Business | Articoli

Pensione a 67 anni: non per 15-20mila lavoratori

13 Novembre 2017
Pensione a 67 anni: non per 15-20mila lavoratori

Pensione anticipata: in arrivo un aumento dei lavoratori esentati dall’adeguamento a 67 anni dell’età pensionabile

Abbiamo già parlato delle 15 categorie di lavori gravosi escluse dall’innalzamento automatico dell’età pensionabile in relazione all’aspettativa di vita. Il Governo, infatti, ha proposto di bloccare l’aumento dell’età pensionabile per 15 categorie di lavoratori che, esercitando un’attività ritenuta gravosa, potranno andare in pensione prima. Per maggiori approfondimenti leggi: Pensione anticipata: ecco i 15 lavori gravosi. 

I 15 lavori ritenuti gravosi 

Ricapitolando, i 15 lavori ritenuti gravosi e per i quali non varrà la regola dei 67 anni sono i seguenti:

  • Operai dell’industria estrattiva
  • Conduttori di gru e di macchinari mobili
  • Conciatori di pelli e pellicce
  • Conduttori di convogli ferroviari
  • Autisti di camion e mezzi pesanti
  • Personale infermieristico ospedaliero
  • Addetti all’assistenza di persone non autosufficienti
  • Insegnanti di asilo
  • Facchini ed addetti allo spostamento merci
  • Addetti ai servizi di pulizia
  • Operatori ecologici
  • Operatori agricoli
  • Lavoratori siderurgici
  • Lavoratori marittimi
  • Pescatori.

Per approfondimenti su ciascuna categoria, vedi: Pensione anticipata: ecco i 15 lavori gravosi. Per questi lavoratori, dunque, non varrà la regola dei 67 anni che dovrebbe scattare a partire dal 2019. Ai fini del pensionamento, infatti, saranno richiesti requisiti diversi. In particolare:

  • l’aver raggiunto i 36 anni contributivi;
  • l’aver svolto la mansione gravosa per almeno 6 anni continuativinell’arco degli ultimi 7 anni.

In arrivo un aumento dei lavoratori esentati

È in arrivo, però, un aumento dei lavoratori esentati dall’adeguamento a 67 anni dell’età pensionabile. Secondo i primi calcoli si tratta di una platea  pari al 10% circa della totalità dei pensionamenti stimati per il 2019. Platea che, però, potrebbe aumentare in modo significativo. Ed infatti, per dare al bacino degli esentati dall’aumento automatico della soglia di pensionamento una fisionomia a maglie più larghe gli esperti di Palazzo Chigi e dei ministeri dell’Economia e del Lavoro stanno affinando alcuni “ritocchi” alla proposta presentata inizialmente. Questi “ritocchi” riguarderanno:

  • la continuità del requisito soggettivo di lavoratore gravoso;
  • il numero di anni contributivi.

Nel dettaglio: per quanto riguarda i contributi maturati, l’asticella non dovrebbe più essere posizionata a quota 36 anni, come era stato indicato dal Governo nei giorni scorsi (leggi sopra), ma dovrebbe scendere di qualche anno (probabilmente attorno a quota 30 anni). Per quanto concerne il numero di anni in cui si è svolto il lavoro gravoso , l’opzione finale dovrebbe essere quella di aver svolto la mansione faticosa per 7 anni sugli ultimi10 d’impiego e non più per almeno 6 anni sugli ultimi 7 (sulla falsariga di quanto previsto per i lavori usuranti) come, invece, era stato ipotizzato nei precedenti incontri tecnici.

In definitiva, dunque, per i lavoratori che hanno svolto un’attività gravosa non varrà la regola dei 67 anni che dovrebbe scattare a partire dal 2019. Ai fini del pensionamento, infatti, potrebbero essere richiesti i seguenti requisiti:

  • l’aver raggiunto i 30 anni contributivi;
  • l’aver svolto la mansione gravosa per almeno 6 anni continuativinell’arco degli ultimi 10.

L’allentamento di questi due paletti dovrebbe provocare un ampliamento della platea degli “esentati” che all’inizio della scorsa settimana già era stata ufficiosamente stimata in 15-17mila lavoratori.

note

Autore immagine: Pixabay.com


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA