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Posso non pagare le tasse se sono malato?

17 Dicembre 2018


Posso non pagare le tasse se sono malato?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 Dicembre 2018



Non punibilità del contribuente che omette il versamento delle imposte o la presentazione della dichiarazione dei redditi per forza maggiore: tutte le volte che il fisco perdona.

Immagina di aver subito un grave incidente stradale e di essere stato costretto, sul più bello, a restare immobile su un letto per svariati mesi e, per questo, a dover interrompere il lavoro. O di aver avuto problemi di salute talmente gravi e preoccupanti da togliere la tua attenzione da tutto ciò che stavi facendo, professione compresa. In tutto questo tempo, oltre alle energie, anche il tuo reddito si è paralizzato. La perdita patrimoniale ha fatto sì che tu non potessi più provvedere al pagamento delle imposte di fine anno. Quel poco di denaro che conservavi sul conto corrente infatti ti è servito a garantire la sopravvivenza della tua famiglia e le spese mediche affrontate per guarire. In tutto questo, arriva dopo qualche anno una lettera dell’Agenzia delle Entrate che ti chiede il conto delle tasse “dimenticate”, applicandoti anche le relative sanzioni per l’omissione tributaria. Riprendi in mano le cartelle cliniche, ormai accantonate nella scaffalatura, per dimostrare all’ufficio delle imposte la tua buona fede: l’inadempimento agli obblighi fiscali è stato dovuto a un caso di “forza maggiore”, un’impossibilità oggettiva non dipendente certo dalla tua volontà o dalla colpa. Quali possibilità hai di farla franca? Verosimilmente ti chiederai: Posso non pagare le tasse se sono malato? Le difficoltà economiche momentanee, dovute a un precario stato di salute, possono essere una valida giustificazione?

Di tanto si è occupata più volte la giurisprudenza. 

Si è esonerati dal pagare le tasse per forza maggiore?

Il principio generale è che, se ricorre il cosiddetto “caso fortuito”, lo Stato ti esonera non dal pagamento delle imposte – che restano comunque dovute, anche perché proporzionate al reddito che hai prodotto – ma, quanto meno, dalle sanzioni: il contribuente non può essere sanzionato se dimostra che non ha versato le imposte o non ha regolarizzato gli adempimenti fiscali per una causa di forza maggiore.

Tale è stato il responso fornito, nel lontano 2008, dalla Commissione Tributaria Provinciale di Milano con riferimento a un caso di omessa presentazione della dichiarazione dei redditi [1]. Nel caso di specie, un contribuente aveva riportato un’invalidità totale e permanente nella misura del 100% ed uno specialista in psichiatria aveva certificato lo stato di salute del paziente. È vero che la sanzione è la punizione che il contribuente deve corrispondere al fisco a causa delle proprie inadempienze, ma è anche vero che, per legge [2], il cittadino non può essere assoggettato a sanzione se ha omesso di inviare la dichiarazione dei redditi in ragione del proprio grave stato di salute e lo abbia documentato in giudizio.

Non può infatti essere assoggettato a sanzione chi, al momento in cui ha commesso il fatto, non aveva, in base ai criteri indicati nel codice penale, la capacità di intendere e di volere.

Una volta recepito il principio della responsabilità personale, non si può pretendere di punire colui che, al momento della commissione del fatto, sia reputato giuridicamente incapace di determinare razionalmente le proprie azioni e di prevederne gli effetti». E di certo la malattia può implicare una incapacità totale. Così si è orientata più volte anche la Cassazione [3].

Sempre secondo la Commissione tributaria provinciale di Milano, la malattia può dar luogo a una causa di forza maggiore, poiché impedisce il regolare svolgimento di un’attività lavorativa e può determinare difficoltà economiche e di liquidità. Per evitare le sanzioni il contribuente deve comunque provare il motivo per cui non ha pagato. 

Se un familiare si ammala il contribuente è giustificato?

Altra interessante sentenza è stata emessa dalla Commissione Tributaria Provinciale di Lodi [4], secondo cui, quando non c’è una colpa in carico al contribuente, come nel caso di gravi condizioni di salute di un familiare, le sanzioni vanno annullate. Ciò perché i problemi di salute creano in chiunque «un comprensibile disinteresse verso obblighi fiscali e tributari».

Difficoltà economiche: possono essere una giustificazione?

Sempre nell’ambito della forza maggiore, a detta della CTP di Roma [5], rientra anche la mancanza temporanea di liquidità dovuta alle obiettive difficoltà economiche che può giustificare tutt’al più un ritardo nel versamento delle imposte. 

Altri adempimenti fiscali giustificati dalla malattia

In tema di benefici fiscali per l’acquisto della “prima casa”, secondo la Cassazione [6] il contribuente può essere giustificato dal mancato trasferimento della propria residenza nel Comune ove ha acquistato l’immobile se ciò è dipeso da una forza maggiore come le condizioni di salute. Ma è necessario che la malattia sia sopravvenuta, imprevedibile e non addebitabile al contribuente.

Quali malattie evitano le sanzioni?

Premesso quindi che lo stato di malattia non esclude il pagamento delle tasse ma solo delle sanzioni, è necessario comunque verificare l’incapacità del contribuente e accertarsi se questa abbia effettivamente impedito di agire o sottratto all’interessato la capacità di intendere e volere (basterebbe una forte preoccupazione che, in quanto tale, è suscettibile di togliere ogni attenzione del cittadino dai propri impegni giuridici). Il tutto secondo un criterio di proporzionalità tra l’impedimento naturale e lo specifico comportamento attivo o omissivo per il quale il legislatore commina una sanzione. 

Lo stato di malattia, che persino nelle situazioni patologiche più gravi molto spesso non comporta un reale deficit mentale o un assoluto impedimento all’adempimento tributario, va considerato comunque rilevante. Bisogna verificare, di volta in volta, gli effetti invalidanti che una patologia grave e le sue cure producono, anche solo transitoriamente, sullo stato fisico e psicologico delle persone e sulla loro capacità di determinarsi a pensare e ad agire o ad adempiere ai fini fiscali.

È vero anche che certe situazioni di grave malattia non determinano un oggettivo e assoluto impedimento agli adempimenti fiscali, adempimenti che possono sempre essere delegati a familiari o consulenti; ma è necessario considerare comunque che tali situazioni possono diminuire fortemente la capacità di rendersi conto del valore delle proprie azioni: una sorta di «inerzia consapevole» ma giustificata da problemi ben più gravi.

È in questo senso da stigmatizzare il comportamento dell’Ufficio impositore, per come riferito dalla CTP di Milano, atteso che, ad un contribuente che certifichi e documenti un grave stato di salute ed il conseguente impedimento a «rispondere ad un invito dell’ufficio» stesso, non si può replicare che comunque non ha contestato le pretese e che ha tenuto un comportamento non condivisibile ancorché fosse dipeso unicamente dal proprio stato di salute.

note

[1] Comm. trib. prov.le Milano sent. n. 313/2008.

[2] Art. 4 d.lg. n. 472 del 1997.

[3] Cass., sez. lav., sent. 17 agosto 2001, n. 11153.

[4] Comm. trib. prov.le Lodi sent. n. 145/2014. 

[5] Comm. trib. prov.le Roma sent. n. 158/2012.

[6] Cassazione civile , sez. VI , 12/07/2017, n. 17225


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