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Amministratore di condominio: la formazione è obbligatoria?

18 Gennaio 2019 | Autore:
Amministratore di condominio: la formazione è obbligatoria?

L’amministratore di condominio deve avere una formazione professionale? Si deve aggiornare? Cosa accade se non lo fa?

Abiti in un palazzo dove i rapporti tra i proprietari sono un po’ burrascosi, ma ritieni che la responsabilità sia anche dell’amministratore del condominio, poco preparato a gestire un fabbricato di una certa dimensione e dalle molteplici esigenze. Per questa ragione, insieme ad altri condomini, vorresti revocargli l’incarico, ma la maggioranza degli altri proprietari, un po’ per indifferenza al problema, un po’ perché sono compiacenti all’amministratore, non sono d’accordo con le tue intenzioni. Tuttavia, sei abbastanza sicuro che il predetto amministratore non sia totalmente in regola con i requisiti richiesti dalla legge in materia e previsti, quali necessari presupposti, per esercitare l’attività di amministratore di condominio. In particolare, hai sentito parlare della formazione professionale a cui deve essere sottoposto il predetto professionista. Infatti, secondo le informazioni da te raccolte, l’amministratore di condominio deve frequentare costantemente dei corsi di formazione, in mancanza del quale attestato, non è legittimato ad assumere ed eseguire il proprio incarico. Tuttavia, non sei certo di questa conclusione e vorresti maggiori riferimenti a riguardo. Pertanto, la domanda che ti poni è la seguente: per l’amministratore di condominio, la formazione professionale è obbligatoria? Se l’amministratore di condominio non dovesse rispettare questo obbligo, a quali conseguenze andrebbe incontro? La nomina di un amministratore di condominio senza la dovuta formazione è valida?

Formazione amministratore di condominio: cosa dice la legge?

Quando ti poni una domanda del genere, il passaggio obbligatorio che devi compiere è quello di consultare la legge in materia. Ebbene, quando si parla di formazione professionale dell’amministratore di condominio, la legge [1] dice che deve essere stata svolta e che deve essere aggiornata periodicamente. Nella pratica quindi, per fare l’amministratore di condominio, tra i vari requisiti previsti dalla legge (ad esempio il possesso, almeno del diploma di scuola secondaria superiore), devi anche aver frequentato un corso di formazione iniziale. Una sorta di titolo specifico che, però, non basta per sempre: è infatti necessario aggiornarsi periodicamente. Ed allora, appurato che il predetto corso di formazione è un prerequisito fondamentale per svolgere l’incarico di amministratore condominiale, cosa accade nell’ipotesi in cui, il professionista in questione non si aggiorna? Quali potrebbero essere le conseguenze a suo danno?

Amministratore senza formazione: è valida la nomina?

La legge citata in precedenza, secondo la quale è obbligatorio che l’amministratore, prima di esercitare l’incarico, abbia frequentato un corso di formazione e che successivamente si sia debitamente aggiornato professionalmente ha carattere imperativo. In termini più poveri, significa che non può essere in alcun modo contraddetta: se ciò dovesse accadere, evidentemente le conseguenze sarebbero gravi. Nello specifico, quindi, se viene incaricato un amministratore di condominio sprovvisto della dovuta formazione, iniziale e/o periodica, la nomina non è valida. Si tratta di una conclusione che trova riscontro nella giurisprudenza [2] e che giustificherebbe la richiesta di revoca giudiziale dell’amministratore di condominio irregolare.

Amministratore senza formazione: posso revocarlo?

Le affermazioni fatte in precedenza, ti dimostrano che un amministratore di condominio senza la dovuta formazione iniziale e successiva è evidentemente in uno stato di palese irregolarità. Se questo dovesse essere il caso del tuo condominio e del tuo amministratore, sappi che avresti la possibilità di revocargli l’incarico, ricorrendo al Tribunale competente (cioè quello del territorio in cui è sito il tuo condominio). Si tratterebbe di un procedimento abbastanza veloce, da avviare con l’ausilio di un avvocato e che determinerebbe la revoca dell’amministratore irregolare. Ovviamente, prima di procedere, un tentativo per evitare questa iniziativa, potresti sempre farlo: pertanto, invita formalmente il professionista in questione a dimettersi. In mancanza, non potrai che procedere legalmente nei suoi riguardi.

Se l’amministratore è un condomino la formazione è obbligatoria?

In molti fabbricati, anche per risparmiare le spese o semplicemente per praticità, è frequente il caso dell’amministratore che è anche un condomino del palazzo. Ebbene, in questo caso specifico, devi sapere che la legge fa un’importante eccezione: se l’amministratore è nominato tra i condomini non sono necessari i requisiti del diploma e della formazione professionale. Indubbiamente si tratta di un’eccezione un po’ particolare che finisce per favorire situazioni in cui c’è un amministratore professionalmente inadeguato, ma sostenuto e legittimato dalla maggioranza dei condomini. Se questo dovesse essere il tuo caso, non potrai chiederne la revoca o le dimissioni, se non per ragioni e motivi differenti (ad esempio per altri gravi irregolarità commesse, quale potrebbe essere la mancata rendicontazione delle entrate e delle uscite entro 180 giorni successivi dalla chiusura dell’esercizio finanziario.

note

[1] Art. 71bis disp. att. cod. civ.

[2] Trib. di Padova sent. n. 818/2017


6 Commenti

    1. Qualora un condomino esegua lavori sulle parti comuni senza l’approvazione dell’assemblea o la richiesta dell’amministratore in assenza del requisito dell’urgenza previsto dall’art. 1134 c.c. non avrà comunque diritto al rimborso delle spese anticipate.
      Cassazione civile, sez. III, 28/06/2018, n. 17027

    1. Buongiorno Rocco. Un condomino è in conflitto di interessi con l’assemblea di condominio quando: un condomino è portatore di due interessi: uno come condòmino e uno personale; i due interessi sono in contrasto tra loro, per cui non possono essere soddisfatti contemporaneamente. Il voto del condomino in conflitto, che persegue un interesse personale, si pone in contrasto con quello del condominio.

    1. Buongiorno Laura. L’avviso di convocazione deve essere comunicato almeno cinque giorni prima della data fissata per l’adunanza in prima convocazione. Se questo termine non viene rispettato l’assemblea è annullabile solo se qualcuno la contesta nel termine di 30 giorni da quando si è tenuta (o, per gli assenti, da quando ne hanno avuto notizia con la comunicazione del relativo verbale).

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