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L’ergastolo della patente

17 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 Dicembre 2018



Cos’è la revoca a vita della patente? Quando si applica l’ergastolo della patente? Cos’è il reato di omicidio stradale?

Il codice della strada è un insieme di norme che si occupa di regolare la condotta di tutti coloro che circolano nelle pubbliche vie: non soltanto i guidatori di veicoli, ma anche i pedoni sono chiamati a rispettarne i precetti. Sono già diversi anni che il legislatore provvede alla variazione delle norme inerenti alla circolazione dei veicoli, non soltanto modificando il codice della strada, ma anche inserendo nuove fattispecie di reato all’interno del codice penale. Nel 2016 sono state previste nuove ipotesi delittuose per chi, ponendosi alla guida, causi il ferimento o addirittura la morte di una persona: mi riferisco al reato di lesioni personali stradali gravi o gravissime e a quello di omicidio stradale. A differenza delle normali lesioni cagionate ad un’altra persona oppure dell’omicidio colposo, gli stessi eventi, se causati mentre si è a guida di una vettura trasgredendo le regole del codice della strada, vengono punite dallo Stato in maniera molto più severa. Perché? Per quale motivo una lesione cagionata, ad esempio, con un bastone o con un coltello può essere punita meno severamente di quella provocata con un sinistro stradale? Perché la morte accidentale di una persona è drasticamente sanzionata se causata dall’utilizzo di un veicolo? La risposta è molto semplice: il legislatore ha voluto dare una risposta forte ai continui fenomeni di incidenti su strada provocati dall’abuso di alcol, di sostanze stupefacenti oppure, più semplicemente, dal disprezzo delle regole di prudenza dettate dal codice della strada. In pratica, il moltiplicarsi di questi fenomeni ha provocato la reazione punitiva della legge. L’omicidio stradale, però, non comporta solamente il carcere, ma anche un altro tipo di sanzione che, per via della sua lunga durata, è stata denominata come l’ergastolo della patente. Sicuramente saprai cos’è l’ergastolo e che esso si riferisce alla pena detentiva perpetua, cioè al carcere a vita. L’ergastolo è la massima pena prevista dall’ordinamento italiano (aggravata solamente dall’isolamento diurno per un determinato periodo di tempo): esso ha perfino sostituito la pena di morte nei casi in cui il codice penale la prevedeva (ricorda, infatti, che il nostro codice risale al 1930, ben prima dell’entrata in vigore della Costituzione). Con la riforma dei reati stradali, quindi, è stato indirettamente introdotto anche l’ergastolo della patente: una terminologia piuttosto sgraziata per individuare quei casi in cui la legge punisce colui che si è macchiato del reato di omicidio stradale con la revoca quasi permanente della patente. Non proprio un ergastolo, quindi. Se quello che ho detto sinora ha suscitato il tuo interesse, ti consiglio di proseguire nella lettura di questo articolo: ti spiegherò quali sono le principali sanzioni previste dal codice della strada nel caso di contravvenzione alle sue regole, cos’è il reato di omicidio stradale introdotto nel codice penale e, soprattutto, cos’è e se davvero esiste l’ergastolo della patente.

Ergastolo della patente: cos’è?

Prima di parlarti dell’ergastolo della patente devo necessariamente spiegarti quali sanzioni prevede il codice della strada nel caso di infrazioni. Sicuramente sai che la sanzione tipica è la multa: se parcheggi sulle strisce pedonali, in doppia fila oppure compi qualche manovra spericolata, sarai punito con l’obbligo di pagare una certa somma. La legge, però, dice che se da una trasgressione alle regole stradali derivino danni alle persone, oltre alle sanzioni amministrative pecuniarie previste devono essere applicate anche le sanzioni amministrative accessorie della sospensione o della revoca della patente. Poiché l’ergastolo della patente, costituendo un particolare caso di revoca, fa parte proprio delle sanzioni amministrative accessorie, occorre che te ne parli, seppur velocemente.

Sospensione della patente: cos’è?

La sospensione della patente è una sanzione accessoria che viene comminata solamente nei casi stabiliti dalla legge. La patente di guida è sospesa dal Prefetto del luogo di residenza del titolare; il provvedimento di sospensione è comunicato anche alla Motorizzazione. Entro trenta giorni dalla notifica, contro l’ordinanza di sospensione della patente è ammesso ricorso dinanzi al Giudice di Pace. Al termine del periodo di sospensione, la patente viene restituita dal Prefetto, generalmente per il tramite della polizia locale del luogo di residenza.

È possibile che la patente venga sospesa direttamente dalla Motorizzazione: ciò accade quando, in sede di accertamento sanitario per la conferma di validità o per la revisione della patente, venga riconosciuta la temporanea perdita dei requisiti fisici e psichici necessari alla guida. In tal caso la patente è sospesa fintanto che l’interessato non produca la certificazione della commissione medica locale attestante il recupero dei prescritti requisiti psichici e fisici.

Revoca della patente: cos’è?

La revoca della patente è prevista quando:

  • il titolare non sia in possesso, con carattere permanente, dei requisiti fisici e psichici prescritti;
  • il titolare, sottoposto alla revisione della patente, risulti non più idoneo;
  • il titolare abbia ottenuto la sostituzione della propria patente con altra rilasciata da uno Stato estero.

La revoca è altresì comminata nel caso in cui l’infrazione al codice della strada sfoci in un reato vero e proprio: come ti dirò a breve, infatti, nel caso di omicidio stradale è possibile perfino applicare l’ergastolo della patente, cioè la revoca quasi permanente della stessa.

Ritiro della patente: cos’è?

Il ritiro della patente consiste nella materiale privazione del documento, il quale viene preso dagli organi che hanno accertato una violazione del codice della strada nei casi stabiliti dalla legge. Il ritiro può poi comportare o la successiva sospensione o revoca della patente, oppure la restituzione dello stesso documento. Ad esempio, il ritiro della patente è previsto nei casi di guida in stato di ebbrezza, di guida con cellulare, con patente scaduta, per superamento dei limiti di velocità oppure in caso di lesioni provocate ad altre persone.

Omicidio stradale: cos’è?

L’ergastolo della patente è strettamente collegato alla commissione di un determinato reato: l’omicidio stradale. Secondo il codice penale, è punito con la reclusione da due a sette anni chi cagiona per colpa la morte di una persona con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale. Le pene sono aumentate (reclusione da otto a dodici anni) nel caso di omicidio stradale causato da chi si è posto alla guida in stato di ebbrezza alcolica o di alterazione derivante dall’assunzione di stupefacenti. Altre aggravanti sono previste nel caso di particolari infrazioni al codice della strada (guida contromano, velocità pari o superiore al doppio di quella consentita, ecc.) [1].

Ergastolo della patente e omicidio stradale

Nel paragrafo precedente ti ho detto quanto sia grave il reato di omicidio stradale. Questo delitto, oltre ad essere punito con diversi anni di reclusione, viene sanzionato anche con la revoca della patente per un periodo di tempo crescente a seconda della gravità dell’illecito commesso [2]. La revoca, per di più, è comminata anche nel caso in cui il condannato abbia beneficiato della sospensione condizionale della pena.

Nello specifico, il codice della strada dice che l’autore del delitto di omicidio stradale non può conseguire una nuova patente prima che siano decorsi quindici anni dalla revoca, nel caso in cui egli si trovava alla guida in stato di ebbrezza oppure sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

Per ipotesi particolari (che si hanno quando: il fatto viene commesso procedendo in un centro urbano ad una velocità pari o superiore al doppio di quella consentita e comunque non inferiore a 70 km/h, ovvero su strade extraurbane ad una velocità superiore di almeno 50 km/h rispetto a quella massima consentita; il fatto viene commesso attraversando un’intersezione con il semaforo rosso ovvero circolando contromano;
l’omicidio viene commesso a seguito di manovra di inversione del senso di marcia in prossimità o in corrispondenza di intersezioni, curve o dossi o a seguito di sorpasso di un altro mezzo in corrispondenza di un attraversamento pedonale o di linea continua) al colpevole viene revocata la patente per dieci anni, nel senso che non può conseguirne una nuova per questo lasso di tempo.

La revoca della patente è elevata a venti anni nel caso in cui l’autore dell’omicidio stradale sia stato in precedenza condannato (e, quindi, è recidivo) per i reati di guida in stato di ebbrezza o guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. La revoca è ulteriormente aumentata sino a trenta anni nel caso di omissione di soccorso a seguito di incidente e di fuga (il classico comportamento dei pirati della strada, insomma). È proprio questa la famosa ipotesi di ergastolo della patente che, come si può vedere, non consiste nella revoca a vita della patente, ma in una revoca particolarmente lunga e duratura.

Ergastolo della patente: c’è o non c’è?

Possiamo ora tirare le somme sul tema dell’ergastolo della patente: con questa terminologia, allo stato attuale, si individua l’ipotesi in cui, a seguito di omicidio stradale aggravato, al colpevole venga revocata la patente per trent’anni; in pratica, prima del decorso di questo periodo di tempo non potrà riacquistarla. Non si tratta, pertanto, di un vero e proprio ergastolo, da intendersi come pena perpetua o, nel nostro caso, come revoca permanente. Ma allora perché si è fatto un gran parlare di questo ergastolo della patente?

In realtà, l’ergastolo della patente era stato inizialmente previsto nel disegno di legge che ha portato poi all’introduzione dei reati di omicidio stradale e di lesioni personali stradali gravi o gravissime. Successivamente, però, il dibattito politico e giuridico intorno a questa sanzione si è fatto piuttosto acceso e ha visto diversi schieramenti contrapporsi sempre più all’idea di una sanzione perpetua. Per farla breva, alla fine l’ergastolo della patente non è passato.

Ad oggi, quindi, per ergastolo della patente si intende la revoca della patente applicata per trent’anni ai danni di coloro che si sono macchiati del reato di omicidio stradale aggravato e che, per di più, non si sono fermati e si sono dati alla fuga.

note

[1] Art. 589-bis cod. pen.

[2] Art. 222 cod. str.


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