Pensione anticipata con 41 anni di contributi per tutti

12 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 Dicembre 2018



Con la chiusura della quota 100 tutti i lavoratori potranno raggiungere la pensione anticipata con 41 anni di contributi.

Dopo lo stop all’adeguamento dei requisiti alla speranza di vita, arriva una bella sorpresa per chi è vicino a ottenere la pensione anticipata: chiuso il periodo di sperimentazione della quota 100, difatti, la pensione anticipata ordinaria potrà essere ottenuta da tutti con solo 41 anni di contributi.

Il beneficio, dunque, non sarà riservato ai soli lavoratori precoci appartenenti alle categorie tutelate, come avviene oggi, ma sarà aperto a tutti i lavoratori, purché raggiungano 41 anni di contributi non coincidenti complessivamente.

La possibilità di ottenere la pensione anticipata con 41 anni di contributi per tutti partirà, in base a quanto reso noto sinora, dal 2022, una volta terminato il triennio 2019-2021, nel quale sarà possibile pensionarsi con la quota 100.

Ma si potrà ottenere la nuova pensione anticipata cumulando i versamenti di casse diverse? Nei 41 anni di versamenti conteranno anche i contributi figurativi? Saranno previsti ulteriori limiti per accedere al pensionamento agevolato?

Secondo quanto annunciato, le regole alla base della pensione anticipata ordinaria non cambieranno: in parole semplici, la pensione anticipata con 41 anni di contributi non consisterà in un trattamento diverso dalla pensione anticipata ordinaria, ma si tratterà della stessa prestazione, con il solo alleggerimento dei requisiti contributivi.

Ma procediamo per ordine, e facciamo il punto sulla pensione anticipata ordinaria e sulla nuova prestazione con 41 anni di contributi.

Come funziona la pensione anticipata ordinaria

La pensione anticipata ordinaria si può ottenere, sino al 31 dicembre 2018, con 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne, e con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini.

Dal 2019 il requisito sarebbe dovuto aumentare:

  • a 43 anni e 3 mesi di contributi, per i lavoratori;
  • a 42 anni e 3 mesi di contributi, per le lavoratrici.

Secondo quanto indicato nel cosiddetto “pacchetto previdenza”, però, dal 2019 i requisiti per la pensione anticipata resteranno gli stessi, grazie al blocco degli adeguamenti alla speranza di vita; la decorrenza dovrebbe essere invece spostata in avanti di tre mesi con l’applicazione delle finestre fisse.

Pensione anticipata con 41 anni di contributi per i lavoratori precoci

I lavoratori precoci, cioè coloro che possiedono almeno 12 mesi di contributi versati prima del 19° anno di età, possono ottenere sin da ora la pensione anticipata con 41 anni di contributi (nel 2019, in base alle novità contenute nel pacchetto previdenza, i requisiti non cambieranno), se appartengono a una delle categorie salvaguardate: disoccupati, invalidi in misura almeno pari al 74%, caregiver (coloro che assistono, da almeno 6 mesi, un familiare entro il 1° grado- in alcune ipotesi entro il 2° grado- convivente, con handicap grave) e addetti ai lavori gravosi.

Per ciascuna di queste categorie sono previsti dei requisiti specifici, al fine di ottenere la pensione anticipata precoci.

La pensione anticipata dei lavoratori precoci non può essere cumulata col reddito di lavoro, per il periodo corrispondente a quello di maturazione dei requisiti per la pensione anticipata ordinaria.

Nuova pensione anticipata con 41 anni di contributi 

Dal 2022, una volta chiuso il triennio nel quale sarà possibile pensionarsi con la quota 100 (con un’età minima di 62 anni e 38 anni di contributi), tutti i lavoratori potranno pensionarsi con 41 anni di contributi, anche se non precoci e non appartenenti alle categorie tutelate.

Le regole alla base della nuova pensione anticipata dovrebbero essere le stesse alla base della pensione anticipata ordinaria attuale. Vediamole nel dettaglio.

Com’è calcolata la pensione anticipata?

La pensione anticipata ordinaria, come la generalità dei trattamenti pensionistici, è calcolata col sistema:

  • retributivo sino al 31 dicembre 2011, poi contributivo, per chi possiede almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • retributivo sino al 31 dicembre 1995, poi contributivo, per chi possiede meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • interamente contributivo, per chi non possiede contributi al 31 dicembre 1995.

Ad oggi non sono più applicate penalizzazioni in base all’età: sino a qualche anno fa, era invece applicata una penalizzazione percentuale per chi si pensionava prima di aver compiuto 62 anni.

La nuova pensione anticipata con 41 anni di contributi dovrebbe essere calcolata allo stesso modo della pensione anticipata ordinaria, senza penalizzazioni o ricalcoli.

Pensione anticipata col cumulo dei contributi

La pensione anticipata ordinaria può essere anche ottenuta in regime di cumulo, ossia sommando i contributi presenti in gestioni diverse.

Attraverso il cumulo, in pratica, i versamenti presenti in casse diverse sono sommati ai fini del diritto alla pensione, mentre ai fini della misura della pensione ogni gestione liquida la quota di propria competenza.

Il cumulo non prevede il ricalcolo contributivo della prestazione, per quanto riguarda le gestioni Inps: al contrario, il totale dei contributi cumulati rileva anche ai fini del sistema di calcolo della pensione da utilizzare. Se, ad esempio, attraverso il cumulo il pensionato raggiunge 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995, ottiene il calcolo retributivo della prestazione sino al 31 dicembre 2011, anziché solo sino al 31 dicembre 1995. Non vengono considerati i contributi versati presso le casse professionali, però, ai fini del sistema di calcolo: in pratica, se si raggiungono 18 anni di contributi anche sommando i versamenti presso una gestione dei liberi professionisti, il metodo di calcolo non varia.

Per quanto riguarda le casse professionali, in certi casi il cumulo può determinare il calcolo contributivo della propria quota di pensione, se non si raggiunge un requisito assicurativo o di contribuzione minimo: dipende dal regolamento della specifica gestione.

Anche la nuova pensione anticipata con 41 anni di contributi, in base a quanto reso noto sinora, potrà essere ottenuta col cumulo dei versamenti.

Pensione anticipata: contributi figurativi

Per ottenere la pensione anticipata ordinaria è possibile utilizzare anche i contributi figurativi, cioè accreditati direttamente dall’Inps in corrispondenza di periodi di assenza o di non lavoro tutelati (malattia, disoccupazione indennizzata, maternità…).

Tuttavia, per chi ha versato il primo contributo dopo il 31 dicembre 1992, i contributi figurativi non possono essere superiori a 5 anni.

Le stesse regole dovrebbero valere anche per la nuova pensione anticipata con 41 anni di contributi.

Pensione anticipata: quando è liquidata

Ad oggi, la pensione anticipata ordinaria decorre dal 1° giorno del mese successivo alla maturazione dei requisiti, se la domanda è inviata tempestivamente, diversamente dal 1° giorno del mese successivo all’invio della domanda.

Dal 2019, dovrebbero essere invece applicate finestre fisse di attesa pari a 3 mesi, nella generalità dei casi.

Le stesse regole dovrebbero valere anche per la nuova pensione anticipata con 41 anni di contributi.


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6 Commenti

      1. Buon giorno,una domanda,ho 62 anni ed ho 27 contributi enasarco e 37 Inps..sono cumulabili per andare in pensiobe

    1. Davide grazie a te di seguirci! Cerchiamo sempre di fornire informazioni utili e chiare ai nostri lettori. Leggi le ultime news sul nostro portale!

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