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Incontinenza urinaria maschile: come si cura

18 Gennaio 2019 | Autore:


> Salute e benessere Pubblicato il 18 Gennaio 2019



Le perdite di urina sono un disturbo che può essere vissuto come un tabù e un problema da nascondere, per affrontarlo è importante conoscere le soluzioni disponibili.

L’incontinenza urinaria, ai giorni nostri, interessa un numero sempre maggiore di persone, pertanto bisogna prendere coscienza che non si deve affrontare il disagio con delle metodiche fai da te. L’età media si è notevolmente innalzata, le terapie sono sempre più sofisticate e permettono la sopravvivenza di persone affette da patologie un tempo inevitabilmente mortali. Non sempre la quantità di vita ottenuta si associa ad una qualità valida o perlomeno accettabile, pertanto la ricerca si è indirizzata a risolvere o quantomeno a limitare le difficoltà conseguenti all’età o agli interventi chirurgici. Incontinenza urinaria maschile: come si cura? Pur non rappresentando un pericolo per la salute, è indubbio che l’incontinenza urinaria maschile modifica e peggiora la vita di ogni giorno per cui diventa prioritario individuare come curare questo disturbo.

La minzione nell’uomo

L’apparato urinario, che ha la funzione di filtrare il sangue ed eliminare con le urine le sostanze del catabolismo, nell’uomo è formato dai reni e dalle vie urinarie (vescica e vie escretrici). Nell’anatomia umana maschile le strutture anatomiche deputate all’escrezione dell’urina sono le stesse che permettono il passaggio del liquido seminale durante l’eiaculazione pertanto, questa duplice funzione, fa sì che patologie dell’apparato genitale possano interferire con la minzione o viceversa.

Analizziamo nel dettaglio i due diversi apparati:

  • apparato urinario: inizia con i due reni che, filtrando in modo continuativo il sangue, producono un filtrato che arriva alla vescica attraverso i due ureteri. La vescica è un organo cavo deputato a raccogliere l’urina e a contenerla fino a quando non viene raggiunto un determinato volume che rappresenta lo stimolo per la minzione, la possibilità di contenimento della vescica è garantita dalla presenza di uno sfintere (sfintere uretrale prossimale). La minzione si realizza con la contrazione della parete vescicale che vince le resistenze dello sfintere e permette in passaggio dell’urina nell’uretra che costituisce il condotto attraverso il quale le urine escono all’esterno;
  • apparato genitale: è formato dai testicoli (deputati alla produzione degli spermatozoi) dai quali parte il dotto deferente che unendosi al canale delle vescichette seminali (producono il liquido seminale), forma il dotto eiaculatore che attraversando la prostata (produce il liquido seminale) si immette nell’uretra. Anatomicamente, la prostata si trova sotto la vescica e abbraccia il primo tratto dell’uretra. Se si è impossibilitati a trovare un luogo adatto si può ritardare la minzione e così facendo si agisce sullo sfintere uretrale prossimale, tuttavia la continenza urinaria è coadiuvata anche dallo sfintere uretrale distale che si trova all’apice della prostata ma non è sotto il controllo della volontà.

Incontinenza urinaria maschile

L’incontinenza urinaria si può definire come la perdita involontaria di urina. Nell’uomo questo disturbo ha una frequenza variabile dal 2% al 10% anche se è verosimile che, a causa della difficoltà/vergogna a parlarne, la percentuale di individui interessati sia maggiore.

Le cause di incontinenza urinaria maschile, da ricondurre ad alterazioni funzionali della vescica e/o dello sfintere uretrale, delineano diversi quadri clinici:

  • incontinenza da sforzo: la causa del disturbo è un’alterazione dello sfintere uretrale. La perdita di urina si manifesta in conseguenza di un aumento di pressione addominale sulla parete della vescica come avviene a seguito di uno sforzo fisico sia intenso che di lieve entità quale una risata, uno starnuto, un colpo di tosse. Questo disturbo si manifesta prevalentemente quale complicanza (nel 20% dei casi) di un intervento di prostatectomia radicale, più raramente a seguito di ipertrofia prostatica benigna, di patologie neurologiche con alterato controllo degli sfinteri, nei politraumatizzati con frattura del bacino e lesioni uretrali;
  • incontinenza da urgenza: la necessità impellente di urinare è conseguente a contrazioni ripetute della vescica (vescica iperattiva), è molto frequente nei pazienti affetti da ipertrofia prostatica benigna (IPB). Infatti, a seguito dell’ingrossamento della prostata si ha un’ostruzione allo svuotamento vescicale, pertanto la necessità di vincere la resistenza dello sfintere induce le pareti della vescica a diventare ipertrofiche. A seguito di queste alterazioni le pareti vescicali tendono ad auto-contrarsi anche quando non esiste il comando cerebrale alla minzione. La vescica iperattiva con incontinenza da urgenza si presenta anche nel corso di patologie infiammatorie e neoplasie vescicali
  • incontinenza mista: la perdita di urina è conseguente ad alterazioni della vescica associate al malfunzionamento dello sfintere uretrale;
  • incontinenza da rigurgito: si verifica una perdita continua di urina goccia a goccia. Le condizioni patologiche alla base di questo disturbo sono da ricondurre ad una condizione acuta o cronica che induce un ostacolo allo svuotamento completo della vescica quale può verificarsi nell’ipertrofia prostatica benigna o nella stenosi uretrale

Incontinenza urinaria maschile: come si cura?

L’incontinenza urinaria maschile è un disturbo che incide notevolmente sulla qualità della vita limitando l’autonomia sociale e lavorativa della persona. Esistono diverse terapie valide che spaziano dalla terapia riabilitativa, ai supporti anti-incontinenza, ai farmaci o all’intervento chirurgico.

Si preferisce un approccio graduale commisurato alla gravità del disturbo e alla patologia che ne è la causa, tenendo conto che i rimedi a disposizione non sono universali ma devono essere valutati e attuati in relazione alla gravità del disturbo, al quadro clinico del paziente, alle sue aspettative ed esigenze.

L’approccio iniziale al paziente affetto da incontinenza urinaria è rapportato al tipo di disturbo:

  • incontinenza da urgenza: consiste nel consigliare una modifica dello stile di vita limitando caffè e numero di sigarette e nell’effettuare minzioni a orari prestabiliti;
  • incontinenza da rigurgito e incontinenza da sforzo: si devono effettuare esercizi volti a rafforzare i muscoli del pavimento pelvico. Questo trattamento è ben accettato dal paziente per la sua scarsa invasività e costituisce un passaggio indispensabile nell’incontinenza urinaria a seguito di intervento chirurgico.

Si può associare una terapia farmacologica:

  • duloxetina per l’incontinenza da sforzo;
  • antimuscarinici nell’incontinenza da urgenza, possono determinare ritenzione urinaria per cui vanno prescritti con cautela in pazienti con difficoltà a svuotare la vescica.

Il trattamento medico e riabilitativo va effettuato per almeno tre mesi. In caso di insuccesso e prima di passare a opzioni terapeutiche invasive, la terapia neuromodulante trova indicazione nei pazienti affetti da incontinenza urinaria da urgenza. Tale terapia si effettua in pazienti selezionati e consiste nello stimolare elettricamente specifiche terminazioni nervose per poter modulare l’attività della vescica e dello sfintere prossimale.

I trattamenti utilizzati sono:

  • la terapia neuromodulante sacrale (NMS): si avvale dell’applicazione sottocute, in anestesia locale, di uno stimolatore elettrico;
  • la stimolazione percutanea del nervo tibiale posteriore (PTNS): è una tecnica meno invasiva che consiste in dodici sedute durante le quali viene stimolato un nervo all’altezza del piede.

Incontinenza urinaria maschile: trattamento chirurgico

Il trattamento chirurgico dell’incontinenza urinaria maschile trova indicazione quando il disturbo dura da almeno sei mesi/un anno. L’intervento chirurgico viene eseguito soprattutto in pazienti affetti da incontinenza urinaria a seguito di interventi alla prostata con conseguente disfunzione dello sfintere.

I trattamenti eseguiti consistono in:

  • iniezioni periuretrali: vengono iniettati materiali biologici a livello dello sfintere uretrale esterno che agirebbero comprimendo l’uretra e restituendo la continenza urinaria. I risultati possono non essere soddisfacenti;
  • sistema proAct: viene eseguito in anestesia locale, vengono posizionati due palloncini in silicone a lato dell’uretra. La buona riuscita dell’intervento, che viene eseguito sotto controllo ecografico, è in relazione alla precisione del posizionamento. I risultati sono abbastanza positivi;
  • sling: in anestesia generale o periferica si applica, sotto l’uretra, una benderella con materiale proveniente dal paziente o materiale sintetico. Il trattamento dà buoni risultati anche a distanza;
  • sfintere urinario artificiale: trova indicazione nell’incontinenza urinaria grave, consiste nel posizionare uno sfintere artificiale (modello AMS 800) con un intervento chirurgico in anestesia generale o periferica, è richiesta notevole esperienza dell’operatore. Le complicanze possibili sono l’infezione della protesi e l’erosione dell’uretra.

Il sistema è azionato manualmente dal paziente. Il presidio è formato da:

  • una cuffia che avvolge l’uretra;
  • un serbatoio posizionato nell’addome nel quale viene fatta defluire l’urina;
  • un sistema di attivazione (pompa) che viene posizionato nello scroto.

Incontinenza urinaria maschile: presidi esterni

I rimedi anti-incontinenza dovrebbero rappresentare l’approccio finale al problema ed essere utilizzati quando tutte le strade percorribili non hanno risolto in disagio. Purtroppo, vista la facilità di utilizzo e l’autoprescrizione, possono costituire l’unico rimedio che il paziente mette in atto.  Le possibili scelte comprendono:

  • pannolino: non risolvono l’incontinenza ma si usano per la gestione del problema, si può scegliere tra una vasta gamma di prodotti (rettangolari, sagomati, pannoloni a mutanda) in base all’entità della perdita, all’ingombro che determinano, alle caratteristiche dei materiali utilizzati;
  • catetere maschile esterno: costituisce il presidio maggiormente utilizzato nell’incontinenza urinaria dell’uomo, si chiama anche condom in quanto si usa come un preservativo, presenta un tubo che si raccorda con una sacca di raccolta.

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