Diritto e Fisco | Articoli

Pensione invalidità: reddito dell’invalido si somma a quello del coniuge

22 Marzo 2013
Pensione invalidità: reddito dell’invalido si somma a quello del coniuge

La Cassazione cambia idea: per le pensioni di invalidità il reddito dell’invalido si deve sommare a quello del proprio coniuge.

Non ha diritto alla pensione di inabilità l’invalido civile assoluto se il suo reddito, sommato a quello del proprio coniuge, supera il tetto massimo previsto dalla legge. A dettare questa massima di assoluto rigore è una recente sentenza della Cassazione [1].

L’esito della decisione della Suprema Corte era, in questi giorni, particolarmente atteso: in passato infatti, i giudici di legittimità avevano sposato l’orientamento opposto [2], ritenendo che ai fini del calcolo della soglia massima per la pensione di inabilità bisognasse tenere conto solo del reddito dell’invalido.

Invece, oggi, secondo la Corte, ai fini dell’accertamento del requisito reddituale previsto per l’attribuzione della pensione di inabilità [3], deve tenersi conto anche del reddito del coniuge dell’invalido [4]. Ciò perché la solidarietà familiare ha una funzione integrativa dell’intervento assistenziale pubblico [5].

Da oggi, quindi, lo Stato pagherà meno pensioni agli invalidi i quali, dal canto loro, dovranno chiedere sostegno economico al proprio coniuge.


note

[1] Cass. sent. n. 7320 del 22.03.2013.

[2] Cass. sent. n. 18825/2008, n. 7529/2009 e n. 20426/2010.

[3] Prevista dalla L. 30 marzo 1971, n. 118, art. 12.

[4] Secondo quanto stabilito dalla L. 29 febbraio 1980, n. 33, art. 14 septies, comma 4.

[5] Non può quindi trovare applicazione la regola – stabilita dallo stesso art. 14 septies, successivo comma 5, solo per l’assegno mensile di cui alla L. n. 118 del 1971 citata – della esclusione dal computo dei redditi percepiti da altri componenti del nucleo familiare dell’interessato.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

4 Commenti

  1. E’ una vera vergogna!!!è proprio vero,che quando non si prova sulla propria pelle determinate condizioni,non si sa di cosa si sta parlando.Povero bel paese,anziche’ andare avanti andiamo sempre a toccar il fondo.

  2. È uno schifo totale sul vero significato del termine come se una persona decide da un giorno all’altro di diventare invalido. È ovvio chi parla e’ una persona che da qui 17 anni vive la disabilità del proprio coniuge con tutto ciò che ne deriva “governatori infami”

  3. io non lavoro, ho 46% di invalidà, dovevo fare richiesta per aggravamento perchè negli ultimi anni sono peggiorata, ma mio marito lavora, non sò quant’è il tetto massimo previsto dalla legge ma cmq sia è una vergona… a me hanno fatto passare la voglia di farmi vedere ulteriormente dai medici che ti considerano solo un numero e sembra anche che a volte gli rovini la mattinata!!! Basta, basta visite, non ne posso più, che si fottano tutti… tanto chi la paga è sempre e solo il vero invalido!!!!

  4. Io credo che questi non si rendano conto, se gli chiedi come puoi vivere con 800€ al mese non sanno risponderti ma se gli togli 100€ al mese a loro dicono che è una truffa

Rispondi a Erica Annulla risposta

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube