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Posso non pagare la bolletta per necessità?

11 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 Dicembre 2018



Cos’è lo stato di necessità? È possibile non pagare le utenze quando non si hanno soldi? Cosa possono fare i meno abbienti?

In tempi di crisi, sono sempre più gli imprenditori che devono abbandonare la propria attività perché non in grado di far fronte alle tasse e ai costi eccessivi da sostenere. Nonostante la lenta ripresa economica, sono ancora troppe le aziende e gli esercizi commerciali che sono costretti a chiudere, lasciando senza un posto di lavoro coloro che vi prestavano servizio. La crisi non ha risparmiato, ovviamente, neanche le persone comuni, le quali devono fare i salti mortali per poter arrivare a fine mese. Eppure, l’Italia è uno Stato sociale, cioè uno Stato che non si limita a comandare o proibire, ma anche a garantire servizi e tutela ai suoi cittadini. È giusto che si debbano pagare le tasse anche quando non si è nelle condizioni economiche per poterlo fare? Perché lo Stato dovrebbe prendersi più di quanto una persona guadagni? A questi interrogativi che esulano dalla nostra indagine, se ne aggiungono altri: si possono non pagare le forniture quando non si è in grado di farlo? Ad esempio: se vivi in condizioni precarie e non hai i soldi per pagare la bolletta della luce, puoi rifiutarti di farlo e continuare a usufruire del servizio? Questa domanda sorge dall’interpretazione una norma di legge che esclude la punibilità o l’obbligo risarcitorio se il fatto è commesso quando si è stati costretti dalla necessità di salvare sé oppure altri da un danno alla propria o all’altrui persona. Con questo articolo, quindi, vedremo se è possibile non pagare la bolletta per necessità.

Stato di necessità: cos’è?

Per comprendere se puoi rifiutare di pagare le bollette per necessità, dobbiamo prima capire cosa intende la legge con questo concetto. Lo stato di necessità è un istituto giuridico previsto tanto dal codice civile quanto da quello penale. In entrambi i casi la definizione è pressoché identica: si trova in stato di necessità colui che è costretto a compiere un fatto per via della necessità di salvare sé o altri dal pericolo attuali di un danno grave alla persona, sempre che il pericolo non è stato volontariamente cagionato né era altrimenti evitabile [1].

In pratica, lo stato di necessità pone il soggetto che vi si ritrova davanti all’alternativa di compiere un fatto illecito oppure subire un grave e irreparabile danno. Esempio: per sfuggire all’incendio divampato nell’appartamento in cui mi trovo, sono costretto a rompere i vetri di una finestra per potermi così dare alla fuga.

Stato di necessità: si applica al pagamento delle bollette?

Avviciniamoci progressivamente alla risposta da dare alla domanda di fondo di questo articolo: Posso non pagare la bolletta per necessità? In altre parole: lo stato di necessità, così come visto nel paragrafo precedente, si applica anche al mancato pagamento delle utenze? Per rispondere, devo spiegarti in quali casi è stato previsto lo stato di necessità, sia nell’ambito civile che in quello penale.

Nel diritto civile, lo stato di necessità si applica nel caso di danno procurato a terzi, cioè di risarcimento extracontrattuale. In pratica, la legge ti dice questo: se cagioni un danno ad un’altra persona, devi pagargli il risarcimento. Fino a qui nulla di nuovo. Ora, se il danno che hai provocato è stato procurato dalla necessità di salvare te o altri da un pericolo incombente, allora sei scusato e, per tale ragione, il giudice può anche non condannarti a pagare alcunché, oppure a versare al danneggiato una somma simbolica a titolo di indennizzo.

Nel diritto penale vale lo stesso principio, solamente che il fatto commesso non provoca un semplice danno da risarcire, in quanto si tratta di condotta che sarebbe da punire penalmente. Ad esempio: pur di fuggire da un criminale che ti insegue, entri nell’auto di un’altra persona e scappi via. Sarebbe furto, ma sei giustificato dall’impossibilità di comportarti altrimenti. Lo stato di necessità, quindi, scusa il tuo comportamento, mandandoti esente da responsabilità.

Stato di necessità: posso non pagare le bollette?

Veniamo al punto cruciale dell’articolo: lo stato di necessità può giustificare il mancato pagamento delle bollette (tipo luce, acqua, gas, ecc.)? il quesito si è posto soprattutto negli ultimi tempi quando, a causa della crisi economica, molte persone hanno tirato in ballo lo stato di necessità non solo per non pagare i debiti, ma anche per giustificare alcuni reati, tipo il furto per sopravvivenza.

Il problema, però, è che lo stato di necessità, come sopra detto, non giustifica l’inadempimento contrattuale, bensì il danno extracontrattuale oppure l’illecito penale. Se non paghi una bolletta ti rendi inadempiente al contratto che hai stipulato con il fornitore; per tale ragione, non potrà applicarsi lo stato di necessità nel caso in cui tu non sia più nelle condizioni di pagare perché, come detto, esso riguarda solamente i rapporti extracontrattuali e, nel diritto penale, i reati.

A tal proposito, la Corte di Cassazione [2] ha escluso che lo stato di necessità possa essere invocato per giustificare piccoli furti, tipo quello della corrente elettrica mediante allaccio abusivo all’impianto condominiale (per un approfondimento, leggi l’articolo sul furto di energia elettrica).

In sintesi, quindi, non potrai invocare lo stato di necessità per non pagare le bollette. Se non riesci più a sostenere le spese delle forniture, ciò che dovrai fare è chiedere, recandoti al tuo Comune o presso un Caf autorizzato, la concessione di un bonus sulle utenze principali (ad esempio, leggi questo articolo per il bonus energia elettrica).

note

[1] Art. 2045 cod. civ.; art. 54 cod. pen.

[2] Cass., sent. n. 37930/2017.

Autore immagine: Pixabay.com


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