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Veduta sul fondo del vicino, muro di cinta e privacy

26 Gennaio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 Gennaio 2019



Tra la mia casa ed il muro di cinta del vicino corre una strada vicinale larga 250 cm. Sul muro della mia casa c’è una finestra alta 100 cm e larga 90 cm, il cui lato inferiore dista cm 127 dal piano della strada vicinale. Davanti alla finestra il muro di cinta del vicino, alto 200 cm, è interrotto da un cancello in ferro battuto largo 170 cm ed alto 230 cm con listelli verticali di 3 cm distanti tra loro 12 cm. Dall’interno della mia abitazione la finestra aveva una visuale aperta sul piazzale del vicino perché il cancello non oscurava per niente né la luce né la vista. Da qualche giorno al cancello in ferro è stata sovrapposta una lastra di lamiera zincata, fissata con rivetti, che ne copre tutta la superficie. Il vicino in questo modo garantisce la sua privacy, ma io quando ora guardo dalla finestra ho una brutta lamiera da vedere e lo sguardo può aprirsi solo al di sopra il cancello. Cosa dice la legge al riguardo? Il vicino ha l’esigenza della privacy ed io ho l’esigenza di poter guardare lontano anziché avere una latta zincata a 2 metri e mezzo dalla finestra. Ho qualche possibilità per poter tornare allo stato precedente oppure migliorare l’attuale situazione?

La risposta al quesito in esame deve necessariamente partire dall’articolo 907 del Codice civile.

Questa norma, infatti, stabilisce che il diritto di avere vedute dirette sul fondo del vicino deve essere stato acquistato conformemente alla legge da parte del proprietario del fondo dominante (che nel caso specifico sarebbe il lettore).

Questo significa che per poter dire che il proprietario di un fondo abbia il diritto di esercitare la veduta sul fondo confinante non è sufficiente che esistano due proprietà poste in maniera tale che da una si possa di fatto vedere e osservare l’interno della proprietà confinante.

Invece per poter dire di avere il diritto di veduta sul fondo confinante e per poterlo poi tutelare nel caso fosse impedito oppure ostacolato (come è accaduto nel caso di specie con l’apposizione della lamiera zincata) occorre:

– o aver stipulato con il confinante un contratto con cui si è acquistato il diritto di vedere sul suo fondo;

– o aver acquistato il diritto di veduta attraverso un testamento;

– o aver acquistato il diritto di veduta a seguito di una sentenza dell’autorità giudiziaria che sia passata in giudicato (cioè che sia diventata definitiva perché non più appellabile);

– o aver acquistato il diritto di veduta per usucapione, cioè attraverso l’esercizio della veduta che si sia protratto, in modo continuo, ininterrotto e pacifico, per almeno venti anni.

Tuttavia l’acquisto per usucapione di un diritto di veduta è possibile solo se la veduta sul fondo confinante si esercita attraverso opere visibili e permanenti, esistenti sul fondo dominante o sul fondo servente o sul fondo di terzi, destinate all’esercizio della servitù e nel caso specifico non pare che vi siano opere permanenti e visibili attraverso cui la servitù si possa essere esercitata. Infatti queste opere visibili e permanenti devono essere opere diverse, distinte ed ulteriori rispetto alla stessa finestra dalla quale la veduta si esercita.

Se, perciò, il lettore non ha acquistato per contratto o per testamento il diritto di vedere nel fondo confinante, è chiaro che egli non può nemmeno pretendere di tutelare oggi (facendo rimuovere la lamiera) un diritto che non ha mai acquistato e ciò indipendentemente dalla distanza a cui è stata posta la lamiera rispetto alla sua finestra.

Bisogna aggiungere, inoltre, che:

– quando tra due fondi esista una via pubblica (incluse, come ha chiarito la Corte di Cassazione con sentenza n. 16.200 del 2013 le vie soggette e destinate ad uso pubblico) non c’è nemmeno il divieto, per il proprietario del fondo servente (il confinante del lettore nel caso specifico), di costruire a distanza inferiore a tre metri e di oscurare in tal modo il diritto di veduta del confinante (nel caso in cui questo diritto sia stato acquistato in uno dei modi stabiliti dalla legge).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


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