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Il mio vicino può oscurare il suo cancello?

18 Gennaio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 Gennaio 2019



Verifichiamo se il proprietario può impedire di punto in bianco al confinante la veduta attraverso il suo fondo

I rapporti tra proprietari confinanti sono spesso causa di discussioni accese e liti che non di rado sfociano anche in cause dinanzi ai tribunali. Tra i motivi più ricorrenti che danno luogo a problemi ed incomprensioni c’è quello connesso al diritto, o al presunto diritto, di poter vedere attraverso il fondo del proprietario vicino. Capita sovente, cioè, che sorgano controversie sulla possibilità, reclamata da alcuni e contestata da altri, di poter guardare nel fondo vicino anche per avere la possibilità di avere una visuale senza ostacoli che possa spaziare, proprio attraverso il fondo vicino, senza limiti di sorta. A questa fonte di discussione se ne sovrappone spesso un’altra che può essere condensata nel seguente quesito: il proprietario dell’immobile e/o del fondo vicino al mio può dalla sera alla mattina impedirmi di vedere attraverso il suo appartamento o attraverso il suo fondo? Più in particolare: il mio vicino può oscurare il suo cancello? Cercheremo, quindi, di capire se sia lecito per il proprietario di un fondo impedire al vicino, anche in modo improvviso, di continuare a vedere nella sua proprietà, ad esempio oscurando un cancello, o qualsiasi altro spazio, attraverso il quale fino a quel momento il vicino aveva potuto esercitare, senza problemi, la facoltà di guardare nel suo fondo. E, parallelamente, cercheremo di capire quando sia invece illecito oscurare ed impedire la visuale del vicino perché quest’ultimo può vantare un vero e proprio diritto di veduta legalmente tutelabile

Quando ho il diritto di vedere nel fondo confinante?

Al quesito fondamentale che questo articolo pone, cioè quando si può affermare di possedere un vero e proprio diritto di vedere nel fondo confinante e attraverso il fondo confinante, la risposta viene fornita a partire da una precisa disposizione di legge [1].

Questa norma, infatti, stabilisce che esiste il diritto di avere vedute dirette sul fondo del vicino se lo stesso diritto è stato acquistato nei modi stabiliti dalle norme.

Questo significa che per poter dire che il proprietario di un fondo abbia il diritto di esercitare la veduta sul fondo confinante non è sufficiente che esistano due proprietà poste in maniera tale che da una si possa di fatto vedere e osservare l’interno della proprietà confinante.

Invece per poter dire di avere il diritto di veduta sul fondo confinante e per poterlo poi tutelare, nel caso fosse impedito oppure ostacolato, occorre:

  • o aver stipulato con il confinante un contratto con cui si è acquistato il diritto di vedere sul suo fondo;
  • o aver acquistato il diritto di veduta attraverso un testamento;
  • o aver acquistato il diritto di veduta a seguito di una sentenza dell’autorità giudiziaria che sia passata in giudicato (cioè che sia diventata definitiva perché non più appellabile);
  • o aver acquistato il diritto di veduta per usucapione, cioè attraverso l’esercizio effettivo, continuo, ininterrotto e pacifico della veduta per almeno venti anni. Tuttavia l’acquisto per usucapione di un diritto di veduta è possibile solo se la veduta sul fondo confinante venga esercitata attraverso opere visibili e permanenti, esistenti sul fondo dominante o sul fondo servente o sul fondo di terzi, che siano destinate all’esercizio della veduta e che devono essere opere diverse, distinte ed ulteriori rispetto, ad esempio, alla finestra dalla quale la veduta si esercita (ad esempio: si può acquistare per usucapione il diritto di veduta se esso è esercitato attraverso un balcone munito di un gradino appositamente realizzato per esercitare la veduta stessa).

Il diritto di veduta si acquista anche per testamento

Posso impedire al vicino di ostacolare la mia veduta su suo fondo?

Se, perciò, non esiste un contratto o un testamento con cui il diritto di vedere nel fondo confinante sia stato acquistato e se non c’è nemmeno la possibilità di averlo acquistato per usucapione, è chiaro che non si può nemmeno pretendere di tutelare oggi un diritto mai acquistato, cioè mai esistito, e questo vale a qualsiasi distanza sia posta (per fare un esempio) la finestra o il balcone da cui si esercitava la veduta rispetto al confine del fondo sul quale le veduta veniva esercitata.

Perciò solo se il diritto di veduta sia stato acquistato in uno dei modi indicati nel paragrafo precedente sarà possibile per il suo titolare tutelarlo, come tra breve diremo, impedendo che esso venga limitato del tutto o parzialmente da parte del confinante (ad esempio oscurando l’apertura attraverso cui la veduta si esercitava).

Bisogna aggiungere, infine, che quando tra due fondi esista una via pubblica (e tra le vie pubbliche vanno incluse, come ha chiarito la giurisprudenza [2] le strade soggette e destinate ad uso pubblico), non esiste il divieto [3], per il proprietario del fondo servente (cioè il proprietario del fondo che subisce la visione altrui), di costruire a distanza inferiore a tre metri e di ledere in tal modo il diritto di veduta del confinante.

Questo divieto, invece, esisterebbe se tra i fondi confinanti non vi fosse una via pubblica e perciò, in tale circostanza, e a condizione che il diritto di veduta sia stato acquistato in uno dei modi stabiliti dalla legge che poco sopra sono stati evidenziati, il proprietario titolare del diritto di veduta può richiedere al giudice la rimozione delle costruzioni e delle opere eseguite dal vicino a distanza inferiore a tre metri dal confine e che abbiano appunto leso ed impedito il diritto di veduta.

Il diritto di veduta si acquista anche per contratto

note

[1] Art. 907 cod. civ.

[2] Cass., sent. n. 16200/2013.

[3] Art. 905 cod. civ.


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