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Successione: divisione eredità in caso di coniugi in comunione dei beni

26 Gennaio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 Gennaio 2019



Ho letto su un articolo del vostro portale che “in caso di comunione dei beni la divisione tra gli eredi riguarda solo il 50% dei beni stessi, atteso che l’altro 50% spetta di diritto al coniuge in comunione”. Questo significa che nel caso di eredità spettante al coniuge e a due figli, ovviamente in assenza di testamento, supponendo che il valore dell’intero asse ereditario sia pari a 100, al coniuge spetta il 66,66% (50 % perchè in comunione oltre ad 1/3) e ai due figli 1/3 (16,66%) ciascuno?

La tematica delle successioni esula dal campo della scelta dei coniugi sulla comunione o separazione dei beni matrimoniali.

Per la legge ciò che conta è il fatto che, una volta convolati a nozze, i coniugi formano una famiglia e, quindi, una parentela, a prescindere dal tipo di regime patrimoniale prescelto.

Quello che intendeva dire l’articolo è che nel caso di scelta della comunione dei beni, ciò che è stato acquistato dai coniugi successivamente al matrimonio è da ritenersi di proprietà di entrambi, per metà ciascuno, ma non che l’eredità riguarderà solo il 50% dei beni del defunto.

Infatti, esistono tutta una serie di beni di proprietà del defunto, quali quelli acquistati prima del matrimonio, così come anche i beni ereditati o ricevuti in donazione dallo stesso dopo il matrimonio che non ricadono nella comunione dei beni e rimangono di proprietà esclusiva del coniuge intestatario: in questo caso, questi beni ricadranno nella successione con gli altri eredi e al coniuge superstite non spetterà a prescindere la metà degli stessi.

Detto ciò, nel caso di successione legittima di un coniuge e due figli, in assenza di testamento, spetterà sia al coniuge superstite che ai due figli la porzione di 1/3 ciascuno dell’eredità.

Quando detto è statuito dall’art.581 del codice civile che testualmente recita: “quando con il coniuge concorrono figli, il coniuge ha diritto alla metà dell’eredità, se alla successione concorre un solo figlio, e ad un terzo negli altri casi”.

Esistendo nel caso di specie due figli, s’applicherà la regola per cui tutti concorreranno per 1/3. In aggiunta, al coniuge superstite spetterà per legge il diritto di abitazione sulla casa coniugale.

Facendo un esempio di scuola, se il coniuge defunto avesse avuto questo asse ereditario:

– un immobile acquistato prima del matrimonio,

– un conto corrente cointestato con novanta mila euro di giacenza, allora la successione legittima dovrebbe espletarsi in questo modo:

– il coniuge potrebbe trattenere la metà del conto corrente perché già di sua proprietà, oltre la casa familiare in assegnazione e 1/3 del residuo del conto corrente (15mila euro) e un 1/3 dell’immobile;

– ai due figli andrebbero 15mila euro ciascuno e gli altri 2/3 dell’immobile ereditato.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla


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