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Rotatoria: di chi è la precedenza

12 Dicembre 2018 | Autore: Sabrina Mirabelli


Rotatoria: di chi è la precedenza

> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 Dicembre 2018



Le rotatorie, queste sconosciute! Che sono, a cosa servono, quali i tipi, a chi spetta la precedenza quando ci si immette in una rotonda.

Domani hai l’esame teorico di guida per il conseguimento della patente e sei in difficoltà perché devi studiare le rotatorie? Stai guidando e ti trovi in prossimità di una rotonda ma non sai se e a chi dare la precedenza? Quel automobilista è entrato nella rotatoria, tagliandoti la strada, ma ha davvero sbagliato lui o dovevi fermarti per farlo passare? Insomma in una rotatoria: di chi è la precedenza? Quando durante la guida, ci troviamo dinanzi ad una rotonda, sono mille i dubbi e le perplessità che sorgono spontanei. Questo succede perché molti di noi nel sostenere gli esami per la patente, non si sono imbattuti nelle rotatorie per il semplice motivo che non esistevano. E’ chiaro che abbiamo imparato a conoscere gli incroci e le intersezioni e abbiamo appreso il principio generale per il quale tocca dare la precedenza a chi proviene da destra. Ma poi, sono arrivate le rotonde e la cosa ci ha spiazzato, non comprendendo bene a chi spettasse la precedenza. Fortunatamente i più giovani che devono prendere la patente, oggi sono più agevolati rispetto a noi sebbene la precedenza in rotatoria non sia disciplinata da norme specifiche, ma da disposizioni generali sulla circolazione stradale da cui è possibile ricavarne la regolamentazione.

Cos’è una rotonda?

Il problema spinoso delle rotonde/rotatorie infatti, è stato affrontato solo di recente dal nostro legislatore, che ha così colmato una lacuna presente nel Codice della strada, il quale nei suoi circa 200 articoli, non ne faceva menzione alcuna.

A marzo del 2017 infatti, una Circolare del Ministero dei Trasporti avente a oggetto “Procedure amministrative per il conseguimento della patente di guida della categoria B”, ha spiegato come vanno affrontate le rotonde e qual è il corretto comportamento che deve tenere il guidatore quando le imbocca.

La Direzione generale per la motorizzazione ha chiarito che l’atteggiamento dell’automobilista deve adattarsi alle circostanze del caso concreto, questi cioè deve valutare se è in presenza di una o più corsie di marcia in rotatoria nonché considerare la strada dalla quale sta per imboccarla e le situazioni del traffico.

La direttiva specifica che la rotatoria è un’intersezione e che le sue uscite devono essere intese come delle svolte.

L’automobilista in vista della rotonda deve innanzitutto moderare la velocità e controllare il comportamento degli altri conducenti, pronto a dare la precedenza agli altri veicoli se necessario.

In mancanza dello specifico segnale di “dare la precedenza”, che di solito si trova apposto in corrispondenza delle immissioni nella rotatoria, bisogna rispettare il principio generale stabilito dal Codice della Strada  e quindi, si ha l’obbligo di dare la precedenza a chi si immette nella rotatoria [1].

La rotonda all’italiana

Il caso sopra descritto è quello di una rotonda per così dire all’italiana dove all’ingresso si trova apposto solo il cartello blu che segnala la rotonda. La precedenza pertanto, spetta a chi entra nella rotatoria e chi si trova già nell’anello ne deve agevolare l’accesso.

Esempio: il guidatore A deve entrare in una rotonda, che è segnalata solo dal cartello stradale rotondo, con fondo blu, su cui si trovano disegnate 3 frecce bianche che formano un cerchio.

Se nella rotonda già si trova il conducente B, questi deve dare la precedenza ad A agevolandone l’immissione nella rotatoria.

La rotonda alla francese

Diverso è il caso della rotonda alla francese caratterizzata dal segnale “dare la precedenza”, dove al’ingresso oltre al cartello azzurro si trova posizionato anche il triangolo rosso e bianco con la punta rivolta verso il basso e una striscia di arresto. Qui chi entra deve lasciare passare chi si trova già nella rotonda. In quest’ipotesi basta quindi, attenersi alla segnaletica ivi posizionata.

Esempio: il guidatore A deve entrare in una rotonda, che è segnalata da 2 cartelli, di cui uno è quello rotondo con fondo blu e le 3 frecce bianche disegnate e l’altro è quello triangolare con il margine rosso e l’interno bianco. Entrando nella rotatoria, il guidatore A deve dare la precedenza a chi sta già girando nel’anello, in ipotesi il conducente C, che si è immesso nella rotonda prima di lui.

L’introduzione delle rotonde nel sistema viario italiano

Le rotonde hanno cominciato a comparire a metà degli anni novanta e si sono subito diffuse, sebbene il loro costo sia piuttosto elevato.

I motivi dell’introduzione delle rotonde

La ragione di detto aumento è da rinvenirsi in una serie di studi scientifici che hanno accertato una riduzione degli incidenti nell’ipotesi in cui una intersezione tradizionale, regolata da un semaforo, venga sostituita da una rotatoria. In Italia tra la fine degli anni novanta e l’inizio del duemila, si sono avuti meno incidenti per il 29,1% dei casi e meno feriti per il 31,9% da quando le rotonde hanno preso il posto dei semafori.

Le rotonde inoltre, hanno un impatto migliore sull’ambiente in quanto riducono l’inquinamento: togliendosi il semaforo si riduce il tempo in cui una macchina rimane ferma con il motore acceso in un determinato punto. Si assiste anche ad uno snellimento del traffico che diventa così più scorrevole.

Un’altra ragione per la quale gli amministratori hanno iniziato a costruire rotatorie a tutto spiano, è che quando avviene un urto in una rotonda, questo si verifica in senso laterale, quindi è meno pericoloso per la sicurezza stradale. L’inosservanza di un semaforo determina infatti, un rischio maggiore rispetto all’inosservanza dell’ingresso nella rotatoria.

I casi delle rotatorie

La direttiva del Ministero distingue due casi di rotatorie:

  1. rotatoria a una sola corsia e strada d’accesso a una sola corsia;
  2. rotatoria e strada d’accesso a due o più corsie per senso di marcia.

Rotatoria a una sola corsia e strada d’accesso a una sola corsia

Il guidatore che entra in una rotonda con una sola corsia di marcia, provenendo da una strada anch’essa a una sola corsia, deve immettersi mantenendo il margine destro.

L’uscita al primo braccio

Se intende uscire al primo braccio che si incontra, deve azionare l’indicatore di direzione appena entrato nella rotatoria.

L’uscita a un braccio successivo al primo

Se deve uscire ad un altro braccio, deve accendere la freccia appena superato il braccio precedente a quello prescelto.

Esempio: il guidatore A che proviene da una strada con una sola corsia di marcia, deve entrare in una rotonda con una sola corsia. Nell’immettersi deve mantenere strettamente la destra.

Se la rotonda è formata da più bracci e il guidatore A deve svoltare al primo di essi, appena immesso nella rotatoria, deve accendere la freccia destra per segnalare che intende svoltare. Se intende svoltare ad un braccio successivo al primo, ad esempio al terzo, deve azionare la freccia subito dopo avere superato il secondo braccio.

Rotatoria e strada d’accesso a due o più corsie per senso di marcia

L’uscita al primo braccio

Il guidatore che entra in una rotonda con due o più corsie di marcia, provenendo da una strada con due o più corsie, il quale intende uscire al primo braccio dell’anello, deve tenere il lato destro della corsia di immissione, prima, e della rotatoria, poi.

Deve cioè, avvicinarsi alla rotatoria mantenendosi in prossimità del margine destro della carreggiata di accesso; una volta entrato nell’anello, deve circolare sulla corsia di destra. Se deve uscire al primo braccio, aziona l’indicatore di direzione destro fin da quando è in prossimità dell’anello.

L’uscita a un braccio successivo al primo

Se invece, deve uscire a una delle uscite successive alla prima, aziona la freccia destra successivamente all’ingresso nell’anello, con anticipo rispetto al momento in cui imboccherà il braccio di uscita prescelto.

Esempio: il guidatore A che proviene da una strada con più di una corsia di marcia, deve entrare in una rotatoria con più corsie e successivamente deve uscire al primo braccio della rotonda. In questo caso deve mantenere la destra sia nell’immettersi nella rotonda sia nel girare nell’anello. Prima ancora di entrare nella rotatoria deve azionare l’indicatore di direzione a destra per segnalare l’intenzione di svoltare al primo braccio.

Se la rotonda è composta da più bracci e il conducente A deve uscire al terzo braccio, deve azionare la freccia poco prima di arrivare in prossimità del braccio al quale intende svoltare, più semplicemente dopo avere superato il secondo braccio.

Se il conducente deve proseguire dritto

Se invece, intende proseguire diritto (rispetto all’asse di simmetria della rotatoria), in assenza di traffico deve mantenere la corsia di destra (sia nel ramo di ingresso che all’interno dell’anello), mentre in caso di traffico intenso può scegliere una qualsiasi corsia libera per immettersi nella rotatoria, continuando a mantenere la stessa posizione all’interno dell’anello (comportamento assimilabile alla marcia per file parallele).

Anche in questo caso, prima di uscire dalla rotatoria, sarà necessario spostarsi sulla corsia di destra con conveniente anticipo, azionando preventivamente l’indicatore di direzione destro e verificando di non tagliare la strada ad altri veicoli sull’anello.

In caso di traffico intenso, se vi sono altri conducenti che intendono compiere un’analoga manovra, il guidatore deve mantenere la stessa corsia sia entrando nella rotatoria sia percorrendola, accendendo la freccia destra con un idoneo anticipo rispetto alla svolta.

Esempio: se il conducente A che proviene da una strada con più corsie di marcia, deve entrare in una rotonda anch’essa con più corsie e deve proseguire diritto, se non c’è traffico, nell’immettersi deve mantenere la destra; se c’è traffico intenso deve scegliere una corsia e percorrerla come se di trovasse su una strada a file parallele. Se deve uscire ad uno dei bracci della rotonda, deve accendere la freccia di destra con anticipo rispetto alla svolta, spostandosi di corsia con attenzione. Analogamente si deve comportare in caso di traffico intenso ed in presenza di altri automobilisti anch’essi intenzionati a svoltare al suo stesso braccio, il tutto mantenendo strettamente la destra.

L’uscita a sinistra

Se, invece, il guidatore vuole uscire sul lato sinistro dell’anello (rispetto all’asse di simmetria della rotatoria), deve avvicinarsi alla rotatoria come se si trattasse di una svolta a sinistra, cioè portandosi nella corsia di sinistra della strada di accesso.

Immettendosi nella rotatoria deve azionare l’indicatore di direzione sinistro e circolare nell’anello nella corsia di sinistra, mantenendo sempre in funzione l’indicatore di direzione sinistro.

Anche in tal caso, prima di imboccare l’uscita, dovrà segnalare con l’indicatore destro e con conveniente anticipo, lo spostamento sulla corsia di destra, verificando di non tagliare la strada ad altri veicoli.

Nel caso di traffico intenso e quando sia impossibile occupare la corsia di sinistra, il guidatore deve restare sulla corsia di destra anche se deve svoltare a sinistra.

Esempio: se il guidatore A che proviene da una strada con più corsie di marcia, deve entrare in una rotonda anch’essa con più corsie e intende uscire sul lato sinistro dell’anello, deve immettersi nella rotonda percorrendo la corsia di sinistra e con la freccia di sinistra accesa. Se deve spostarsi a destra, dovrà farlo con molta attenzione, accendendo l’indicatore di direzione destro con anticipo per segnalare il cambio di corsia.

Se il traffico è intenso ed il guidatore A deve uscire a sinistra, deve comunque restare sulla corsia di destra attendendo il momento più propizio per cambiare corsia ed effettuare la svolta.


Di Sabrina Mirabelli

note

[1] Art. 145 co. 2 cod. strada.


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