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Spiare il vicino di casa è reato?

13 Dicembre 2018


Spiare il vicino di casa è reato?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 Dicembre 2018



Se il vicino ti fissa dal balcone o punta la telecamera di videosorveglianza in prossimità della tua porta di casa commette reato di violazione della privacy?

Hai un vicino di casa davvero impiccione. Il suo appartamento, posto sul tuo stesso pianerottolo, presenta un balcone adiacente al tuo dal quale è possibile vedere e spiare tutto ciò che fai. Non perde così occasione di origliare e di affacciarsi ogni volta in cui ci sei tu per sentire ciò che dici. Hai addirittura la sensazione che lasci volontariamente aperta la finestra per far passare le voci e controllarti nell’arco di tutta la giornata. Di recente, peraltro, ha installato una telecamera in prossimità della sua porta la cui inclinazione però spinge la portata dell’obiettivo fino allo zerbino di casa tua; in questo modo è anche in grado di sapere quando entri ed esci dall’appartamento, se viene gente o se stai portando buste della spesa. Insomma, la tua privacy è violata su tutti i fronti. Intendi agire nei suoi riguardi ma non sai come. Ti chiedi innanzitutto se spiare il vicino di casa è reato o se, al contrario, rimanendo nei limiti dei propri confini, è consentito lanciare lo sguardo anche in direzione della proprietà altrui. Esiste una legge che vieta di guardare in corrispondenza della finestra di un altro condomino il quale, magari, non è munito di tende? E che succede se il dirimpettaio esce dal balcone ogni volta che lo fa anche il vicino di casa solo per sentire ciò che questi dice? Si può parlare di stalking condominiale? Fino a dove può arrivare l’angolo di visuale di un impianto di videosorveglianza e quale deve essere l’inclinazione giusta della telecamera puntata sul pianerottolo?

Se sei afflitto da tali problemi e stai temendo per la violazione della tua privacy perché un vicino ti spia giorno e notte, ecco le risposte che potrà darti un avvocato.

Telecamera puntata sulla porta del vicino: è reato di molestie 

Un aspetto che riguarda sempre più di frequente i condomini, preoccupati ormai dal tema della sicurezza delle case, è quello della videosorveglianza. Il tema delle telecamere puntate sulla proprietà del vicino ha già impegnato diverse volte le aule dei tribunali. I giudici hanno tentato di fissare alcune linee guida stabilendo quale angolo di ripresa deve avere la telecamera. Lo scopo è chiaramente quello di non interferire sulla vita privata altrui e non consentire, con la scusa della prevenzione dei furti, la violazione della privacy dei vicini. Premesso che ogni singolo condomino può installare, sulla porta di casa, un impianto di videosorveglianza senza richiedere il permesso all’assemblea, tale dispositivo può essere puntato solo sul proprio immobile e sulle relative pertinenze (lo zerbino di casa). È giocoforza infatti che la telecamera posta a una angolatura superiore a 45 gradi finisce per inquadrare anche il vicino di pianerottolo e tutti coloro che vi transitano (seppur l’occhio della inquadratura si limita ai piedi). Bisogna pertanto evitare di riprendere le porte di ingresso dei vicini, le loro pertinenze, le finestre e i giardini.

Se la telecamera del vicino è puntata in direzione del tuo appartamento puoi sporgere denuncia per il reato di molestia o disturbo alle persone. Difatti il codice penale [1] stabilisce che chiunque, in luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero per mezzo del telefono, per petulanza o per altro biasimevole motivo, reca a taluno molestia o disturbo, è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino a 516 euro. La polizia può procedere contro il responsabile a prescindere e, addirittura, contro la volontà della persona molestata o disturbata [2]. È necessario però che il colpevole abbia agito perché mosso da “petulanza” o da altro “biasimevole motivo”, consistente nella volontà di interferire inopportunamente nell’altrui sfera di libertà. Per “petulanza” si intende un atteggiamento di insistenza eccessiva e, perciò, fastidiosa, di arrogante invadenza e di intromissione continua e inopportuna nell’altrui sfera; mentre il “biasimevole motivo” è quello che, pur diverso dalla petulanza, è ugualmente riprovevole in se stesso o in relazione alla persona molestata.

Sussiste tale reato anche quando lo scopo perseguito in via diretta è quello di esercitare un proprio diritto – quello alla sicurezza – se ciò avviene in modo arrogante, impertinente o vessatorio [3].

Se anche dovesse mancare la petulanza, può comunque scattare il reato di «interferenze illecite nella vita privata»: in questo caso è sufficiente solo che la telecamera di videosorveglianza sia installata in modo tale che l’obiettivo, benché posto di fronte alla porta di casa, riprenda tutto il pianerottolo o l’uscio di casa del vicino o la strada o tutto il garage. Difatti «gli spazi di pertinenza della abitazione di taluno ma di fatto non protetti dalla vista degli estranei (…) sono assimilabili a luoghi esposti al pubblico». La sanzione prevista è quella della reclusione da sei mesi a quattro anni. In più il giudice può condannare il colpevole al risarcimento del danno morale nei confronti di chi è stato segretamente spiato.

Il vicino mi spia dal balcone: è reato?

Non resta che stabilire se è reato guardare insistentemente in direzione delle finestre di un vicino di casa. Come abbiamo già spiegato in I vicini mi fissano dal balcone: è violazione della privacy?, il reato di molestie sussiste solo se la condotta incriminata viene posta in luogo pubblico o aperto al pubblico. Pertanto non è reato spiare dal proprio balcone in direzione del balcone del vicino. Colpa di quest’ultimo che non sa tutelare la propria privacy o non si è dotato di tende. Se però lo spione si affaccia dal terrazzo condominiale o dalla strada o su un albero (in quanto luoghi pubblici o aperti al pubblico) commette il reato in questione e può essere denunciato. Denuncia però che scatta solo se tale condotta viene reiterata nel tempo ed è posta proprio per petulanza o altro biasimevole motivo. Questo significa che, se ti trovi sul terrazzo condominiale e da lì noti una vicina di casa in abiti succinti, puoi ben guardare in direzione della sua finestra senza preoccuparti di nulla a meno che non ripeti questa condotta più volte nell’arco dei giorni successivi.

Se il vicino ha installato una telecamera sul proprio balcone posizionata in modo che l’obiettivo venga rivolto proprio in direzione del tuo, non puoi farci nulla: non c’è alcun reato, come detto, a spiare dalla propria proprietà (finestra o balcone che sia) quella di un altro soggetto. E ciò perché, come spiegato dalla Cassazione [4], chi non vuole essere spiato deve fare in modo che ciò non accada, schermando il perimetro della propria casa dagli occhi indiscreti dei terzi.

note

[1] Art. 660 cod. pen.

[2] Cass. sent. n. 43704/2007.

[3] Cass. sent. n. 22055/2013.

[4] Cass., sent. n. 18035 dell’ 11.5.2012.

Autore immagine: 123rf com


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