Diritto e Fisco | Articoli

Figlio disabile: prolungamento congedo parentale e permessi Legge 104

26 Gennaio 2019
Figlio disabile: prolungamento congedo parentale e permessi Legge 104

> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 Gennaio 2019



Mia moglie ha preso congedo parentale dal 03/12/18 al 21/12/18. È possibile che la mia 104 ora sia terminata il 30/11/18 e che io ora debba rifare la pratica per ripristinarla alla data originaria di revisione febbraio 2020? So bene che durante il congedo parentale non posso usufruire dei permessi 104 e che nè io e nè mia moglie possiamo usufruirne nel mese corrente, dal 22/12/18 al 31/12/18.

In base a quanto emerge dall’atto allegato dal lettore, a sua moglie è stato concesso il prolungamento del congedo parentale, per l’assistenza del figlio con handicap grave, dal 3 dicembre 2018 al 21 dicembre 2018. 

La validità dei permessi Legge 104 del lettore, in base a quanto emerge dalla comunicazione Inps, risulta terminare il 30 novembre 2018. 

L’Inps non fornisce motivazione relativa alla data di fine validità del beneficio dei permessi retribuiti, per cui si suppone, ma non si ha la certezza, che la data di fine validità sia collegata alla fruizione del prolungamento del congedo parentale da parte della moglie del lettore.

Si noti, a tal proposito, che la fruizione dei benefici dei tre giorni di permesso mensili (art.33 comma 3 L. 104/92) è alternativa e non cumulativa nell’arco del mese col prolungamento del congedo parentale, in quanto si tratta di istituti speciali che rispondono alle stesse finalità di assistenza al disabile grave (come chiarito dalle circolari Dipartimento Funzione Pubblica n. 13/2010, Inps n. 155/2010 e Inpdap n. 1/2011). 

Pertanto, nel mese in cui uno o entrambi i genitori, anche alternativamente, abbiano beneficiato di uno o più giorni di permesso ai sensi dell’art. 33, comma 3, gli stessi non possono usufruire per lo stesso figlio dei permessi orari giornalieri (art. 33 – comma 2 L.104/92) o del prolungamento del congedo parentale. 

Una problematica simile, relativa alla data anticipata di fine validità dei permessi Legge 104, era già stata posta dal lettore in una sua precedente consulenza. Si ribadisce pertanto quanto già esposto nella precedente consulenza. In base alla documentazione visualizzata è emerso che il lettore, nell’aprile 2015, ha presentato correttamente attraverso l’Anmic la domanda relativa ai permessi Art.33 Co.3 Legge 104/1992, con validità sino ad aprile 2020, domanda peraltro già accolta dall’Inps. 

In base a quanto emerge dal portale web Inps, la validità della domanda è stata spostata da aprile 2020 a settembre 2017 a seguito della presentazione della domanda relativa ai permessi Art.33 Co.3 Legge 104/1992, da parte della moglie del lettore. 

[…] 

Tuttavia, appare non corretta la modifica della validità della domanda del lettore di permessi Art.33 Co.3 Legge 104/1992, in quanto, nel caso specifico, non deve applicarsi la disciplina del referente unico per l’assistenza del disabile. 

La legge n. 183/2010, a questo proposito, ha modificato la disciplina sui permessi art. 33 legge 104/92 introducendo importanti novità per i genitori che assistono figli con grave disabilità, novità che sono poi state riprese dalle circolari Inps n. 155/2010 e Dipartimento Funzione Pubblica n. 13/2010. 

L’articolo 24 della Legge 4 novembre 2010, n. 183, nel dettaglio, precisa che “per l’assistenza allo stesso figlio con handicap in situazione di gravità, il diritto è riconosciuto ad entrambi i genitori, anche adottivi, che possono fruirne alternativamente” consentendo così ai genitori di derogare al principio del referente unico, previsto sempre dall’art. 24 della legge n. 183/2010, secondo cui la persona con disabilità può essere assistita da un solo familiare lavoratore. 

Il Decreto Legislativo n. 119/2011 è intervenuto nuovamente sulla disciplina dei permessi stabilendo che il diritto a fruire dei tre giorni di permesso mensile art. 33 – comma 3 della legge n. 104/92 è riconosciuto, in alternativa ai permessi orari giornalieri e al prolungamento del congedo parentale, ad entrambi i genitori, anche adottivi, del bambino con handicap in situazione di gravità, che possono fruirne alternativamente, anche in maniera continuativa nell’ambito del mese. Ulteriori specificazioni su questo punto sono contenute nelle circolari Inps n. 32/2012 e Dipartimento Funzione Pubblica n. 1/2012. 

Confermano la non applicazione della disciplina del referente unico anche le circolari Dipartimento Funzione Pubblica n. 13/2010, Inps n. 155/2010 e INPDAP n. 1/2011, finalizzate a chiarire che la fruizione dei benefici dei tre giorni di permesso mensili (art. 33 comma 3 L. 104/92), del prolungamento del congedo parentale e dei permessi orari giornalieri (art 33 comma 2 L. 104/92) deve intendersi alternativa e non cumulativa nell’arco del mese. 

Nei documenti, difatti, è specificato: “Pertanto, nel mese in cui uno o entrambi i genitori, anche alternativamente, abbiano beneficiato di uno o più giorni di permesso ai sensi dell’art. 33, comma 3, gli stessi non potranno usufruire per lo stesso figlio dei permessi orari giornalieri (art. 33 – comma 2 L.104/92) o del prolungamento del congedo parentale. Allo stesso modo, nel mese in cui uno o entrambi i genitori abbiano fruito, anche alternativamente, del prolungamento del congedo parentale o dei permessi  rari giornalieri (art. 33 –comma 2 L. 104/92), gli altri parenti o affini aventi diritto non potranno beneficiare per lo stesso soggetto in situazione di disabilità grave dei tre giorni di permesso mensili (art. 33 – comma 3 L. 104/92).” 

Pertanto, è chiaro che la domanda di fruizione dei permessi Art.33 co.3 L. 104/1992 da parte di un genitore non implica la decadenza dell’altro genitore, diversamente sarebbe per questi impossibile beneficiare dei permessi alternativamente.” 

La precedente consulenza si riferiva però alla fruizione da parte di entrambi i genitori, anche se alternativa, dei permessi Legge 104. In questa nuova ipotesi, invece, si ha, da una parte, la domanda di prolungamento del congedo parentale da parte della madre del bambino, e la corrispondente fine validità dei permessi Legge 104 per il padre. 

Si ricorda, come appena esposto, che nel mese in cui un genitore fruisce del prolungamento del congedo parentale l’altro genitore non può fruire dei permessi. 

Per questo motivo, l’Inps ha indicato una nuova data di fine validità dei permessi Legge 104. Da un punto di vista logico, sarebbe stata certamente più opportuna una sospensione della validità dei permessi, ma i sistemi e le procedure utilizzati dall’istituto non lo permettono. 

Non è comunque necessario che il minore sia sottoposto a una nuova visita per ottenere i permessi retribuiti, ma è sufficiente inviare all’Inps lo stesso modello compilato in precedenza per ottenere i permessi. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dalla dott.ssa Noemi Secci


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA