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Diritti della moglie in caso di separazione e divorzio

16 Dicembre 2018


Diritti della moglie in caso di separazione e divorzio

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 Dicembre 2018



Dal mantenimento alla quota del Tfr, dalla pensione di reversibilità all’assegnazione della casa: tutto ciò che può rivendicare la donna dall’ex marito.

Quando la coppia va in crisi si rischia, a volte, lo scontro per questioni di puro principio. La migliore separazione è quella che si fa di comune accordo in tribunale, anche perché, con o senza il consenso dell’altro coniuge, il giudice dichiarerà ugualmente la fine del matrimonio stabilendo quali saranno, per il futuro, i diritti e i doveri delle parti. Non è quindi con una pretestuosa opposizione che ci si può sottrarre all’applicazione della legge. Può succedere però che il naufragio delle trattative derivi dalla convinzione – spesso errata – di uno dei due coniugi di ottenere, in tribunale, qualcosa in più rispetto a quello che l’altro gli offre. Dall’altro lato c’è spesso chi non intende garantire all’ex ciò che invece gli compete. E siccome il fulcro della battaglia si concentra quasi sempre su ciò che spetta alla donna, abbiamo voluto elencare in questo articolo tutti i diritti della moglie in caso di separazione e divorzio.

Conoscendo questo elenco non c’è modo di sollevare scuse pretestuose per non rispettare gli impegni che l’ordinamento prevede in caso di scioglimento del matrimonio.

Cosa comporta la separazione

Per comprendere quali sono i diritti della moglie in caso di separazione e quelli dopo il successivo divorzio è bene spiegare qual è la differenza tra queste due condizioni. Proprio da ciò dipende infatti una diversa elencazione. Ecco allora cosa devi sapere in termini pratici e concreti.

Con la separazione cessano alcuni tipici obblighi del matrimonio come ad esempio la fedeltà e la convivenza. Ne restano in piedi altri, come ad esempio il dovere di assistenza materiale, ragion per cui – come vedremo a breve – bisogna continuare a garantire il mantenimento all’ex secondo lo stesso tenore di vita di cui questi godeva quando ancora la coppia era unita.

Leggi anche I diritti del marito in caso di separazione e divorzio.

Cosa comporta il divorzio

Con il divorzio invece si scioglie definitivamente ogni legame tra marito e moglie. L’unico vincolo che residua è quello collegato all’assegno divorzile, che ha una funzione assistenziale, rivolta a sostenere il coniuge che non è in grado di badare a se stesso o che, in ragione dell’attività prestata per la famiglia durante il matrimonio, non ha coltivato una carriera lavorativa.

Insomma, la differenza tra separazione e divorzio è che, nel primo caso, alcuni rapporti restano in piedi mentre cessano con il successivo passo.

Si tenga infine conto che la coppia può anche decidere di rimanere separata a vita senza procedere al divorzio, non essendo quest’ultimo obbligatorio.

Diritti della moglie in caso di separazione

Il fatto che con la separazione il matrimonio non sia ancora completamente sciolto fa sì che i diritti della donna siano in parte più forti. Leggi anche Conviene divorziare o restare separati?

In particolare, alla moglie separata spettano i seguenti diritti:

  • l’assegno di mantenimento: il mantenimento deve tendere a garantire alla donna lo stesso tenore di vita che aveva finché è rimasta in casa con l’uomo, tenendo comunque in considerazione le effettive possibilità economiche di quest’ultimo per le maggiori spese che andrà ad affrontare (come nel caso in cui sia costretto ad abbandonare la casa). Alla moglie non spetta il mantenimento se il giudice ritiene che la colpa della fine del matrimonio sia a lei attribuibile per aver violato uno dei doveri del matrimonio: fedeltà, coabitazione, assistenza morale e materiale. Ad esempio, viene meno il mantenimento per la moglie adultera (a meno che risulti che il tradimento sia avvenuto quando già la coppia era in crisi e non aveva più rapporti), per la moglie che è andata via di casa senza più volervi tornare, per la moglie che ha abbandonato il marito malato, ecc.. Il mantenimento viene meno se la moglie inizia una relazione stabile con un altro uomo;
  • la casa coniugale: alla donna spetta continuare a vivere nella casa coniugale – anche se di proprietà del marito o in comunione o in affitto – solo a condizione che il giudice abbia collocato presso di lei i figli. In una coppia senza figli o con figli grandi e autonomi, la casa resta al proprietario. Poiché l’assegnazione della casa viene disposta per tutelare i figli, essa spetta anche in presenza di addebito alla moglie;
  • l’affidamento condiviso per i figli: salvo che la madre non si riveli palesemente incapace di accudire e badare ai figli, su di lei gravano gli stessi obblighi, ma anche gli stessi diritti, per quanto attiene alla crescita dei figli, alle scelte più importanti per la loro educazione e formazione. Tanto viene detto «affidamento condiviso». L’alternativa è l’affidamento esclusivo;
  • la collocazione dei figli presso di sé: con la separazione o il divorzio, i figli minorenni vanno quasi sempre a stare con la madre per via della preferenza in favore di quest’ultima anche da parte della giurisprudenza. In ogni caso i figli con più di 12 anni vengono sempre sentiti e il loro parere può essere determinante nella decisione del giudice;
  • il mantenimento per i figli: se i figli dovessero essere allocati presso la madre, il padre deve versare a quest’ultima un assegno periodico per le spese ordinarie oltre a una percentuale (di norma il 50%) sulle spese straordinarie. Valgono le stesse regole che vedremo nel successivo paragrafo relativo ai diritti della moglie dopo il divorzio;
  • i diritti successori: se il marito dovesse morire prima del divorzio, la moglie sarebbe sua erede secondo le regole generali. Per cui, in assenza di figli, sarebbe erede universale, altrimenti è tenuta a dividere con questi il patrimonio (metà in presenza di un figlio, il 33% in caso di due o più figli). In ogni caso ha l’usufrutto legale sulla casa vita natural durante;
  • la pensione di reversibilità dell’ex marito: la reversibilità è una misura che spetta al coniuge, anche se separato, in caso di morte dell’ex. Non sono previste condizioni. Non spetta la reversibilità se la moglie ha subito l’addebito;
  • la possibilità di iniziare una nuova relazione e di venir meno al vincolo della fedeltà.

Se il marito dovesse andare in pensione prima del divorzio, alla moglie separata non spetta la quota del Tfr che invece le spetterebbe dopo il divorzio.

Diritti della moglie in caso di divorzio

Con il divorzio, il matrimonio cessa per sempre. Molti dei diritti della moglie che abbiamo visto con la separazione vengono meno. E difatti da questo momento in poi alla donna spetta:

  • l’assegno divorzile che non deve più garantire lo stesso tenore di vita che aveva la donna in costanza del matrimonio ma solo l’autosufficienza economica. Con la conseguenza che se questa ha già un lavoro o comunque una forma di sostentamento decoroso non può rivendicare nulla. Se tuttavia la donna, durante il matrimonio, ha rinunciato alla carriera per badare alla casa, perdendo così il contatto con il mondo del lavoro, l’assegno divorzile deve essere proporzionato a tale contributo da lei offerto alla famiglia;
  • l’affidamento condiviso dei figli come con la separazione;
  • la collocazione dei figli fino a che non diventano maggiorenni e possono decidere da sé, come anticipato nel paragrafo della separazione;
  • il mantenimento per i figli finché questi non diventano autosufficienti e, di solito, non oltre i 35 anni. Il figlio divenuto maggiorenne può chiedere che l’assegno venga versato direttamente nelle sue mani e non più alla madre, ma se tale richiesta non viene effettuata il padre dovrà comunque bonificare l’importo all’ex moglie;
  • una quota del Tfr: all’ex coniuge divorziato spetta una quota del Tfr (di norma il 40%) solo se: a) titolare dell’assegno di mantenimento e sempre che detto mantenimento non sia stato pagato con un’unico assegno (cosiddetta «una tantum»); b) non risposatosi; c) il Tfr deve essere stato liquidato dall’azienda dopo la sentenza di divorzio, ma deve essere il frutto del lavoro svolto (anche solo in parte) quando la coppia era ancora sposata;
  • la possibilità di risposarsi.

Con il divorzio cessano quindi i diritti successori e il diritto alla reversibilità.

Leggi anche Sentenze di separazione a favore della moglie e a favore del marito.


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