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Pensione 2019 con 15 anni di contributi

17 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 Dicembre 2018



In quali casi il lavoratore che possiede 15 anni di contributi può ancora ottenere la pensione di vecchiaia nel 2019?

Anche nel 2019 sarà possibile, per chi possiede specifici requisiti, ottenere la pensione di vecchiaia con 15 anni di contributi, anziché 20 anni. Quest’opportunità è riservata a chi rientra in una delle deroghe a favore dei cosiddetti quindicenni, o deroghe Amato [1]: grazie a queste eccezioni, valide anche dopo l’entrata in vigore della legge Fornero, il pensionamento può essere raggiunto con soli 15 anni di versamenti.

Attenzione, però: non tutti i lavoratori rientrano in queste eccezioni, poiché sono riservate agli iscritti a determinate gestioni di previdenza, facenti capo all’Inps. Inoltre, ciascuna delle tre deroghe prevede dei requisiti particolari, oltre al possesso di 15 anni di contribuzione.

La pensione di vecchiaia con 15 anni di contributi può essere ottenuta, col ricalcolo integralmente contributivo, anche da chi si avvale del cosiddetto computo nella gestione separata. Chi non possiede versamenti anteriori al 1996, poi, può ottenere la pensione di vecchiaia con soli 5 anni di versamenti.

Ma procediamo per ordine e facciamo il punto della situazione sulla pensione 2019 con 15 anni di versamenti: chi ne ha diritto, a quali condizioni, a quale età si ottiene il trattamento, quando è prevista la possibilità di cumulare i contributi presenti in casse diverse.

Pensione con 15 anni di contributi entro il 1992

Con 15 anni di contributi, come abbiamo detto, è possibile ottenere la pensione di vecchiaia, anche nel 2019, usufruendo di una delle tre deroghe Amato [1] attualmente ancora valide.

Secondo la prima deroga Amato, nel dettaglio, è possibile pensionarsi con 15 anni di contributi se si possiedono 15 anni di contribuzione (780 settimane) accreditate prima del 31 dicembre 1992; sono utili tutti i contributi: volontari, obbligatori, figurativi, da riscatto e ricongiunzione, anche quelli versati all’estero, in Paesi europei o convenzionati con l’Italia.

Per beneficiare della deroga è necessario essere iscritti al Fondo pensione lavoratori dipendenti o alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi dell’Inps. La deroga si applica anche agli iscritti ex Inpdap, ex Enpals, ex Ipost.

Pensione con 15 anni di contributi volontari

La seconda deroga Amato prevede la possibilità di pensionarsi con 15 anni di contributi, se si è stati autorizzati al versamento dei contributi volontari, con un provvedimento di autorizzazione anteriore al 24 dicembre 1992 (non è necessario l’effettivo versamento di contributi volontari).

La deroga vale per i lavoratori dipendenti e autonomi iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria dell’Inps e per gli iscritti ex Enpals (non per gli iscritti all’ex Inpdap ed all’ex Ipost). I dipendenti pubblici, quindi, essendo iscritti all’ex Inpdap, non possono fruire della seconda deroga.

Per raggiungere i 15 anni di contribuzione, anche in questo caso, sono utili tutti i contributi: volontari, obbligatori, figurativi, da riscatto e ricongiunzione e esteri.

Pensione con 15 anni di contributi per i lavoratori discontinui

La terza deroga Amato prevede la possibilità di pensionarsi con 15 anni di contributi, per i soli lavoratori dipendenti, iscritti all’assicurazione generale obbligatoria o ad un fondo sostitutivo o esonerativo della medesima, se si possiedono:

  • 25 anni di anzianità assicurativa (vale a dire che il primo contributo deve essere versato almeno 25 anni prima della data di maturazione dei requisiti per la pensione: può essere contato qualsiasi contributo, a tal fine, anche per attività di lavoro autonomo o svolte all’estero in un Paese Ue o convenzionato);
  • 15 anni di contribuzione: valgono i soli contributi da lavoro dipendente versati all’Assicurazione generale obbligatoria o ad un fondo sostitutivo o esonerativo;
  • almeno 10 anni lavorati discontinuamente, cioè per periodi inferiori alle 52 settimane; non sono considerati gli anni lavorati interamente in cui risultano meno di 52 contributi settimanali, a causa del fatto che il part time non arrivi a coprire tutte le 52 settimane per retribuzione inferiore al minimale (pari a 205,19 euro settimanali nel 2018); al contrario, un anno può risultare interamente coperto da contributi, ma non interamente lavorato, se è presente un periodo di disoccupazione indennizzato durante il quale sono accreditati i contributi figurativi. Sono utili anche gli anni in cui il lavoratore risulta iscritto negli elenchi dei lavoratori agricoli a tempo determinato (cosiddetti otd).

fondi esonerativi dell’assicurazione generale obbligatoria dell’Inps, i cui iscritti possono fruire della terza deroga Amato, sono quelli degli spedizionieri doganali, dei lavoratori delle miniere, cave e torbiere, la gestione speciale ad esaurimento del consorzio autonomo del porto di Genova e Trieste e la gestione speciale dei lavoratori dipendenti di ex-enti creditizi.

fondi sostitutivi dell’assicurazione generale obbligatoria sono invece il fondo trasporti, il fondo dazieri, il fondo elettrici, il fondo telefonici, il fondo volo, il fondo per i dirigenti di aziende industriali (Inpdai), il fondo di previdenza dello spettacolo (Fpls), il fondo di previdenza degli sportivi professionisti (Fplsp) ed il fondo pensione dei giornalisti.

Alcuni di questi fondi sono stati peraltro soppressi e sono confluiti nell’Inps.

A quale età ci si può pensionare con 15 anni di contributi?

La deroga Amato consente di conseguire la pensione di vecchiaia. Ci si può dunque pensionare con 15 anni di contributi:

  • a 66 anni e 7 mesi di età, per chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2018;
  • a 67 anni di età, per chi matura i requisiti dal 1° gennaio 2019 (in seguito il requisito anagrafico dovrebbe aumentare di 3 mesi ogni biennio);
  • a 60 anni e 7 mesi se uomo, o 55 anni e 7 mesi se donna, per chi ha diritto alla pensione di vecchiaia anticipata per invalidità (dal 2019 i requisiti saranno spostati, rispettivamente, a 61 e 56 anni).

Si può ottenere la pensione con 15 anni di contributi in casse diverse?

La pensione con 15 anni di contributi, per chi ha diritto a fruire di una delle tre deroghe Amato, può essere ottenuta anche con il cumulo, cioè sommando la contribuzione presente in gestioni previdenziali diverse. Lo ha chiarito l’Inps, con una circolare poco conosciuta [2]. Non in tutti casi, però, è possibile beneficiare di questa eccezione, ma soltanto se le casse in cui si possiedono i contributi contemplano la possibilità di fruire della deroga Amato.

Dunque, per poter avvalersi della somma dei contributi bisogna verificare se le singole gestioni coinvolte nel cumulo riconoscono, nel proprio ordinamento, la possibilità di pensione con 15 anni di contributi invece che con 20 anni.

Per approfondire: Pensione con 15 anni di versamenti grazie al cumulo.

Pensione con 15 anni di contributi nella gestione Separata

Chi possiede dei contributi accreditati presso la gestione separata dell’Inps (anche un mese soltanto), può usufruire dei trattamenti agevolati, riservati a coloro cui si applica il calcolo contributivo della pensione, optando per il computo dei contributi. Con la facoltà di computo, in pratica, è possibile far confluire tutti i contributi che si possiedono in casse diverse verso la gestione Separata, per ottenere un’unica pensione.

Grazie al computo è possibile ottenere, tra i vari trattamenti, la pensione di vecchiaia contributiva, che richiede meno di 20 anni di versamenti. In particolare, per ottenere questo trattamento, dal 2019, è necessaria un’età minima di 71 anni ed una contribuzione minima di 5 anni, per chi non possiede contributi anteriori al 1996 o per chi possiede solo contributi accreditati presso la gestione separata. Per chi si avvale del computo, invece, sono necessari almeno 15 anni di versamenti.

Può difatti esercitare la facoltà di computo nella gestione separata chi possiede i seguenti requisiti:

  • anzianità contributiva inferiore a 18 anni, sino al 31 dicembre 1995: sono considerati tutti i contributi, compresi quelli volontari e figurativi;
  • anzianità contributiva complessiva pari ad almeno 15 anni, di cui almeno 5 accreditati dopo il 31 dicembre 1995.

Non può essere applicata l’opzione per il computo, invece, a chi non possiede contributi precedenti al 1996, in quanto in quest’ipotesi il trattamento è già calcolato col solo sistema contributivo, e spettano dunque le pensioni agevolate, tra cui la pensione di vecchiaia contributiva, in via autonoma.

Per beneficiare del computo è indispensabile l’iscrizione e l’accredito di un mese di contribuzione presso la gestione separata: ricordiamo che la gestione separata è una gestione previdenziale dell’Inps, la cui iscrizione è obbligatoria per i lavoratori parasubordinati (ad esempio i co.co.co.), per chi svolge lavoro occasionale (retribuito con il contratto di prestazione occasionale o il libretto famiglia), per i professionisti privi di una cassa di categoria, e per i lavoratori autonomi occasionali con compensi annui superiori a 5mila euro.

Per approfondire: Pensione col computo nella gestione Separata.


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