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Pensione di vecchiaia 2019

16 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 Dicembre 2018



Aumento dell’età pensionabile, requisiti previsti per la pensione di vecchiaia nel 2019, ammontare dell’assegno Inps.

Cambiano, nel 2019, i requisiti previsti per la pensione di vecchiaia: in particolare, aumenta in misura pari a 5 mesi l’età pensionabile. La pensione di vecchiaia ordinaria diventa così raggiungibile soltanto a 67 anni; non va meglio con la pensione di vecchiaia contributiva, quella che si può raggiungere con soli 5 anni di contributi, per la quale l’età pensionabile è fissata, dal 2019, a 71 anni. Aumenta anche l’età prevista per la pensione di vecchiaia in regime di totalizzazione, che sale a 66 anni, e l’età per la pensione di vecchiaia anticipata per invalidità, che arriva a 61 anni per gli uomini ed a 56 anni per le donne.

Il blocco dei requisiti per la pensione di vecchiaia ordinaria per il 2019 riguarda i soli addetti ai lavori gravosi con almeno 30 anni di contributi, non beneficiari dell’Ape sociale: a tutti gli altri lavoratori si applica l’incremento pari a 5 mesi dell’età pensionabile, dovuto all’adeguamento alla speranza di vita media riscontrata dall’Istat.

Nel 2019, però, c’è anche una bella notizia per chi percepisce la pensione di vecchiaia: innanzitutto, se la pensione è liquidata dal 1° gennaio al 31 dicembre 2019, si applica un incremento della rivalutazione del montante contributivo, cioè della somma dei contributi accantonati. Ne abbiamo parlato in: Pensione 2019: come cambiano gli importi

Se, poi, si ha una pensione inferiore a 3 volte il trattamento minimo, si ha diritto a una rivalutazione, dal 1° gennaio 2019, dell’1,1%. Inoltre, se si ha diritto all’integrazione al minimo, questa dal 2019 aumenta a 513 euro mensili.

Ma procediamo per ordine e facciamo il punto sulla pensione di vecchiaia 2019: quali trattamenti si possono ottenere ed a quali condizioni.

Pensione di vecchiaia ordinaria 2019

La pensione di vecchiaia ordinaria è un trattamento che gli iscritti all’Inps (assicurazione generale obbligatoria, gestioni sostitutive ed esclusive, gestioni dei lavoratori autonomi, gestione separata…) possono ottenere alle seguenti condizioni:

  • 66 anni e 7 mesi di età sino al 31 dicembre 2018;
  • 20 anni di contributi, raggiungibili anche col cumulo, cioè sommando contributi accreditati presso gestioni previdenziali diverse; Per i beneficiari delle deroghe Amato è possibile ottenere la pensione di vecchiaia anche con 15 anni di contributi;
  • un assegno superiore a 1,5 volte l’assegno sociale, cioè superiore a 679,50 euro, per chi non possiede versamenti entro il 31 dicembre 1995;
  • aver cessato l’attività lavorativa dipendente (come avviene per la generalità delle pensioni dirette; in seguito, è possibile rioccuparsi).

Dal 2019, l’età per la pensione di vecchiaia sale a 67 anni, a causa degli adeguamenti alla speranza di vita. Gli incrementi non si applicano agli addetti ai lavori gravosi, se con un minimo di 30 anni di contributi alle spalle e non beneficiari dell’Ape sociale.

Come si calcola la pensione di vecchiaia ordinaria 2019?

Anche nel 2019, la pensione di vecchiaia ordinaria calcolata come qualsiasi altro trattamento pensionistico, senza penalizzazioni e senza il ricalcolo misto o il ricalcolo integralmente contributivo.

Il calcolo della pensione di vecchiaia sarà dunque:

  • retributivo sino al 31 dicembre 2011, poi contributivo, per chi possiede oltre 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • retributivo sino al 31 dicembre 1995, poi contributivo, per chi possiede meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • integralmente contributivo per chi non possiede contributi al 31 dicembre 1995.

Per capire meglio le differenze dei sistemi di calcolo della pensione: Come si calcola la pensione.

Pensione di vecchiaia 2019 in regime di cumulo

La pensione di vecchiaia può essere ottenuta, con gli stessi requisiti previsti per il trattamento di vecchiaia ordinario, anche in regime di cumulo, cioè sommando gratuitamente i contributi di casse diverse, comprese le gestioni dei liberi professionisti.

Il cumulo non comporta il ricalcolo contributivo della prestazione (solitamente penalizzante, in quanto basato sui versamenti, e non sugli ultimi redditi o stipendi come il calcolo retributivo), per quanto riguarda le gestioni Inps, anzi, consente in alcuni casi di ottenere il calcolo retributivo sino al 2011. Per quanto riguarda le casse professionali, però, diverse gestioni applicano il ricalcolo contributivo alla pensione in cumulo, salvo il raggiungimento di requisiti minimi.

Come chiarito da una nota circolare Inps [1], al compimento di 66 anni e 7 mesi (67 anni dal 2019) viene liquidata l’intera pensione in cumulo soltanto se i requisiti di età per la pensione di vecchiaia previsti dalla cassa professionale sono inferiori o uguali a quelli previsti per le gestioni Inps (ossia, appunto, 66 anni e 7 mesi sino al 2018, 67 anni dal 1° gennaio 2019).

In caso contrario, la quota di pensione maturata presso la gestione dei liberi professionisti è liquidata alla maturazione del più severo requisito di età previsto dalla cassa, mentre al compimento di 67 anni è liquidata la sola quota Inps di pensione.

Pensione di vecchiaia 2019 in totalizzazione

La totalizzazione consiste nella possibilità di sommare tutti i contributi accreditati in diverse gestioni pensionistiche, per perfezionare i requisiti richiesti per il conseguimento della pensione di vecchiaia, anticipata, di inabilità e indiretta.

Per ottenere la pensione di vecchiaia con la totalizzazione, dal 2019, è necessario possedere i seguenti requisiti:

  • 66 anni di età;
  • almeno 20 anni di contributi (complessivamente, tra tutte le casse in cui si possiede contribuzione);
  • gli eventuali ulteriori requisiti, diversi da quelli di età ed anzianità contributiva, previsti dai singoli ordinamenti per l’accesso alla pensione di vecchiaia;
  • aver cessato l’attività lavorativa dipendente (come avviene per la generalità delle pensioni dirette; in seguito, è possibile rioccuparsi).

La pensione di vecchiaia derivante dalla totalizzazione della contribuzione decorre dal primo giorno del 19° mese successivo a quello di raggiungimento dei requisiti: si deve dunque attendere una finestra mobile di 18 mesi.

La totalizzazione ha il vantaggio di essere gratuita, ma ha lo svantaggio, rispetto al cumulo dei contributi e alla ricongiunzione (ossia gli altri due sistemi che consentono di riunire i contributi presenti in gestioni diverse) di comportare il calcolo contributivo dell’assegno: questo calcolo è maggiormente penalizzante, in quanto si basa sulla contribuzione versata e non sugli ultimi stipendi o redditi percepiti.

Non si deve applicare il ricalcolo contributivo, però, se presso una cassa professionale si possiede un autonomo diritto alla pensione di vecchiaia.

Pensione di vecchiaia anticipata per invalidità 2019

Il cosiddetto decreto Amato [2], oltre ad aver previsto la possibilità di pensionarsi con 15 anni di contributi, ha anche introdotto la possibilità di fruire della pensione di vecchiaia anticipata, cioè con un’età pensionabile inferiore a quella prevista per la pensione di vecchiaia ordinaria, per alcune categorie d’invalidi e per chi possiede un’invalidità riconosciuta almeno pari all’80%. Oltre al riconoscimento dell’invalidità, però, il lavoratore deve soddisfare diverse condizioni per usufruire dell’agevolazione:

  • possesso di almeno 20 anni di contributi;
  • possesso di un’età almeno pari a 60 anni e 7 mesi di età, se uomini, o a 55 anni e 7 mesi, se donne; i requisiti aumenteranno, rispettivamente, a 61 ed a 56 anni dal 2019;
  • per alcune categorie d’invalidi come i non vedenti, i requisiti di età sono pari, rispettivamente, a 55 anni e 7 mesi per gli uomini e 50 anni e 7 mesi per le donne; i requisiti aumenteranno, rispettivamente, a 56 ed a 51 anni dal 2019.

Non sono ammessi al beneficio i lavoratori del settore pubblico ed i lavoratori autonomi.

Pensione di vecchiaia con 5 anni di contributi 2019

Chi non possiede versamenti al 31 dicembre 1995 può ottenere la pensione di vecchiaia con 5 anni di contributi: l’età richiesta per il diritto al trattamento è pari, nel 2018, a 70 anni e 7 mesi, dal 2019 a 71 anni.

In seguito, è previsto un aumento del requisito di età pari a 3 mesi ogni biennio, a seconda dell’andamento degli adeguamenti automatici alla speranza di vita media.

Per avere accesso alla pensione di vecchiaia con 5 anni di contributi non è prevista una soglia minima di accesso, cioè un assegno minimo, richiesto, invece, per la pensione di vecchiaia ordinaria e per la pensione anticipata contributiva.

Chi è soggetto al calcolo retributivo o misto della pensione, cioè chi possiede contributi accreditati prima del 31 dicembre 1995, può usufruire del calcolo integralmente contributivo, quindi ottenere la pensione di vecchiaia contributiva, avvalendosi del computo presso la gestione separata. In questo modo, tutti i contributi versati nella gestione separata sono automaticamente assoggettati al calcolo contributivo, quindi è possibile ottenere, tra i vari trattamenti, anche la pensione di vecchiaia contributiva.

Per aderire al computo, però, sono richiesti i seguenti requisiti:

  • iscrizione presso la gestione separata e versamento di almeno un mese di contributi;
  • meno di 18 anni di contributi versati o accreditati alla data del 31 dicembre 1995;
  • almeno 5 anni di contributi versati o accreditati dal 1° gennaio 1996;
  • almeno 15 anni di contributi complessivi.

In base ai requisiti osservati, appare evidente che è, di fatto, impossibile ottenere la pensione di vecchiaia con 5 anni di contributi se non si è assoggettati di per sé, in quanto non si possiedono contributi versati o accreditati precedentemente al 1° gennaio 1996, al calcolo contributivo: l’opzione per il computo, difatti, richiede il possesso di un minimo di 15 anni di contribuzione.

In parole semplici, la pensione di vecchiaia con 5 anni di contributi può essere ottenuta soltanto da chi non ha contributi versati prima del 1° gennaio 1996: tutti coloro che possiedono contributi versati o accreditati prima di questa data, dovendo optare per il computo, necessitano di un minimo di 15 anni di contributi complessivi.

La pensione di vecchiaia con 5 anni di contributi può essere ottenuta, in alcuni particolari casi, anche attraverso il cumulo dei versamenti.

Pensione di vecchiaia 2019 presso le casse professionali

Presso le casse professionali, i requisiti richiesti per ottenere la pensione di vecchiaia sono differenti rispetto ai requisiti previsti per la generalità delle gestioni Inps. Presso la maggior parte di queste gestioni previdenziali è previsto un incremento dei requisiti dal 2019.

Nella Cassa Forense, ad esempio, il requisito di età previsto, per il biennio 2017-2018, è pari a 68 anni, e viene elevato a 69 anni per il biennio 2019-2020 ed a 70 anni per il 2021. È comunque prevista la possibilità di anticipare la pensione di vecchiaia.

Presso la Cassa dei dottori commercialisti, la Cnpadc, per i nati dopo il 1944 il trattamento di vecchiaia può essere ottenuto con 68 anni di età e 33 di contributi; in tutti i casi può essere ottenuto a 70 anni di età, con 25 anni di contributi. È possibile anche ottenere la pensione di vecchiaia anticipata, con 61 anni di età e 38 anni di contributi (requisito valido per il 2019) e la pensione unica contributiva.

Presso Inarcassa, la cassa degli ingegneri e degli architetti, può essere ottenuta la pensione di vecchiaia unificata, dal 2019, con almeno 66 anni e 3 mesi di età e 33 anni di contributi. È possibile ottenere anche la pensione di vecchiaia unificata anticipata, dal 2019 con 63 anni e 3 mesi di contribuzione e 33 anni di contributi,  e posticipata, con 70 anni e 3 mesi d’età dal 2019.

Per i ragionieri, cassa Cnpr, la pensione di vecchiaia può essere ottenuta, dal 2019, con 68 anni di età e 40 anni di contributi (salvo eccezioni legate all’anno di nascita del professionista).

Per quanto riguarda i medici, il fondo di previdenza generale dell’Enpam eroga le pensioni di seguito indicate:

  • vecchiaia: spetta all’età di 68 anni (a regime dal 2018) con almeno 5 anni di contribuzione effettiva;
  • pensione di vecchiaia con anticipo: questa pensione, riferita esclusivamente alla quota A, è riconosciuta all’età di 65 anni con 20 anni di contribuzione; l’importo della pensione viene calcolato interamente con il criterio contributivo;
  • pensione di vecchiaia anticipata, o di anzianità: questa pensione spetta (dal 2018) con un’età minima di 62 anni, un’anzianità contributiva di almeno 35 anni e un’anzianità di laurea non inferiore a 30 anni; in alternativa, indipendentemente dall’età minima, la prestazione spetta con un’anzianità contributiva di 42 anni; il pensionamento anticipato prevede una riduzione del trattamento, che avviene applicando coefficienti di adeguamento all’aspettativa di vita, con riferimento all’età maturata nel mese di decorrenza della pensione.

Per quanto riguarda i geometri, i requisiti ordinari per la pensione di vecchiaia Cipag sono 70 anni di età e 35 anni di contributi.

La pensione di vecchiaia dei consulenti del lavoro, iscritti all’Enpacl, richiede un minimo di 68 anni di età e di 5 anni di contributi, dal 2019. Per la pensione di vecchiaia anticipata sono richiesti, dal 2019, 39 anni di contributi e un’età minima di 60 anni.

note

[1] Inps Circ. n. 140/2017.

[2] D.lgs. 503/1992.


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