Diritto e Fisco | Editoriale

L’affidamento in prova per i tossicodipendenti

15 Gennaio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 Gennaio 2019



La misura alternativa dell’affidamento in prova nei confronti dei soggetti tossicodipendenti: come si applica e a quali soggetti.

Molti anni fa hai commesso una rapina per la quale sei stato condannato alla pena di cinque anni di reclusione ma, solo oggi, hai ricevuto un ordine di carcerazione e ti chiedi cosa ti succederà? Sei spaventato e contemporaneamente arrabbiato perché l’esecuzione della condanna arriva molto tempo dopo i fatti e, nel frattempo, hai intrapreso un percorso di cura ed assistenza presso una comunità per tossicodipendenti? Sappi che la legge ti consente di evitare il carcere e di scontare la pena in misura di affidamento in prova ai servizi sociali, se la condanna che hai avuto (o la pena che devi ancora scontare) non supera i sei anni di reclusione (o quattro anni se si tratta di reati particolarmente gravi come la rapina aggravata del nostro esempio). L’affidamento in prova ai servizi sociali è una misura alternativa alla detenzione che consente di espiare la pena al di fuori del carcere, in un ambiente lavorativo che consenta (a chi ha sbagliato) di ottenere la risocializzazione. Come tutte le misure alternative può essere concessa a soggetti determinati dalla legge e, soprattutto, solo a coloro i quali siano stati condannati a pene già predeterminate per legge. In particolare, l’affidamento in prova potrà essere concesso a tutti i soggetti condannati ad una pena non superiore a quattro anni o non superiore a sei anni (qualora si tratti di soggetti tossicodipendenti). Ma vediamo in particolare come si applica e a chi.

 Cos’è l’affidamento in prova ai servizi sociali?

L’affidamento in prova ai servizi sociali (anche detto affidamento al lavoro) [1] è la misura che permette al condannato di espiare la pena al di fuori dal carcere ovvero lavorando presso un terzo che ha anche il dovere di sorvegliarlo. Al condannato a cui viene concesso l’affidamento al lavoro vengono impartire diverse regole, orari e limitazioni a cui deve attenersi; in caso contrario, gli potrà essere revocata la misura. Al termine dell’affidamento (che ha la stessa durata della pena inflitta), in caso di esito positivo, la pena detentiva ed ogni altro effetto penale della condanna saranno estinti. L’affidamento in prova ai servizi sociali può essere concesso:

  • al condannato alla pena dell’arresto o della reclusione non superiore a tre anni;
  • al condannato con pena residua superiore ai tre anni ma uguale o inferiore ai quattro qualora nell’anno precedente si sia comportato bene (ovvero abbia tenuto una condotta regolare).

Questa è la regola generale, ma cosa succede per i soggetti tossicodipenti?

L’affidamento in prova per i soggetti tossicodipendenti

L’affidamento in prova terapeutico ai servizi sociali (previsto dalla cosiddetta legge droga) [2] è una misura alternativa alla detenzione della quale possono beneficiare i soggetti condannati alla pena detentiva non superiore a sei anni (o a quattro anni se si tratta di reati particolarmente gravi espressamente indicati dal legislatore) [3]. Se la pena da scontare non supera i quattro anni l’ordine di esecuzione viene emesso ma è sospeso per 30 giorni nei quali il condannato, personalmente o attraverso il suo difensore, può chiedere l’affidamento in prova ai servizi sociali (o altra misura alternativa): l’istanza va presentata all’ufficio esecuzione della procura della Repubblica che la trasmetterà al tribunale di sorveglianza competente. La sospensione provvisoria dell’esecuzione della pena deve essere notificata al condannato: nell’avviso il condannato è anche informato del fatto che, se non presenterà nessuna richiesta (o quella presentata sarà dichiarata inammissibile), sarà condotto in carcere.

Come si presenta la richiesta di affidamento per tossicodipendenti?

All’istanza di affidamento terapeutico ai servizi sociali, si allegano (a pena di inammissibilità):

  • la certificazione, rilasciata da una struttura sanitaria pubblica, o da una struttura privata accreditata, dello stato di tossicodipendenza;
  • il programma terapeutico (in originale) che dovrà essere svolto presso una comunità esterna al carcere (sia in regime residenziale che semiresidenziale) accreditata. Tale programma terapeutico viene concordato dal detenuto con una ASL (sia interna al carcere che esterna di competenza) o con una struttura privata autorizzata. Il rilascio di detto programma nonchè della certificazione diagnostica dello stato di tossicodipendenza e alcoldipendenza avviene inoltrandone domanda al SER.D, area penale (ovvero servizio pubblico per le dipendenze patologiche), presente in ogni Istituto di pena.

Si ribadisce che l’allegazione della documentazione (certificato diagnostico, programma terapeutico con valutazione di idoneità del SER.D, area penale) è condizione di ammissibilità.

 Quando l’affidamento in prova non è possibile?

La possibilità di accedere all’affidamento in prova ai servizi sociali, in alcuni casi, è vietato. In particolare:

  • se tu (condannato) hai già beneficiato, per la stessa condanna, della sospensione dell’esecuzione;
  • se sei stato condannato per uno dei reati gravi espressamente indicati dal legislatore e, pur essendo tossicodipendente, non hai in corso programmi terapeutici di recupero (in caso contrario puoi beneficiarne);
  • se, quando viene emesso l’ordine di esecuzione, stai già scontando la pena in carcere in misura cautelare.

 A chi va chiesto l’affidamento terapeutico al servizio sociale?

L’affidamento in prova ai servizi sociali per soggetti tossicodipendenti cerca di tutelare i soggetti che abbiano in corso (o che vogliano iniziare) un percorso terapeutico riabilitativo. L’esito positivo dell’affidamento estingue la pena detentiva ed ogni altro effetto penale della condanna. La richiesta va indirizzata al tribunale di sorveglianza (che ha sede nel distretto del luogo di detenzione del condannato) il quale:

  • se ritiene che il programma di recupero individuato, unitamente alle altre prescrizioni da applicare, contribuisce al recupero del condannato ed assicura la prevenzione del pericolo che egli commetta altri reati, la accoglie;
  • se non ritiene idoneo ed efficace il programma, rigetta la richiesta.

Il provvedimento con cui il tribunale accoglie la richiesta prevede varie prescrizioni e forme di controllo attraverso le quali accertare che il tossicodipendente inizi immediatamente (o prosegua immediatamente) il programma di recupero.

 

note

 [1] Art. 47, L. 354 del 26.7.1975.

[2] Art. 94 DPR 309/90.

[3] Art. 4 bis L. 354 del 26.7.1975.


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