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Sanità: il commissario ad acta può inserire in segreteria un’infermiera?

26 Gennaio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 Gennaio 2019



Nel DCA n.3 del 2016, pubblicato anche sul burc della regione Campania, il commissario ad acta per il piano di rientro sanitario inserisce nella segreteria organizzativa della struttura commissariale un’infermiera professionale in servizio presso l’istituto X, che avrà poi il distacco per lavorare come impiegata amministrativa presso la struttura commissariale. È davvero possibile per la legge prendere un’infermiera dal Pascale e farla diventare un’impiegata amministrativa presso la segreteria organizzativa della struttura commissariale? Ovviamente ci sono le prove del fatto che questa persona al Pascale svolgeva le mansioni di infermiera. 

Il commissario ad acta, figura prevista e disciplinata dall’art. 120 Cost. è un funzionario pubblico che viene nominato per compiere atti che l’Amministrazione non ha compiuto. 

Nel caso di specie, il commissario ad acta è stato incaricato dell’attuazione del Piano di rientro dal disavanzo sanitario previamente concordato tra lo Stato e la Regione Campania. 

Le funzioni amministrative del Commissario ad acta devono, per tutta la durata dell’incarico, devono essere poste al riparo da ogni interferenza degli organi regionali e statali, salva la possibilità per questi ultimi di imporre vincoli di spesa. 

I poteri del Commissario ad acta vengono conferiti dal Governo e trovano fondamento e limite nella delega governativa, attraverso la delibera di nomina. 

Nel caso di specie, il Commissario ad acta (sulla scorta di tutte le disposizioni citate in premessa al DCA n. 3/2016) è stato incaricato – tra le altre cose – di “rimodulare la composizione delle professionalità che costituiscono il Nucleo Tecnico di Supporto, già previsto con decreto commissariale n. 19/2010 e s.m.i.. Il Nucleo Tecnico di Supporto opera alle dirette dipendenze del Commissario ad acta per il Piano di rientro, assicura il coordinamento tecnico con la Tecnostruttura amministrativa regionale e con le Aziende sanitarie e fornisce il necessario supporto tecnico all’attività di indirizzo amministrativo del Commissario. È costituito da figure professionali dipendenti della Giunta Regionale e del Servizio Sanitario Regionale della Campania (in distacco parziale o totale o in comando da altre regioni o amministrazioni pubbliche)”. 

Conseguentemente la scelta di inserire nella segreteria organizzativa della struttura commissariale un’infermiera professionale in servizio presso una struttura del SSR, in distacco appare una scelta in linea con il mandato ricevuto, in un’ottica anche di ottimizzazione delle risorse economiche e delle risorse professionali a disposizione. 

La Segreteria Organizzativa, peraltro, svolge compiti che non richiedono particolare professionalità e dunque possono essere svolti anche da chi non è propriamente “del settore”, ma ne conosce le problematiche. 

Se l’infermiera in questione ha un livello d’inquadramento nel quale possono rientrare anche le attività svolte presso la segreteria Organizzativa (non venendo dunque per ciò demansionata), non vi è a parere dello scrivente alcuna illegittimità nell’operato commissariale. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Valentina Azzini


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