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Dipendenti: in arrivo il “bonus arretrati” di 500 euro

6 Novembre 2017 | Autore:
Dipendenti: in arrivo il “bonus arretrati” di 500 euro

In arrivo aumenti sullo stipendio dei dipendenti pubblici, cui si aggiunge la somma di 450-500 euro a titolo di arretrati

Buone notizie per i dipendenti pubblici, che si vedranno “accreditata” (forse già a gennaio 2018) una vera e propria sorpresa sullo stipendio. È in arrivo, infatti, il cosiddetto bonus arretrati, vale a dire una somma pari, in media, a 450-500 euro che andrà ad arricchire “una tantum” la busta paga dei dipendenti pubblici. Vediamo, dunque, di cosa si tratta. Cos’è il bonus arretrati, in cosa consiste realmente questo bonus. Cosa si intende per una tantum di arretrati. Come e quando questo bonus sarà messo a disposizione dei dipendenti statali.

Bonus una tantum arretrati: cos’è

Per comprendere in cosa consiste il bonus arretrati è necessario fare un passo indietro. Questo bonus, infatti, è il frutto del rinnovo dei contratti del pubblico impiego. Come noto, il contratto dei dipendenti pubblici è, ormai, “fermo” dal lontano 2009. Dopo anni di “blocco”, tuttavia, si attende il rinnovo contrattuale del pubblico impiego, che dovrebbe vedere la luce entro la fine del 2017. Questo rinnovo porta con sé degli incrementi retributivi per i dipendenti pubblici: lo scatto medio mensile sarà di 85 euro, al quale andrà aggiunta anche la cosiddetta una tantum per gli arretrati. Tale somma si spiega perché il rinnovo contrattuale del pubblico impiego è stato previsto su base triennale con decorrenza dal 2016. Quindi, oltre all’aumento stipendiale pari ad 85 euro in media, ogni dipendente avrà diritto a tutti gli arretrati, che verranno corrisposti, con molta probabilità, in un’unica soluzione e, dunque, “una tantum” (per l’appunto).

In sostanza, il cosiddetto bonus arretrati “una tantum altro non è che la somma derivante dagli scatti stipendiali dei dipendenti pubblici e spettante loro a titolo di arretrati relativi al biennio 2016/2017.

Gli aumenti degli stipendi dei dipendenti pubblici

I primi aumenti degli stipendi statali, attesi sin dall’inizio del 2018, saranno particolarmente ricchi. Le risorse, a tal fine, non mancano: la Legge di Bilancio 2018, prevede lo stanziamento di 2 miliardi e 850 milioni di euro messi sul tavolo proprio per “scongelare” le buste paga.  Al momento, dunque, resta solo da stabilire quando entrerà realmente in vigore il rinnovo dei contratti del pubblico impiego e come gli arretrati verranno messi a disposizione dei dipendenti pubblici. Le prime risposte sul punto arriveranno a breve (l’appuntamento tra le diverse sigle sindacali, per discutere della questione, è previsto per l’8 novembre prossimo). Sul punto si dimostra ottimista il Ministro della Pubblica Amministrazione: «ci sono tutte le condizioni per fare presto e bene» ha garantito il Ministro Maria Anna Madia.

Bonus 80 euro: resta fermo per il futuro

È bene ricordare che la Legge di Bilancio 2018 “salverà” anche il bonus Irpef di 80 euro, conosciuto anche come Bonus Renzi, che resta fermo anche per il futuro. Il mantenimento del bonus di 80 euro si è reso necessario poiché altrimenti per gli statali la manovra avrebbe rappresentato una vera e propria beffa: da una parte i dipendenti pubblici avrebbero ottenuto, in media, 85 euro di aumento; ma dall’altra ne avrebbero persi 80 di bonus. L’escamotage trovato è stato l’innalzamento delle soglie di reddito utili per poter continuare ad essere fruitori del bonus di 80 euro. Per maggiori approfondimenti sul punto leggi: Dipendenti: ecco il bonus di 288 euro

 


note

Autore immagine: Pixabay.com


5 Commenti

  1. E quale sarebbe la
    Buona Notizia? …i 500 euro (lordi che al
    netto saranno 300).
    Bhe’ ve la dico io una cosa …per i due anni di arretrato avrebbero dovuto (L meno per il mio settore lavorativo) pagarci almeno 2000 euro, se si considerano gli 85 euro moltiplicati per i 24 mesi (periodo oggetto del rinnovo contrattuale) e invece solo i tanto sbandierati 500 euro…è solo uno schifo perché come sempre ci rapinano i soldi dalle tasche

    1. È proprio cosi . La solita presa per i fondelli. Ma ancora più vergognoso è cbe lo fanno apparire come un “BONUS” cioè in regalo !!!! Sarebbe più onesto definirlo un DIRITTO che non può essere corrisposto per mancanza di fondi… Altro che decorrenza del Contratto dal 01/01/2016. Non hanno il
      Coraggio ( ? ) di dire che l’aumento medio mensile lordo dal 01/01/2016 sarà di € 18 circa fino al 31/12/3017. E che dire della spudorata connivenza dei CONFEDERALI ?

  2. È proprio cosi . La solita presa per i fondelli. Ma ancora più vergognoso è cbe lo fanno apparire come un “BONUS” cioè in regalo !!!! Sarebbe più onesto definirlo un DIRITTO che non può essere corrisposto per mancanza di fondi… Altro che decorrenza del Contratto dal 01/01/2016. Non hanno il
    Coraggio ( ? ) di dire che l’aumento medio mensile lordo dal 01/01/2016 sarà di € 18 circa fino al 31/12/3017. E che dire della spudorata connivenza dei CONFEDERALI ?

  3. Ormai di tutto questo magnia magnia ne sono pieno non hanno capito che un giorno tutto questo che ci stanno facendo gli si ritorcerà contro, ci vuole una guerra contro questo Stato che pensa solo alle loro tasche e a noi poveri dipendenti statali che da quando è andato in vigore l euro ci ha fatto a pezzi e per poter andare avanti dobbiamo fare un secondo lavoro per pagare tutto quello che ogni giorno ci fanno pagare di tasse maledetti. Dovete darci quello che ci spetta uno stipendio a livello come quello di Comunità Europea per ritornare in vita.

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