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Carcere senza processo: è possibile?

15 Gennaio 2019 | Autore:

> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 Gennaio 2019



Si può andare in galera senza condanna? Quando la legge consente la detenzione senza processo?

Il diritto penale disciplina tutte quelle condotte che costituiscono reato, cioè quelle azioni che, a causa della loro particolare gravità, meritano una risposta sanzionatoria forte da parte dello Stato. Tutti sanno che chi commette un crimine rischia il carcere; tuttavia, è davvero difficile che una persona, al primo delitto commesso, vada in prigione: la legge italiana, infatti, prevede una serie di istituti (quali la sospensione condizionale della pena, l’affidamento in prova, ecc.) che garantiscono una “copertura”, una protezione nei confronti delle condanne che non superino una determinata soglia. In pratica, quindi, in prigione va solamente chi si è macchiato di un reato molto grave oppure chi ne aveva commessi già altri in passato (i pregiudicati, insomma). La legge, in altre parole, impedisce che un incensurato possa conoscere la dura realtà del carcere al primo errore commesso. Detto questo, vorrei soffermarmi su un altro aspetto: la possibilità di finire in carcere senza processo. È possibile? Ebbene sì: ci sono delle ipotesi in cui è possibile andare in prigione senza nemmeno che sia stato celebrato un processo. Anzi, ti dirò di più: buona parte della popolazione carceraria italiana è composta da persone non condannate, che sono in gattabuia in attesa di giudizio. Una sorta di carcere preventivo, insomma; o meglio, di carcere cautelare. Se quanto ho anticipato sinora ti interessa, allora dovresti proprio continuare la lettura: ti spiegherò se è possibile il carcere senza processo.

Reclusione: cos’è?

Prima di vedere quando è possibile il carcere senza processo, vale la pena di spendere due parole sulle sanzioni che la legge prevede nel caso di reato. Contrariamente a quanto si possa comunemente pensare, il codice penale non prevede solo il carcere come risposta ad una condotta criminosa. Le pene da comminare nel caso di reato sono essenzialmente di due tipi: pecuniarie e detentive. Le prime corrispondono alla multa e all’ammenda, mentre le seconde alla reclusione e all’arresto. Pertanto, se commetti un reato, potresti essere punito anche solo con il pagamento di una multa.

Carcere: quando?

Il carcere scatta nel momento in cui si venga condannati per un reato punito con la pena della reclusione o dell’arresto. Alla sentenza di condanna, però, non segue immediatamente la detenzione: come ben saprai, contro una sentenza sfavorevole è possibile proporre appello e giungere financo in Cassazione. Solo quando la condanna sarà confermata in maniera definitiva, la sentenza diverrà esecutiva e potrà scattare il carcere.

Carcere: cos’è la sospensione condizionale della pena?

Anche in caso di condanna esecutiva, però, il carcere può essere evitato quando il giudice abbia concesso la sospensione condizionale della pena. Di cosa si tratta? Detto in parole semplici, si tratta di una specie di “bonus” che la legge prevede per condanne inferiori ai due anni [1]. In pratica, se il giudice ritiene che la condotta sia stata occasionale e che il reo si asterrà dal commettere ulteriori delitti, concede la sospensione della pena che, di fatto, la neutralizza del tutto. Così, anche se sei stato condannato in via definitiva ad un anno, non dovrai scontare il carcere perché hai beneficiato, appunto, della sospensione condizionale.

Si può andare in carcere senza processo?

È possibile andare in carcere senza processo? Purtroppo sì: la legge italiana prevede il carcere cautelare quando ne ricorrano le condizioni. Nello specifico, se il pubblico ministero ritiene che la persona indagata o imputata di un reato particolarmente grave possa inquinare le prove, darsi alla fuga oppure reiterare la propria condotta [2], può fare richiesta al giudice di emettere un’ordinanza con la quale disporre la custodia cautelare in carcere [3].

In definitiva, quindi, è possibile andare in carcere senza processo, oppure con processo in corso, senza che ci sia stata una condanna definitiva. Questo accade quando vi sia il pericolo che la sentenza pronunciata al termine del lungo procedimento possa divenire inutile: immagina alla persona imputata che, giunta all’ultima udienza, presagendo l’esito sfavorevole, si dia alla fuga. A quel punto, a cosa servirebbe una sentenza di condanna? A chi la si applicherebbe, visto che il colpevole non c’è più?

Arresto e carcere senza processo

Un’altra ipotesi in cui è possibile il carcere senza processo è quando si viene colti in flagranza di reato: in sostanza, in caso di arresto. Le forze dell’ordine devono arrestare chi è colto nel momento di commettere un delitto doloso punito con l’ergastolo o, comunque, con pena non inferiore ai cinque anni di reclusione [4]. Vi è invece la facoltà (non l’obbligo) di procedere all’arresto in flagranza per i delitti dolosi puniti con reclusione superiore nel massimo a tre anni, ovvero per i delitti colposi puniti con il carcere non inferiore nel massimo ai cinque anni [5]. Anche in caso di arresto in flagranza, quindi, il reo si trova ad essere condotto in carcere senza processo.

Carcere senza processo: ci sono dei limiti?

Abbiamo visto che il carcere è possibile anche senza processo; tuttavia, il carcere preventivo che abbiamo spiegato sinora ha dei limiti ben precisi: non soltanto è possibile procedere solamente in presenza di esigenze cautelari ben definite dalla legge oppure quando c’è la flagranza, ma lo stesso carcere non può oltrepassare periodi di tempo stabiliti dal codice.

Ad esempio, la custodia cautelare in carcere disposta durante le indagini preliminari non può superare i tre mesi nel caso in cui il reato contestato preveda, in caso di condanna, la reclusione massima a sei anni; il limite sale a sei mesi per i reati puniti dai sei ai venti anni;  un anno, quando si procede per un delitto per il quale la legge stabilisce la pena dell’ergastolo o la pena della reclusione non inferiore nel massimo a venti anni [6].

Decisamente più breve è il tempo che una persona deve trascorrere in carcere senza processo quando si tratta di arresto in flagranza: in questa ipotesi, la legge dice che l’arrestato deve essere messo a disposizione del pubblico ministero entro ventiquattro ore; entro quarantotto ore dall’arresto il p.m., se ritiene di non dover disporre l’immediata scarcerazione, chiede al giudice di fissare l’udienza di convalida, ove l’applicazione della misura verrà valutata dal giudice stesso. Dal momento della celebrazione dell’udienza di convalida, il giudice ha quarantotto ore di tempo per poter decidere. In pratica, sommando le quarantotto ore dall’arresto entro cui richiedere la convalida e le successive quarantotto ore di tempo concesse al giudice per decidere, chi è arrestato in flagranza di reato potrà stare in carcere senza processo per un massimo di quattro giorni.

note

[1] Art. 163 cod. pen.

[2] Art. 274 cod. proc. pen.

[3] Art. 285 cod. proc. pen.

[4] Art. 380 cod. proc. pen.

[5] Art. 381 cod. proc. pen.

[6] Art. 303 cod. proc. pen.

Autore immagine: Pixabay.com


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