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Che spese sopporta l’inquilino in caso di riscaldamento autonomo?

17 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 Dicembre 2018



Accertiamo quali spese dell’impianto centralizzato spettano all’inquilino se il proprietario ha realizzato un impianto autonomo

I rapporti tra proprietari e inquilini tendono ad incrinarsi sempre sulla solita questione: come ripartire alcune voci di spesa. Anche rapporti consolidati, infatti, possono incrinarsi nel momento in cui non si trovi l’accordo sul soggetto, tra proprietario ed inquilino, che dovrà accollarsi l’onere di una spesa. E chiaramente i problemi crescono a dismisura quando l’appartamento concesso in locazione sia ubicato in un condominio. In questi casi, infatti, entra in gioco un terzo soggetto e cioè l’amministratore condominiale al quale, in ogni caso, risponde solo e soltanto il proprietario dell’immobile. Questo significa che anche per le spese condominiali che tocca pagare all’inquilino, nei rapporti con il condominio a risponderne è sempre e soltanto il proprietario: al proprietario, cioè, l’amministratore contesterà il mancato pagamento anche delle quote di spesa che spetta di pagare all’inquilino. Una voce di spesa tra le più controverse è quella relativa al riscaldamento centralizzato, a maggior ragione nei casi in cui il proprietario si sia distaccato da esso realizzando nel proprio appartamento un impianto autonomo. E’ lecito, quindi, chiedersi che spese sopporta l’inquilino in caso di riscaldamento autonomo? E a questa domanda se ne aggiunge subito un’altra strettamente connessa alla prima: e cioè quali spese relative all’impianto centralizzato tocca pagare all’inquilino di un appartamento dotato di impianto per il riscaldamento autonomo. Vediamo dunque i dettagli della questione.

Quali spese per l’impianto centralizzato toccano all’inquilino?

La legge [1] stabilisce che il condomino che si distacca dall’impianto centralizzato di riscaldamento, se dal suo distacco non deriva un notevole squilibrio di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini, è tenuto a pagare al condominio, dal distacco in poi, le spese di manutenzione straordinaria dell’impianto centralizzato e quelle per la sua conservazione e messa a norma.

Precisiamo, quindi, che per potersi distaccare dall’impianto centralizzato è innanzitutto opportuno, oltre che necessario, che l’interessato faccia periziare che dal suo distacco non deriveranno né notevoli squilibri di funzionamento, né aggravi di spesa per gli altri condomini.

Infatti l’assemblea condominiale avrebbe tutte le ragioni per opporsi al distacco sia nel caso in cui non sia stata effettuata la perizia che abbia accertato dal distacco non deriveranno squilibri e/o aggravi di spesa sia, a maggior ragione, nel caso in cui una perizia abbia appurato che il distacco provocherà squilibri e aggravi di spesa per gli altri condomini.

Fatta questa premessa, va detto che per quanto riguarda il rapporto tra proprietario ed eventuale inquilino, le spese di manutenzione straordinaria e le spese di messa a norma relative all’impianto centralizzato dal quale è avvenuto il distacco restano a carico del proprietario, mentre le spese di conservazione dell’impianto centralizzato (che sono le spese ordinarie necessarie a consentire che l’impianto possa continuare a funzionare regolarmente),  restano a carico dell’inquilino [2] (a meno che non vi sia un patto contrario contenuto nel contratto di locazione che invece le ponga a carico del proprietario).

Al proprietario spettano le spese di manutenzione straordinaria dell’impianto centralizzato distaccato

Le spese ordinarie dell’impianto distaccato spettano sempre all’inquilino?

Tuttavia occorre precisare che, nell’ambito delle spese di conservazione, ne esistono alcune che restano comunque a carico del proprietario; infatti, sempre la legge [3], ha cura di precisare e distinguere tra:

  • spese di conservazione (cioè di piccola manutenzione ordinaria) che dipendono da deterioramenti prodotti dall’uso e che gravano sull’inquilino;
  • e spese di conservazione (cioè di piccola manutenzione ordinaria) che dipendono da vetustà (cioè dall’età avanzata dell’impianto) o da caso fortuito (ad esempio un guasto causato da un fulmine) che invece toccherà al proprietario di sostenere.

Infine, per quanto riguarda le spese per consumi involontari (le cosiddette dispersioni) collegate all’impianto centralizzato, si ritiene che esse spettino al proprietario considerato che grava su di lui la gestione dell’impianto centralizzato dal quale si è distaccato.

Le spese dell’impianto centralizzato distaccato causate da deterioramenti da uso spettano all’inquilino

note

[1] Art. 1118, 4° comma, cod. civ.

[2] Art. 1576 cod. civ.

[3] Art. 1609 cod. civ.


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