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Permessi legge 104 a ore

11 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 Dicembre 2018



È possibile beneficiare dei permessi mensili per l’assistenza di un familiare disabile in modalità oraria anziché giornaliera?

Assisti un familiare portatore di handicap grave e hai diritto ai permessi legge 104? Oppure sei tu in prima persona ad essere portatore di handicap grave e ad aver diritto per questo ai permessi mensili retribuiti?

Fruisci di 3 giorni di permesso al mese, ma preferiresti, al posto delle giornate intere di assenza, beneficiare di un orario ridotto?

Devi sapere che è possibile anche beneficiare dei permessi legge 104 a ore: il lavoratore dipendente, difatti, può scegliere tra la fruizione giornaliera dei permessi e quella oraria. Puoi cambiare però la modalità di fruizione del permesso, da giornaliera ad oraria, o viceversa, da un mese all’altro. La modifica nel corso del mese è concessa soltanto se sorgono esigenze improvvise e non prevedibili documentate.

Ad ogni modo, per quanto riguarda i permessi legge 104 a ore, non devi confondere la modalità oraria di fruizione dei permessi col frazionamento orario dei permessi giornalieri: nel primo caso, infatti, a seconda dell’orario lavorativo possono spettare una o due ore al giorno di permesso; nel secondo caso, bisogna trasformare in ore le giornate di permesso spettanti, ed eventualmente riproporzionarle, in caso di orario ridotto.

Ma procediamo per ordine e facciamo il punto sulla fruizione a ore dei permessi legge 104.

Che cosa sono i permessi legge 104?

I permessi legge 104 sono delle assenze retribuite dal lavoro, riconosciute al dipendente per assistere un familiare portatore di handicap grave. Sono anche riconosciute al lavoratore dipendente portatore di handicap grave, per le proprie necessità di cura.

La finalità di queste assenze è, dunque, tutelare il primario interesse alla cura ed all’assistenza dei disabili.

A chi spettano i permessi legge 104?

permessi legge 104 spettano ai lavoratori dipendenti con handicap grave, e ai lavoratori dipendenti che assistono un familiare con handicap grave. L’handicap, nel dettaglio, deve essere riconosciuto in situazione di gravità da parte di un’apposita commissione medica  Asl (nell’attesa del riconoscimento “ufficiale”, è possibile ottenere una certificazione provvisoria sostitutiva). Per sapere come richiedere il riconoscimento dell’handicap: Domanda legge 104, invalidità, accompagno.

Nel dettaglio, i permessi legge 104 spettano per i seguenti familiari:

  • ai genitori;
  • al coniuge;
  • al convivente more uxorio;
  • al partner unito civilmente;
  • ai parenti e affini entro il 2° grado;
  • ai parenti e affini entro il 3° grado (solo in casi particolari).

familiari entro il 3° grado hanno diritto ai permessi se il genitore o il coniuge (e ora il convivente) del disabile:

  • hanno compiuto i 65 anni;
  • sono invalidi a carattere permanente;
  • sono deceduti o mancanti (assenza naturale o giuridica).

Il diritto ai permessi legge 104 può essere accordato al dipendente anche se vi sono conviventi familiari del disabile che non lavorano, teoricamente idonei a prestare assistenza (bisogna però dimostrare che nel concreto sono impossibilitati ad assistere il portatore di handicap grave), e se sono presenti altre forme di assistenza pubblica o privata (ad esempio personale badante).

Quanti permessi legge 104 spettano al mese?

I permessi legge 104 spettanti ogni mese sono pari, nelle generalità dei casi, a 3 giornate. Possono però essere fruiti in modalità differente, a seconda del portatore di handicap grave: può infatti trattarsi di un familiare assistito, di un figlio, o del lavoratore dipendente in prima persona.

Permessi legge 104 per il lavoratore che assiste un familiare

Il lavoratore dipendente che assiste un familiare con handicap grave ha diritto, ogni mese, a 3 giorni, continuativi o frazionati, di permessi retribuiti.

I permessi sono normalmente fruiti in modalità giornaliera, ma possono essere anche frazionati ad ore.

Il tipo di permesso richiesto, giornaliero o orario, può essere cambiato dal lavoratore da un mese all’altro, modificando la domanda precedentemente presentata. Per esigenze improvvise e non prevedibili documentate è possibile cambiare la modalità di fruizione anche nel corso del mese.

Permessi legge 104 a ore per il lavoratore che assiste un familiare

Se il lavoratore che assiste un familiare portatore di handicap grave vuole fruire dei permessi in modalità oraria, deve frazionare a ore i permessi giornalieri. Come si frazionano in modalità oraria i permessi giornalieri? Bisogna moltiplicare i 3 giorni per l’orario giornaliero, nella generalità dei casi.

Facciamo un esempio per capire meglio:

  • se un dipendente ha un orario di lavoro settimanale pari a 40 ore, articolato su 5 giorni, lavora per 8 ore al giorno;
  • per sapere quante ore di permessi legge 104 spettano al mese, dovrà moltiplicare l’orario giornaliero, cioè 8 ore, per i 3 giorni di permesso mensile;
  • il lavoratore può dunque beneficiare mensilmente di 24 ore di permesso (3 x 8 =24).

Se il lavoratore fa dei turni e l’orario varia da settimana a settimana, si prende l’orario medio (ad esempio 35 ore) lo si divide per il numero medio di giorni lavorati (ad esempio 5) e lo si moltiplica per tre.

Il lavoratore può dunque beneficiare mensilmente di 21 ore di permesso (3 x 7 =21).

Permessi legge 104 a ore: quando si riducono

I permessi legge 104 frazionati a ore si riproporzionano in caso di prestazione lavorativa ridotta, ad esempio se il dipendente è in regime di part-time verticale (lavora con orario giornaliero pieno, ma per un minor numero di giornate) o in cassaintegrazione, o se è assunto o licenziato nel corso del mese.

Nessuna riduzione deve essere invece effettuata se il richiedente nel corso del mese ha legittimamente beneficiato di altre tipologie di permessi o congedi, perché la finalità di garantire un’assistenza adeguata al disabile non può essere limitata dalla fruizione di assenze con scopi differenti meritevoli di tutela.

Come si riproporzionano i permessi legge 104 a ore? Si deve prendere l’orario ridotto, lo si divide per il numero di ore di un full-time (solitamente 40 ore) e si moltiplica il risultato per i tre giorni.

Facciamo un esempio per capire meglio:

  • un dipendente ha un orario di lavoro settimanale pari a 18 ore, mentre un full time lavora per 40 ore;
  • dividendo 18 per 40 ottengo 0,45;
  • moltiplicando il risultato per i 3 giorni mensili, ottengo 1,35;
  • il lavoratore può dunque beneficiare mensilmente di un’ora di permesso, arrotondando per difetto.

Permessi legge 104 a ore per il lavoratore che assiste il figlio

Se ad essere assistito è il figlio minore con handicap grave, la modalità di fruizione oraria dei permessi varia a seconda dell’età del bambino.

Sino al compimento dei tre anni di età entrambi i genitori, anche adottivi, possono fruire alternativamente:

  • di due ore di permesso giornaliero retribuito, in caso di orario pari o superiore a sei ore, altrimenti il diritto si riduce a un’ora al giorno;
  • di tre giorni al mese di permessi retribuiti, eventualmente frazionabili a ore;
  • del prolungamento del congedo parentale.

Oltre il terzo anno di età del bambino spettano in alternativa:

  • il prolungamento del congedo parentale, fino al raggiungimento del periodo complessivo di tre anni di durata del congedo (comprensivo della durata del congedo parentale ordinario), fino al compimento del 12° anno di età del bambino;
  • tre giorni di permesso mensile retribuiti, frazionabili a ore.

Permessi legge 104 a ore per il lavoratore disabile

I lavoratori maggiorenni con handicap grave hanno ogni mese:

  • ai permessi giornalieri retribuiti di due ore, in caso di orario pari o superiore a sei ore al giorno; se inferiore, il diritto si riduce a un’ora al giorno;
  • a tre giorni retribuiti, anche frazionabili a ore.

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