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Padri separati: 400 euro al mese

11 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 Dicembre 2018



È la proposta del vicepremier Salvini: un fondo di sostegno a favore dei genitori separati con reddito basso. Ecco gli interventi per i padri separati.

Il governo gialloverde è in pieno fermento. A pochi giorni dalla chiusura del 2018, sono al vaglio del Parlamento diversi provvedimenti: non solo reddito di cittadinanza, ma anche ecotassa sulle auto inquinanti, fatturazione elettronica obbligatoria per tutti, lotta contro l’assenteismo nelle pubbliche amministrazioni, sostegno per le fasce più deboli della popolazione. Tra le misure inerenti a quest’ultima problematica non c’è solamente il tanto famoso reddito di cittadinanza, ma anche una proposta avanzata da ultimo dal ministro dell’interno e vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini: quella di predisporre un contributo pari a 400 euro a favore dei genitori separati che si trovino in difficoltà economica. La misura prende spunto da una legge già in vigore da qualche anno in Lombardia, della quale possono beneficiare entrambi i sessi anche se, la maggior parte delle volte, sono padri che non riescono a far fronte alle spese di tutti i giorni, le quali si sommano agli obblighi di mantenimento nei confronti di moglie e figli. In pratica, si tratterebbe di una misura di sostegno a favore dei genitori il cui conto corrente è prosciugato dal provvedimento con cui il giudice dispone la separazione o il divorzio: il più delle volte il padre, dunque. Si tratta solamente di una proposta, ma pare che stia riscuotendo già molto successo. Se quello che ho scritto è di tuo interesse, prosegui nella lettura di questo articolo: ti spiegherò di cosa tratta la proposta di dare 400 euro al mese ai padri separati.

Sostegno ai padri separati: cos’è?

L’idea lanciata dal ministro Matteo Salvini è quella di estendere a tutta l’Italia l’iniziativa adottata in Lombardia ben quattro anni fa: qui, una legge del 2014 [1] ha istituito un fondo di sostegno a favore dei genitori che, a seguito della separazione o del divorzio, si trovino in serie difficoltà economiche. Poiché la maggior parte delle domande pervenute alla Regione Lombardia giunge da padri il cui reddito è stato duramente messo alla prova da assegni di mantenimento a favore dei figli e dell’ex coniuge, la misura è stata simbolicamente ridefinita come fondo a sostegno dei padri separati.

Fondo di sostegno: a chi spetta?

A chi spetterebbero questi 400 euro? La Regione Lombardia prevede interventi di sostegno abitativo a favore dei coniugi separati o divorziati in condizioni di disagio economico che, a seguito di provvedimento dell’autorità giudiziaria, sono obbligati al versamento dell’assegno di mantenimento dei figli e non sono assegnatari o comunque non hanno la disponibilità della casa familiare in cui risiedono i figli, anche se di proprietà dei medesimi coniugi o ex coniugi.

È necessario, ovviamente, certificare il proprio reddito, il quale non deve superare la soglia fissata dalla legge: in Lombardia, la soglia è di 15mila euro, al di sotto dei quali è possibile accedere agli interventi di sostegno di cui sopra.

Interventi per padri separati: in cosa consistono?

Se davvero la proposta del vicepremier Salvini dovesse andare in porto, i padri separati beneficerebbero di diverse agevolazioni. In particolare, se venisse riproposto su scala nazionale il provvedimento così come oggi vigente in Lombardia, si potrebbero avere a favore dei padri separati:

  • un contributo economico di 400 euro al mese per un massimo di sei mensilità;
  • l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica d’urgenza;
  • contributi a fondo perduto per la ristrutturazione di immobili;
  • agevolazioni sui canoni di locazione.

Come è facile comprendere, si tratta di una serie di interventi finalizzati a dare un sostegno, non solo economico, a chi non solo non è abbiente, ma si è visto all’improvviso privarsi della propria abitazione, assegnata all’ex coniuge e ai figli.

Contributo padri separati: cosa cambierebbe?

La proposta lanciata da Matteo Salvini, e cioè quella di dare 400 euro ai padri separati, dovrebbe ricalcare in pieno il fondo di sostegno già attuato in Lombardia. il contributo sarebbe erogato dallo Stato, non dall’altro coniuge: si tratterebbe, pertanto, di un vero e proprio sussidio, sebbene a tempo determinato. La misura avrebbe risvolti non soltanto sul piano economico, ma anche familiare: molto spesso, il padre separato non può garantire la presenza e la vicinanza ai propri figli proprio perché la separazione ha mutato drasticamente la propria condizione sociale ed economica. Si pensi al genitore che, non potendo ritornare nella propria abitazione familiare, è costretto ad allontanarsi per trovare un nuovo alloggio.

note

[1] Legge Regionale n. 18/2014.

Autore immagine: Pixabay.com


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2 Commenti

  1. Salvini non sà, o fà finta di non sapere, che ci sono padri separati che lavorano in NERO, per non voler dare l’assegno di mantenimento alla famiglia

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