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Cosa succede dopo un esposto?

17 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 Dicembre 2018



Quali sono i doveri dell’autorità dopo la presentazione di un esposto? Qual è la differenza con la denuncia e la querela? Quali sono le conseguenze dell’esposto?

Le forze dell’ordine sono a disposizione dei cittadini per aiutarli a tutelare le loro ragioni e, soprattutto, a difenderli dai soprusi e dagli illeciti altrui. È inutile quindi che ti dica che, se hai subito un reato, potrai rivolgerti all’autorità presente sul territorio (carabinieri, polizia, guardia di finanza, ecc.) per denunciare l’accaduto e chiedere che l’autore del fatto venga assicurato alla giustizia. La legge, proprio per venire incontro a tutti i cittadini, anche a coloro che non possono permettersi un avvocato oppure che non sono in grado di redigerne una personalmente, non ha imposto alla denuncia una forma obbligatoria: ciò significa che essa potrà essere sporta indifferentemente per iscritto oppure verbalmente. Quindi, anche se ritieni di non saper scrivere una denuncia oppure di non averne la lucidità necessaria (visto che sei stato vittima di un reato), non preoccuparti: è sufficiente raggiungere la caserma dei carabinieri più vicina a te ed esporre oralmente l’accaduto all’ufficiale preposto, il quale provvederà a stendere per te una denuncia scritta e, infine, a fartela firmare. Lo stesso può dirsi per la querela, atto del tutto simile alla denuncia se non per qualche differenza che ti spiegherò, se avrai la pazienza di leggermi, nel corso dell’articolo. Diverso è il discorso per l’esposto: trattasi di particolare segnalazione che va fatta alle autorità ogni volta in cui si ha solamente il sospetto che sia stato commesso un reato. Nello specifico, l’esposto serve ad allertare le forze dell’ordine circa una controversia sorta tra due o più soggetti e che, se non fermata in tempo, potrebbe sfociare nel reato. Con l’esposto, quindi, le autorità sono chiamate ad una duplice azione: ad accertare la natura dei fatti segnalati; a tentare di mediare tra le parti se non si ravvisano ancora gli estremi del crimine o, in caso contrario, a denunciare prontamente all’autorità giudiziaria l’accaduto. L’esposto, inoltre, differisce dalla denuncia e dalla querela perché, contrariamente a queste ultime due, deve essere fatta per iscritto. Se quello che ho detto sinora ha suscitato il tuo interesse, ti invito a proseguire nella lettura: ti spiegherò qual è la differenza tra esposto e denuncia/querela e, soprattutto, cosa succede dopo un esposto.

Cos’è una denuncia?

Prima di spiegarti cosa succede dopo un esposto devo necessariamente premettere alcuni chiarimenti e parlarti della denuncia e della querela. Cominciamo dalla prima. La denuncia è quella comunicazione rivolta alle forze dell’ordine (indifferentemente polizia, carabinieri, guardia di finanza, Procura della Repubblica) con cui si segnala un fatto che presenta gli estremi del reato. In pratica, se subisci un furto, devi recarti presso l’autorità di pubblica sicurezza più vicina a te e sporgere denuncia; così facendo, consentirai agli inquirenti di potersi mettere in moto per perseguire l’autore (o gli autori) del crimine.

La denuncia può essere scritta oppure orale: in quest’ultimo caso, l’ufficiale che raccoglierà le tue dichiarazioni provvederà a metterle nero su bianco e a farti sottoscrivere l’atto così formato. La tua firma è essenziale, in quanto una denuncia anonima è priva di valore.

La legge non prescrive nemmeno un contenuto tipico della denuncia: è sufficiente che tu indichi i fatti salienti accaduti; ovviamente, più sarai preciso, maggiore sarà l’aiuto che fornirai alle autorità per perseguire il crimine segnalato.

La denuncia è, di solito, facoltativa, nel senso che non sei obbligato a sporgerla, e non prevede limiti di tempo: puoi denunciare un reato immediatamente oppure molti giorni dopo (ovviamente, maggiore è il lasso di tempo intercorrente tra delitto e denuncia, minori sono le probabilità di acciuffare il delinquente).

Cosa succede dopo una denuncia?

Per farti comprendere bene cosa succede dopo un esposto, mi sembra opportuno dirti ora cosa succede dopo una denuncia, di modo che, dopo, sarà facile fare il paragone e comprendere alla perfezione le differenze che passano tra esposto e denuncia. Dopo la denuncia, l’autorità che l’ha ricevuta (polizia, carabinieri, ecc.) provvede a trasmetterla alla Procura della Repubblica territorialmente competente. Qui, il magistrato del pubblico ministero, si ritiene che, a prima vista, la denuncia sia fondata, nel senso che ha a che fare con fatti che costituiscono reato, provvede ad iscriverla nel registro delle notizie di reato, meglio noto come registro degli indagati. È questo il momento ufficiale in cui cominciano le indagini preliminari: il procuratore delegherà l’organo di polizia giudiziaria più adatto a svolgere le investigazioni e, se al termine delle stesse dovesse emergere la fondatezza della denuncia sporta, si procederà con la richiesta di rinvio a giudizio.

Cos’è una querela?

La querela è molto simile alla denuncia, nel senso che anch’essa altro non è che la segnalazione di un fatto criminoso. A differenza della denuncia, però, la querela è una condizione di procedibilità [1], nel senso che senza questa dichiarazione da parte della persona offesa le forze dell’ordine non potranno procedere ad assicurare alla giustizia l’autore (o presunto tale) del crimine. Detto in altre parole, la querela è una dichiarazione con la quale si manifesta la volontà di procedere in ordine ad un fatto che costituisce reato, volontà che può essere manifestata indifferentemente per iscritto o verbalmente.

La querela deve essere sporta direttamente dalla vittima del reato entro determinati limiti di tempo, e deve contenere l’esplicita manifestazione di volontà in ordine alla punizione del responsabile del crimine. La querela deve essere normalmente sporta entro tre mesi dalla data di commissione del delitto (in alcune ipotesi particolari, entro sei mesi).

Cosa succede dopo una querela?

Quello che succede dopo una querela è del tutto identico a ciò che abbiamo detto qualche paragrafo fa a proposito della denuncia: la macchina della giustizia si mette in moto per assicurare il colpevole del reato alla giustizia. Inizia quindi la fase delle indagini preliminari che si potrà concludere con la richiesta di rinvio a giudizio oppure con quella di archiviazione.

Cos’è un esposto?

A differenza della denuncia e della querela, che mirano a far iscrivere nell’apposito registro delle notizie di reato fatti costituenti crimini, con l’esposto il privato cittadino chiede l’intervento delle autorità al fine di risolvere una questione insorta tra le parti che, per il momento, non è ancora degenerata in reato. In sostanza, l’esposto è la segnalazione che il cittadino fa all’autorità giudiziaria per sottoporre alla sua attenzione fatti di cui ha notizia affinché valuti se ricorre un’ipotesi di reato. Approfondiamo meglio.

Come si presenta un esposto?

Cosa succede dopo un esposto? Ci arriviamo immediatamente, promesso; voglio però spiegarti un istante come si presenta un esposto. A differenza della denuncia e della querela, l’esposto è solitamente scritto e deve provenire necessariamente da uno dei soggetti coinvolti nel dissidio. All’interno dell’esposto bisognerà, come nella denuncia e nella querela, narrare il fatto per come è avvenuto, concludendo con la richiesta all’autorità pubblica di intervenire per accertare la natura delle vicende segnalate. È possibile, poi, indicare in subordine la volontà di sporgere denuncia/querela nel caso in cui, a seguito delle verifiche dell’autorità, dovessero emergere profili di illiceità penali in ordine ai fatti segnalati.

A chi si presenta un esposto?

Come per la denuncia e la querela, l’esposto può essere presentato direttamente negli uffici della Procura della Repubblica o comunque presso qualsiasi ufficio di polizia di Stato, carabinieri, guardia di finanza, polizia locale, polizia penitenziaria, corpo forestale dello Stato; oppure al Sindaco dei Comuni ove non vi sia una sede delle forze dell’ordine appena elencate.

Cosa succede dopo aver presentato un esposto?

Veniamo al punto cruciale: cosa succede dopo un esposto? Se fai un esposto, le autorità dovranno intervenire con i loro ufficiali per accertare la natura giuridica della vicenda segnalata: se dai fatti emerge la commissione di un reato, allora l’ufficiale, se il crimine è perseguibile d’ufficio, deve prontamente farne denuncia all’autorità giudiziaria; invece, se trattasi di delitti perseguibili a querela può, a richiesta, tentare di comporre la lite in modo bonario, senza che sia pregiudicato il diritto delle parti di sporgere successiva querela. In ogni caso, viene redatto verbale delle operazioni eseguite.

Al contrario, se la lite viene risolta, oppure se la vicenda non presenta connotati delittuosi, allora l’ufficiale si limita a redigere verbale narrando i fatti accaduti; tale documento può essere prodotto in giudizio con valore di scrittura privata riconosciuta.

In pratica, l’esposto serve a far intervenire le forze dell’ordine in qualità di mediatori, sempreché non vengano immediatamente ravvisate ipotesi di reato: in questa evenienza, come detto, l’ufficiale intervenuto deve darne immediata notizia all’autorità giudiziaria, a meno che non si tratti di reato procedibile a querela. In quest’ultima ipotesi, spetta alla persona offesa la scelta di sporgere querela.

Esposto: perché è diverso dalla denuncia?

Da quanto abbiamo detto nei paragrafi precedenti possiamo trarre alcune conclusioni e, in particolare, capire quando conviene fare esposto anziché presentare denuncia o querela. È evidente che l’esposto sia adatto a segnalare solo determinate vicende dalle quali, in caso di aggravamento, possa derivare un reato. Mi spiego meglio: sicuramente non si presenterà un esposto nel caso di furto, di rapina o di violenza sessuale: in queste ipotesi non ci sono dubbi e, pertanto, la vittima dovrà sporgere immediatamente denuncia/querela. L’esposto si attaglia, invece, alle ipotesi in cui ci sono liti o controversie tra due o più parti: è il caso, ad esempio, dei cattivi rapporti di vicinato dai quali può scaturire, a causa degli animi esacerbati da lunghe diatribe, una colluttazione (reato di rissa) o una lesione personale.

Inoltre, va detto che l’esposto è sicuramente lo strumento consigliabile quando si hanno serie perplessità sull’illiceità dei comportamenti da segnalare: cosa emblematico è l’esposto presentato alla guardia di finanza quando ritieni (ma non ne hai la certezza) che si stia compiendo qualche frode fiscale. A tal proposito, classico caso di esposto alla guardia di finanza è quello riguardante gli affitti in nero.

note

[1] Artt. 336 ss. cod. proc. pen.

Autore immagine: Pixabay.com


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4 Commenti

  1. Ho fatto un esposto anni fa ed ora sono andato in tribunale per accertarmi che sia stato fatto degli accertamenti o indagini sul caso ho svoperto che sono stati indagati con degli articoli del codice penale che non ho capito bene
    Ma ero andato in tribunale anche perché non mi è mai arrivato una notifica di archiviazione
    Come posso muovermi per avere la giustizia vedere su questa vicenda?

    1. Gent.mo Sig. Ugo,
      può fare richiesta alla Procura ai sensi dell’art. 335 c.p.p. per avere informazioni sul procedimento. Se lo ha già fatto e le indagini risultano ancora in corso, non potrà fare nulla se non attenderne la conclusione. Sia l’archiviazione che la richiesta di rinvio a giudizio Le verranno notificate, in quanto persona offesa. L’archiviazione, però, potrebbe non esserLe comunicata nel caso in cui, nel Suo esposto/denuncia, non abbia fatto richiesta espressa di riceverne avviso ai fini di manifestare la propria opposizione. Resto a Sua disposizione se gradisce ricevere una consulenza.
      Avv. Mariano Acquaviva

    2. Grazie per la risposta
      Volevo chiedervi se voi potete lavorare anche a patrocinio?
      Perché ho delle vertenze penali da essere seguito

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