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Viaggio: come partire informati per la vacanza

18 Gennaio 2019


Viaggio: come partire informati per la vacanza

> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 Gennaio 2019



Per non rischiare di vedere la propria vacanza rovinata da disservizi è necessario conoscere i propri diritti di viaggiatori ancor prima della partenza.

Per goderti in pieno la tua vacanza, progettata con tanta cura e aspettata con ansia, devi innanzitutto essere a conoscenza di tutti i diritti che hai in quanto viaggiatore. Un disservizio durante il viaggio, come può essere il ritardo del mezzo di trasporto o la perdita del bagaglio, o un problema che sorge quando hai raggiunto la tua meta, come può essere un alloggio diverso da quello prenotato, possono rovinare irrimediabilmente i pochi giorni liberi che lo studio o il lavoro ti consentono. Quindi perché rischiare? Continua a leggere e scoprirai quali informazioni devi avere per affrontare, in tutta tranquillità, il tuo tanto desiderato viaggio: come partire informati per la vacanza è il titolo di questa serie di informazioni da leggere prima di partire.

Ritardi, cancellazioni, overbooking: cosa sono e come affrontarli

L’aereo sta diventando uno dei mezzi di trasporto che vengono utilizzati sempre più frequentemente per raggiungere la meta delle vacanze. Proprio la sua grande diffusione ha portato con sé una serie di problemi legati alla gestione della massa dei passeggeri, soprattutto in determinati periodi dell’anno.

Ritardi, cancellazioni, overbooking o negato imbarco sono termini che senti sempre più spesso e che possono trasformare in un incubo quello che dovrebbe essere il momento iniziale del relax che, magari, hai atteso per un anno intero. Forse non sai, però, di non essere completamente indifeso ma di avere una serie di tutele che puoi sfruttare.

Esiste, ad esempio, il Regolamento 261/2004 dell’Unione Europea che detta i diritti del passeggero in caso di problemi con una compagnia aerea e che si applica a tutti i voli in partenza da un aeroporto che ha sede in un Paese appartenente alla Comunità europea o un aeroporto che, pur essendo posto in un Paese terzo, ha destinazione in un Paese comunitario. Lo stesso regolamento impone alle compagnie di informare i viaggiatori dei loro diritti, ma questo purtroppo non viene fatto sempre quindi continua a leggere per conoscere i tuoi diritti e come puoi farli valere.

Overbooking o negato imbarco

L’overbooking o sovraprenotazione è una pratica messa in atto dalle compagnie aeree per rendere massimi i profitti. Poiché capita sovente che qualche passeggero non si presenti e per non rischiare di effettuare il volo con posti vacanti, rinunciando in tal modo a un ulteriore guadagno, le compagnie, con l’uso di algoritmi specifici, calcolano quanti passeggeri “probabilmente” non si presenteranno all’imbarco e vendono un numero di biglietti superiore ai posti disponibili.

Può capitare che tutti si presentino e qui cominciano i problemi. Se acconsenti a rinunciare all’imbarco puoi scegliere tra ottenere il rimborso di quanto avevi speso oppure ottenere un nuovo posto su un altro volo, godendo, per il periodo di attesa, dell’assistenza gratuita della compagnia. Tale assistenza, modulata a seconda della durata dell’attesa, può consistere in pasti e bevande o nella sistemazione in albergo in caso sia necessario un pernottamento. Se, invece, non hai alcuna intenzione di acconsentire a prendere un volo successivo puoi optare per il rimborso del biglietto aumentato di un indennizzo calcolato in base al tipo e alla lunghezza della tratta che avevi prenotato:

Voli che avvengono all’interno dell’Unione Europea:

  • 250 euro fino a 1500 km;
  • 400 euro oltre 1500 km.

Voli esterni all’Unione Europea:

  • 250 euro fino a 1500 km;
  • 400 euro tra i 1500 e i 3500 km;
  • 600 euro oltre i 3500 km.

Cancellazione del volo

La cancellazione di un volo può essere dovuta a circostanze eccezionali. In tal caso puoi scegliere tra il rimborso completo del biglietto (da richiedere entro 7 giorni) o quella che in gergo aeroportuale viene detta riprotezione, cioè la nuova prenotazione per un altro volo.

Se opti per il rimborso, ricorda che, come ha stabilito una sentenza della Corte di Giustizia europea, hai diritto anche alla commissione che hai pagato all’eventuale intermediario che ha effettuato la tua prenotazione. Se invece il tuo volo è stato cancellato per altri motivi, oltre alla nuova prenotazione, hai diritto all’assistenza gratuita e agli stessi indennizzi previsti per l’overbooking.

Ritardo prolungato

Capita, purtroppo, spesso che un volo non parta all’orario prestabilito. In base alla durata del ritardo puoi avere un diverso tipo di risarcimento. Se il ritardo è alla partenza, se essa viene posticipata fino a 2, 3 o 4 ore a seconda della distanza, hai diritto all’assistenza a titolo gratuito.

Nel caso in cui, sempre alla partenza, il ritardo sia di almeno 5 ore puoi richiedere il rimborso del biglietto. Quando il ritardo è all’arrivo, oltre alla solita assistenza gratuita, hai anche diritto all’indennizzo in denaro, a meno che le cause che l’hanno provocato siano imputabili a fenomeni oggettivamente eccezionali e imprevedibili, come le condizioni meteorologiche avverse o i problemi riguardanti la sicurezza del volo.

Vacanza rovinata da false recensioni

Se hai prenotato una struttura per le vacanze senza conoscerla preventivamente, magari con un accordo stipulato via internet, e temi di trovare sul posto qualcosa di molto diverso da ciò che ti era stato promesso, devi sapere che, sia pure lentamente, le cose stanno cambiando.

Negli ultimi anni hanno avuto un grande sviluppo in rete i siti di recensioni. L’idea iniziale, molto intelligente, era tesa a mettere in evidenza i giudizi dei viaggiatori che ci avevano preceduto e che avevano lo stesso effetto del passaparola tra amici: “Quell’albergo ha stanze molto comode”, “Il ristorante offre una zuppa di pesce buonissima e il prezzo è contenuto”.

Questo fenomeno si è ampliato moltissimo; vengono ormai pubblicate recensioni per qualsiasi prodotto o servizio e, naturalmente, c’è stato chi ha cercato di sfruttarlo a proprio vantaggio. Qualcosa però si sta muovendo.

Proprio in Italia, il tribunale penale di Lecce ha emesso la prima sentenza al mondo di condanna per il proprietario di un sito che vendeva pacchetti di recensioni false. In pratica l’uomo offriva a vari imprenditori l’inserimento, a pagamento, di recensioni molto positive sulla loro struttura ricettiva. Utilizzando false identità pubblicava quindi i giudizi su portali come Tripadvisor che si è costituito parte civile nel processo.

La sentenza di condanna a 9 mesi di carcere e al pagamento di 8.000 euro di risarcimento dovrebbe costituire un buon deterrente per evitare le recensioni fasulle che possono influenzare le scelte e, magari, rovinare una vacanza.

Per evitare problemi, devi sempre tener presente che quelle che leggi sono opinioni, non fatti. Quindi leggi sempre molte recensioni, anche su portali diversi, e non dimenticare di verificare l’affidabilità dello scrittore del giudizio, osservandone il profilo.

Gli operatori turistici online

L’utilizzo dei siti degli operatori turistici online ha trasformato completamente il modo di preparare una vacanza. Quando, ad esempio, inizi a navigare alla ricerca di un alloggio hai sempre il dubbio che le offerte che prendi in esame siano effettivamente corrette e complete. Purtroppo, in molte occasioni abbiamo letto di hotel inesistenti o di appartamenti fatiscenti presentati come strutture a 5 stelle.

La Commissione europea ha indicato come i vari operatori debbano assumersi le proprie responsabilità in ordine alle presentazioni online. Ha quindi reso pubblico l’accordo fatto con un gigante del turismo come Airbnb che si è ufficialmente impegnato a rendere ancor più trasparente il proprio sito. Entro il 2018, infatti, provvederà a presentare sul sito il prezzo totale di ogni offerta.

Non ci dovrebbero più essere costi non indicati, come ad esempio la pulizia finale di un appartamento o qualche servizio particolare, e soprattutto dovrà essere chiaramente indicato se l’offerta è fatta da un privato o da un professionista, visto che la tutela di chi prenota è diversa nei due casi.

In attesa che sia effettivamente applicata la nuova trasparenza, esamina attentamente tutte le condizioni contrattuali e non esitare a chiedere delucidazioni all’operatore.

Come far valere i propri diritti?

Rispetto a quella precedente, nell’estate del 2018 sono decisamente aumentati ritardi aerei e cancellazioni di voli. Tuttavia non hanno subito lo stesso aumento le richieste di risarcimento.

Se, nonostante tutte le tue precauzioni, sei incappato in qualche disservizio, non esitare a rivendicare i tuoi diritti. Vediamo, in breve, come puoi comportarti per esigere che la compagnia aerea provveda a quanto ti spetta. Innanzitutto, devi presentare il reclamo alla compagnia aerea con la quale avevi stipulato il contratto di trasporto.

Se, dopo un periodo di 6 settimane, non ricevi risposta, devi inviare il reclamo all’ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile), utilizzando il modulo online che trovi sul sito. L’ente ti fornirà le proprie valutazioni e potrai utilizzarle in caso tu non sia soddisfatto e debba rivolgerti alle consuete vie legali.

Se quando arrivi sul luogo scelto per la tua vacanza l’hotel, l’appartamento o il residence non corrispondono a quanto prenotato devi subito contattare l’intermediario con cui hai stipulato il contratto, sia esso un sito web, un’agenzia di viaggi o un tour operator, in modo da permettere loro di risolvere il problema. In caso ciò non accada, hai 10 giorni di tempo dal momento del tuo rientro per inviare una richiesta di rimborso, tramite lettera raccomandata con ricevuta di ritorno o PEC, corredata da tutta la documentazione necessaria, anche fotografica.

Ricorda anche che il termine di 10 giorni non è il termine di prescrizione del tuo diritto al risarcimento, come determinato da una sentenza della Corte di Cassazione [1]. Infatti il diritto al rimborso o risarcimento si prescrive in 12 o 18 mesi, nel caso del servizio di trasporto, per danni, rispettivamente, alle cose e alle persone. Nel caso di problematiche derivate da altri servizi turistici la prescrizione avviene dopo un anno dal rientro che diventano 3 anni in caso di danni alla persona.

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note

[1] Cass. sent. n. 297 del 2011.


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