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Violenza sulle donne: cos’è il codice rosso?

17 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 Dicembre 2018



Quali sono le misure a tutela delle donne? Cos’è e cosa prevede il codice rosso contro la violenza sulle donne?

La violenza sulle donne è un fenomeno tanto deprecabile quanto diffuso: purtroppo, a differenza dei dati sugli omicidi commessi in Italia, il numero di femminicidi e, più in generale, di abusi sulle donne non è diminuito. Per far fronte a questi episodi, negli ultimi anni il legislatore si è dato molto da fare per aumentare le pene nei confronti dei responsabili delle condotte illecite e per offrire strumenti di tutela sempre più efficaci alle vittime: così, nel corso del tempo, abbiamo assistito ad un inasprimento delle sanzioni per il delitto di stalking nei confronti del partner o dell’ex, alla previsione dell’allontanamento dalla casa familiare per chi si macchia di reati di violenza e maltrattamenti, nonché alla possibilità di ricorrere al braccialetto elettronico per assicurare il rispetto della misura cautelare. Ora, a queste misure di per sé già significative si andranno ad aggiungere ulteriori novità previste dal disegno di legge approvato dal governo gialloverde solamente qualche giorno fa: si tratta del cosiddetto “codice rosso”, così denominato per via dell’urgenza (simile a quella che caratterizza un intervento di pronto soccorso) con cui le autorità dovranno procedere davanti alla segnalazione di una violenza di genere. In pratica, ogni volta che alle forze dell’ordine verrà denunciata una violenza, un abuso o, più in generale, un maltrattamento contro una donna, l’ufficiale che raccoglie la denuncia/querela dovrà immediatamente darne notizia al magistrato del pubblico ministero, di modo che le indagini possano cominciare repentinamente. Inoltre, la vittima del reato sarà sentita dal p.m. entro tre giorni, così che le sue dichiarazioni possano essere direttamente valutate dal magistrato. Nei prossimi paragrafi ti spiegherò le nuove misure di contrasto alla violenza sulle donne e cos’è il codice rosso.

Violenza sulle donne: quale tutela?

Prima di spiegarti cos’è il codice rosso a proposito della violenza sulle donne, vorrei velocemente ricordarti che esistono già forme specifiche di tutela per le donne vittime di abusi. L’intervento più importante si è avuto nel  2013 con la famosa legge sul femminicidio [1], con la quale si è intervenuto massicciamente sulla normativa vigente. Da ultimo, il nuovo decreto sicurezza [2] ha introdotto la possibilità di applicare il braccialetto elettronico anche agli stalker, così da assicurarsi che non si avvicinino alle donne perseguitate.

Ad oggi, quindi, le vittime di violenza sulle donne beneficiano di questo particolare regime:

  • il rapporto affettivo (anche se terminato) tra autore del reato e vittima rileva come aggravante, a prescindere dalla convivenza;
  • è prevista una specifica aggravante della violenza assistita, applicabile al maltrattamento in famiglia e a tutti i reati di violenza fisica commessi in danno o in presenza di minorenni o in danno di donne incinte;
  • ci sono aggravanti nel caso di violenza sessuale contro donne in gravidanza o commessa dal coniuge (anche separato o divorziato) o da chi sia o sia stato legato da relazione affettiva;
  • c’è la possibilità di rimettere la querela per stalking solamente in determinati casi e con particolari modalità;
  • v’è l’arresto obbligatorio in caso di flagranza e anche nei reati di maltrattamenti in famiglia e stalking;
  • la polizia giudiziaria, se autorizzata dal pubblico ministero e se ricorre la flagranza di gravi reati (tra cui lesioni gravi, minaccia aggravata e violenze), può applicare la misura dell’allontanamento d’urgenza dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa;
  • chi è allontanato dalla casa familiare potrà essere controllato attraverso il braccialetto elettronico o altri strumenti elettronici. Nel caso di atti persecutori, inoltre, è possibile ricorrere alle intercettazioni telefoniche;
  • la vittima ha diritto ad essere informata della facoltà di nomina di un difensore e di tutto ciò che attiene alla applicazione o modifica di misure cautelari o coercitive nei confronti dell’imputato in reati di violenza alla persona;
  • il permesso di soggiorno, dietro parere dell’autorità giudiziaria, può essere rilasciato anche alle donne straniere che subiscono violenza, lesioni, percosse, maltrattamenti in ambito domestico. I maltrattanti (anche in caso di condanna non definitiva) potranno essere espulsi;
  • a prescindere dal reddito, le vittime di stalking, maltrattamenti in famiglia e mutilazioni genitali femminili possono essere ammesse al gratuito patrocinio.
  • nella trattazione dei processi viene data priorità assoluta ai reati di maltrattamenti in famiglia, stalking, violenza sessuale, atti sessuali con minori, corruzione di minori e violenza sessuale di gruppo. Si accelerano anche le indagini preliminari, che non potranno mai superare la durata di un anno per i reati di stalking e maltrattamenti in famiglia.

Codice rosso contro la violenza sulle donne: cos’è?

Come appena visto, la tutela che la legge fornisce alle vittime di violenza sulle donne è ampio e accurato; a tutto ciò si andrà ad aggiungere, non appena verrà approvato dal Parlamento, anche il nuovo codice rosso per la violenza sulle donne. Di cosa si tratta? Il disegno di legge [3] mutua il nome dal codice di pronto soccorso che viene utilizzato nel caso di pazienti particolarmente gravi, i quali necessitano di un intervento immediato. Alla stessa maniera, il disegno di legge prevede un codice rosso per i casi di violenza sulle donne, offrendo loro una corsia preferenziale rispetto agli altri reati. Illustriamo le novità.

Violenza sulla donne: cosa prevede il codice rosso?

Vediamo cosa dice il codice rosso per la violenza sulle donne. Innanzitutto, il disegno di legge introdurrà l’obbligo della polizia giudiziaria di comunicare immediatamente al magistrato del pubblico ministero le notizie di reato acquisite, qualora queste riguardino delitti di maltrattamenti, violenza sessuale, atti persecutori e lesioni aggravate commessi in contesti familiari o di semplice convivenza, senza lasciare discrezionalità sulla sussistenza dell’urgenza.

Praticamente, quindi, se presso una caserma dei carabinieri giungono, lo stesso giorno, una denuncia per furto e una per maltrattamenti familiari, questa verrà “lavorata” con precedenza rispetto all’altra. Ciò si riverbera anche sullo svolgimento delle indagini, le quali avranno la priorità su tutte le altre quando si tratti di reati di maltrattamenti, violenza sessuale, atti persecutori e lesioni aggravate, commessi in ambito familiare o di semplice convivenza. Nello stesso tempo, le risultanze acquisite con l’attività svolta devono essere documentate e trasmesse in modo altrettanto tempestivo al pubblico ministero

Ancora, il magistrato del pubblico ministero ha l’obbligo di sentire la persona vittima di uno dei reati sopra elencati entro il termine massimo di tre giorno dall’avvio del procedimento, salvo che sussistano imprescindibili esigenze di tutela della riservatezza delle indagini, anche nell’interesse della vittima. Così facendo, il p.m. potrà valutare fin da subito se sussistono gli estremi per chiedere al giudice l’emissione di una misura cautelare (tipo l’allontanamento da casa o il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima).

Infine, il codice rosso per la violenza sulle donne introdurrà l’obbligo di formazione per le forze dell’ordine (polizia di Stato, carabinieri e polizia penitenziaria), attraverso la frequenza di corsi specifici, in modo tale da essere ancor più preparati nel caso in cui abbiano a che fare con i reati visti sopra.

note

[1] Legge n. 119/2013.

[2] Decreto legge n. 113/2018.

[3] Disegno di legge approvato dal CdM il 28.11.2018.

Autore immagine: Pixabay.com


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