena, pari dunque all’1,1%: l’aumento non è certamente notevole, ma segna comunque un progresso rispetto agli anni passati, nei quali gli importi dei trattamenti Inps sono rimasti congelati.

Ma procediamo per ordine e vediamo, nel dettaglio, quali sono i requisiti per la pensione d’invalidità civile 2019, a quanto ammonta il beneficio, come richiederlo e in quali casi si perde.

A chi spetta la pensione d’invalidità civile 2019

Per ottenere la pensione d’invalidità civile nel 2019 bisogna possedere i seguenti requisiti:

  • essere invalidi parziali di età compresa tra i 18 e i 67 anni (l’età limite per richiedere la prestazione originariamente prevista, pari a 65 anni, è stata elevata in base agli incrementi alla speranza di vita media), con una riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 74 e il 99%;
  • essere cittadini italiani, europei o extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno di lungo periodo;
  • avere un reddito annuo non superiore a 4.906,72 euro (l’importo risulta dall’applicazione della rivalutazione al limite di reddito 2018: deve essere ancora confermato ufficialmente dall’Inps);
  • essere in stato di disoccupazione (lo stato di disoccupazione si mantiene, anche se si lavora, se non si superano 8mila euro di reddito su base annua, se l’attività esercitata è di lavoro dipendente o co.co.co., oppure non si superano 4.800 euro su base annua, se l’attività è di lavoro autonomo; non è più necessario, per ottenere l’assegno dall’Inps, l’obbligo dell’iscrizione nelle liste di collocamento speciali).

Se l’interessato è lavoratore dipendente e supera i 4.906,72 euro di reddito, senza superare 8mila euro su base annua, pur non perdendo lo stato di disoccupazione perde la pensione d’invalidità civile, in quanto oltrepassa il limite di reddito assoluto. In ogni caso, ai fini del calcolo del reddito personale annuo rileva solo quello dell’invalido, mentre non si contano i redditi dei familiari.

A quanto ammonta la pensione d’invalidità civile 2019

La pensione d’invalidità civile nel 2019 aumenta da 282,54 euro mensili a 285,66 euro.

Come si chiede la pensione d’invalidità civile 2019

Perché si abbia diritto alla pensione d’invalidità civile è prima necessario che sia riconosciuta un’invalidità in misura almeno pari al 74%. È dunque necessario, dopo aver ottenuto il certificato medico introduttivo dal proprio medico curante, inviare all’Inps, tramite portale web, call center o patronato, domanda d’invalidità. Qui la Guida alla domanda d’invalidità per conoscere, passaggio per passaggio, la procedura.

Una volta ottenuto il verbale di riconoscimento dell’invalidità dalla commissione medica, si deve richiedere la pensione attraverso il servizio online, disponibile nel portale dell’Inps, “Verifica dati socio-economici e reddituali per la concessione delle prestazioni economiche”, modello AP 70. In alternativa, la domanda può essere inoltrata tramite call center o patronato.

Come confermare il diritto alla pensione d’invalidità 2019

Per verificare il requisito della mancanza di occupazione, una volta ottenuto l’assegno, l’interessato annualmente deve presentare all’Inps, con la compilazione del modulo Iclav, una dichiarazione sostitutiva, che attesti di prestare o non prestare attività lavorativa.

Nel dettaglio, nel modello Iclav devono essere dichiarati i dati necessari per verificare la permanenza dei requisiti previsti per l’assegno mensile d’invalidità, sulla base dei redditi prodotti nell’anno richiesto e della mancanza di prestazione lavorativa.

Il modello Iclav deve essere presentato, per indicare gli eventuali redditi conseguiti nel periodo di riferimento della dichiarazione, dai seguenti soggetti interessati:

  • invalidi parziali, non ricoverati, con solo assegno;
  • invalidi parziali, ricoverati, con solo assegno;
  • invalidi parziali, non ricoverati, titolari di altro reddito, con solo assegno;
  • invalidi parziali, ricoverati titolari di altro reddito, con solo assegno;
  • invalidi parziali, privi di perequazione automatica ma con limite di reddito personale pari o inferiore a quello stabilito per legge.

È necessario dichiarare:

  • i redditi di lavoro dipendente, anche derivanti da contratti a tempo determinato e part time;
  • i redditi derivanti da lavoro parasubordinato, come co.co.co e co.co.pro;
  • i redditi derivanti da lavori socialmente utili;
  • i redditi derivanti da lavoro autonomo
  • i redditi derivanti da attività commerciali non esercitate abitualmente, lavoro autonomo occasionale, redditi d’impresa o professionali conseguiti dagli aderenti al regime forfettario o dei contribuenti minimi;
  • i redditi presunti, appartenenti alle tipologie elencate, relativi all’annualità in corso.

Gli importi da indicare sono quelli corrispondenti all’imponibile fiscale, indipendentemente dal loro ammontare, anche se inferiori alle soglie limite.

Quali redditi rilevano per la pensione d’invalidità 2019?

Ai fini del calcolo dei limiti di reddito per il diritto all’assegno, rileva solo il reddito personale annuo dell’invalido, mentre non si contano i redditi dei familiari.

Per la precisione, nella determinazione del reddito rilevante devono essere valutati i redditi di qualsiasi natura calcolati ai fini Irpef (imponibile Irpef) al netto degli oneri deducibili e delle ritenute fiscali.

Una recente informativa dell’Inail [1], analizzate le fonti normative in materia, chiarisce che, ai fini dell’assegno di assistenza per invalidi civili parziali (e della pensione d’inabilità civile) i redditi da considerare sono i seguenti:

• stipendi, pensioni, terreni, fabbricati, redditi da impresa e da lavoro autonomo, assegno di mantenimento pagato al coniuge separato o divorziato, etc.:
• redditi soggetti a tassazione separata riferiti ad anni precedenti a quelli di effettiva corresponsione;
• redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ad imposta sostitutiva (interessi derivanti da depositi bancari o postali, BOT e CCT, etc.);
• redditi prodotti all’estero che, se prodotti in Italia, sarebbero assoggettabili all’Irpef;
• redditi da lavoro, conseguiti presso enti internazionali operanti in Italia e non soggetti alla normativa tributaria italiana;
• redditi da pensione concessa da organismi esteri o enti internazionali;
• redditi relativi a indennità corrisposte ai cittadini colpiti da tubercolosi;
• trattamenti di fine rapporto e le anticipazioni sugli stessi.

In base a quanto indicato dall’Inps nelle istruzioni del modello AP70 (Dati socio-economici necessari per la concessione e l’erogazione delle prestazioni d’invalidità civile), ossia nella dichiarazione dei dati rilevanti per la concessione dell’assegno d’invalidità e della pensione d’inabilità, devono essere indicati, tra i vari redditi, anche gli arretrati, i conguagli, le indennità di fine rapporto, e le eredità.

Gli importi dei redditi da indicare sono, come chiarito dalla Cassazione, quelli corrispondenti all’imponibile fiscale, indipendentemente dal loro ammontare, anche se inferiori alle soglie limite.

Quali redditi non rilevano per la pensione d’invalidità 2019?

I redditi esclusi dal computo sono invece i seguenti:
• pensioni, assegni e indennità corrisposti o da corrispondere agli invalidi civili, essendo prestazioni esenti dall’Irpef;
• rendite infortunistiche Inail con natura risarcitoria;
• assegni per l’assistenza personale continuativa;
• rendita Inail ai superstiti in caso di morte del titolare;
• assegno funerario;
• rendite di passaggio per silicosi e asbestosi;
• pensioni di guerra di ogni tipo, assieme alle relative indennità accessorie;
• assegni annessi alle pensioni privilegiate ordinarie;
• pensioni annesse alle decorazioni dell’Ordine Militare d’Italia;
• soprassoldi concessi ai decorati al valore militare;
• sussidi e prestazioni assistenziali pagati dallo Stato e da altri Enti pubblici;
• sussidi a carattere assistenziale e prestazioni assimilate;
• rendite corrisposte in Italia dall’assicurazione vecchiaia e superstiti svizzera AVS.

Non rileva il reddito dell’abitazione principale.

Che cosa succede a chi supera la soglia di reddito?

Se l’interessato supera la soglia di reddito annuale prevista, entro 30 giorni deve inviare un’immediata comunicazione all’Inps del venir meno dei requisiti richiesti per il diritto alla pensione d’invalidità.

La comunicazione può essere inviata attraverso il patronato, o il servizio online, disponibile nel portale dell’Inps, “Verifica dati socio-economici e reddituali per la concessione delle prestazioni economiche”, modello AP 70. Lo stesso modello può essere utilizzato per comunicare il sopraggiungere di una situazione di incompatibilità: l’assegno mensile, difatti, è incompatibile con le altre pensioni di invalidità, con le pensioni per invalidi di guerra, lavoro e servizio. L’invalido può scegliere comunque la pensione a lui più favorevole.

note

[1] Informativa Inail 13/02/2019.


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5 Commenti

  1. Ma rientra nella legge anche chi è risultato invalido oltre il 75 per cento, all’ età di 67 anni, entro il 2018? O solo quelli che risultano con gli stessi requisiti dal 2019?

      1. Avendo un figlio universitario e un nucleo familiare di 3 persone e essendo un invalido civile al 75 % il reddito annuo per percepire l’assegno invalidità deve non superara quanto ?

  2. BUONASERA VORREI SAPERE SE L’AUMENTO SPETTA ANCHE A CHI HA UN AINVALIDITA PARI ALL’88% E QUANTO SPETTA

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