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Casa in costruzione: che fare in caso di danno all’impianto idraulico

25 Gennaio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 Gennaio 2019



Nella mia casa in costruzione l’idraulico ha preso in pressione l’impianto idraulico. Dopo 3 giorni si è rotto un filetto tra tubazioni e pompa circolazione acqua calda. Risultato: durante la notte fuoriuscita di 16000 litri, allagamento della cantina e danno di ca. 20.000 €. Il perito dell’assicurazione dell’idraulico ha fatto un sopralluogo. Sono passate 4 settimane ma non reagisce. La mia assicurazione con copertura “danni a seguito di rottura accidentale di impianti idrici” mi comunica che per loro non si tratta di una rottura accidentale siccome l’idraulico avrebbe avvitato troppo forte e quindi sarebbe colpa dell’idraulico. Come devo procedere?

Alla luce del quesito posto, è opportuno esporre sinteticamente quanto segue:

Il contratto di assicurazione: brevi cenni sulla responsabilità dell’assicurazione nei confronti del terzo danneggiato.

Con il contratto di assicurazione, l’assicurato, dietro il pagamento di un corrispettivo detto premio, si assicura da un evento futuro, eventuale ed accidentale, in conseguenza del quale dovrebbe subire un danno oppure a sua volta indennizzare una terza persona per i danni provocati dall’evento assicurato.

Detto ciò, deve essere chiaro al lettore che si tratta di un contratto tra l’assicurazione e l’assicurato:

la terza persona eventualmente danneggiata dal sinistro in questione, non è quindi parte del contratto e non ha pertanto alcun titolo o potere per imporre all’assicurazione il pagamento dell’indennizzo.

Per questa ragione, quando nasce una contestazione sulle responsabilità dell’assicurato nei riguardi del terzo, questi può fare causa soltanto al soggetto responsabile e non alla sua assicurazione:

quest’ultima sarà eventualmente coinvolta nel procedimento giudiziale dal proprio assicurato/contraente del contratto.

Fa eccezione a questa regola soltanto l’ipotesi in cui è la legge a stabilire che il terzo danneggiato possa citare direttamente in giudizio anche l’assicurazione del responsabile: un esempio è dato dalla materia dei sinistri stradali, dove, per legge, il danneggiato ha azione diretta nei riguardi della compagnia assicuratrice del danneggiante.

CASO CONCRETO

Il lettore, alla luce di quanto sopra premesso, ha le seguenti possibilità di procedere:

1. Nella prima, potrebbe citare in giudizio (fare causa) l’idraulico, sostenendo la responsabilità di quest’ultimo nell’evento descritto in quesito e per i danni verificatosi a seguito dello stesso. In questo caso, sarebbe, quindi, l’idraulico a chiamare in garanzia la propria compagnia assicuratrice. In altri termini, per mezzo del proprio avvocato, la sua controparte coinvolgerebbe nel giudizio anche l’assicurazione: se dovesse essere dimostrata la responsabilità dell’idraulico e fosse altresì accertato il rapporto contrattuale tra quest’ultimo e la propria compagnia, questa sarebbe condannata a risarcirla;

2. Nella seconda ipotesi, potrebbe citare in giudizio (fare causa) la propria compagnia assicuratrice.

Lo farebbe sulla base del contratto assicurativo in essere tra il lettore e la sua assicurazione e sulla sostenuta accidentalità dell’evento verificatosi. Se dovesse essere accertata quest’ultima circostanza, la compagnia del lettore sarebbe condannata ad indennizzarlo per i danni subiti alla sua cantina. Se invece dovesse essere esclusa la detta accidentalità, l’azione legale del lettore sarebbe rigettata.

Detto questo, la scelta da assumere dipende da un solo fattore: capire se l’evento è stato accidentale o meno, cioè se è stato dovuto all’imperizia dell’idraulico oppure alla mera causalità. Si tratta di un’informazione essenziale, anche perché nella successiva ed eventuale azione legale il lettore sarebbe tenuto a dimostrare non solo il danno nel suo ammontare, ma in primo luogo anche la responsabilità della sua controparte.

Pertanto il lettore, per avere risposta ai suoi dubbi, sarebbe opportuno che facesse fare una perizia tecnica imparziale ad una persona di sua fiducia (ad esempio un perito tecnico specializzato in materia): a seguito di una perizia giurata del medesimo, potrebbe stabilire con maggiore certezza quanto è realmente accaduto e poi muoversi di conseguenza.

In ogni caso, alla luce dei dubbi su come procedere, provocati dall’atteggiamento equivoco della compagnia assicuratrice dell’idraulico e dalla condotta prevedibilmente poco collaborativa della sua assicurazione, appare inevitabile oltreché consigliabile al lettore che si rivolga immediatamente ad un legale di sua fiducia per essere seguito in tutti i passaggi successivi alla sua richiesta di risarcimento. A questo proposito, si noti che, non di rado, certi comportamenti nella fase stragiudiziale, cioè prima che sia avviata una causa, sono proprio dovuti al fatto che le compagnie assicuratrici interagiscono con il privato danneggiato (approfittano di tale circostanza) e non con il suo legale.

Pertanto, per esperienza professionale, è bene dire che la nomina e la conseguente presenza del legale, potrebbe anche favorire la soluzione transattiva della vicenda, cioè l’ottenimento del risarcimento senza dover fare causa a nessuno ( il costo del legale dovrebbe essere liquidato dalla compagnia assicuratrice in aggiunta al danno ricevuto dal lettore. Si tratterebbero, infatti di spese necessarie vista la difficoltà del danno e della sua liquidazione e visto che non si tratterebbe di una cifra modestissima [1]).

In mancanza di ogni accordo, il legale del lettore saprebbe comunque come muoversi per ottenere in giudizio, quanto gli  spetterebbe di diritto.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Marco Borriello

note

[1] Cass. civ. sent. n. 3266/2016 – 11154/2015.


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