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Successione dei nipoti, figli di fratelli

17 Dicembre 2018


Successione dei nipoti, figli di fratelli

> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 Dicembre 2018



Regole sulla successione legittima: il nipote ha diritto a succedere allo zio/zia se il proprio genitore (padre o madre, fratello dello zio/zia) è morto?

Alcuni anni fa tuo padre è venuto a mancare. Dopo la sua morte si è aperta la successione. Eredi unici siete tu e tua madre: a ciascuno dei due è toccato il 50% del patrimonio del compianto genitore. Tuo padre ha lasciato anche dei fratelli a cui, però, non è andata alcuna quota dell’eredità non avendo questi fatto testamento in loro favore. Sicché sono state applicate le regole generali del codice civile per chi muore senza scrivere le ultime volontà. Ora però sorge un nuovo problema. Uno dei tuoi zii sta per decedere. Anche in questo caso, non essendo stato mai scritto un testamento, bisognerà ricorrere alle regole della cosiddetta successione legittima, quella cioè che si applicano per legge. Ebbene, ti chiedi se, in qualità di nipote, ti spetti una quota dell’eredità nonostante tuo padre sia già defunto. Insomma, quali sono le regole sulla successione dei nipoti, figli di fratelli?

In un precedente articolo ci siamo occupati dei casi in cui il nipote eredita da un nonno o da uno zio (leggi a riguardo In quali casi ereditano i nipoti). Ad esso rinviamo per tutto ciò che non verrà detto qui di seguito. Ora ci occupiamo invece dell’eventuale diritto a succedere allo zio/a da parte del nipote al quale sia già deceduto il genitore, fratello di tale zio/a.

La soluzione è scritta nel codice civile [1] in una norma che regola la cosiddetta rappresentazione. Di cosa si tratta? Cerchiamo di spiegarlo qui di seguito.

Cos’è la rappresentazione?

La rappresentazione fa subentrare i discendenti al posto del loro ascendente, in tutti i casi in cui questi non può o non vuole accettare l’eredità o il legato.

Ad esempio: muore Francesco, cui dovrebbe succedere il figlio Luca; se quest’ultimo rinuncia oppure non può ereditare, l’eredità si devolve a Carlo, figlio di Luca.

Presupposto della rappresentazione è che la persona chiamata a succedere non sia in grado di accettare l’eredità (o il legato) perché è morta prima dell’apertura della successione oppure è stata dichiarata indegna o assente oppure ancora ha perso il diritto di accettare ovvero non voglia accettare.

I discendenti dunque (cosiddetti “rappresentanti”) subentrano, nell’accettazione di un’eredità, al posto di un loro ascendente (cosiddetto “rappresentato”).

La rappresentazione ha luogo in infinito e, pertanto, se il figlio o il fratello del de cuius non può o non vuole succedere, subentrano al suo posto i suoi discendenti senza limitazione di grado.

Con la rappresentazione il rappresentante, cioè la persona che prende il posto dell’istituito che non è in grado o non vuole accettare, subentra al posto di quest’ultimo come se fosse stato istituito dal testatore.

Il fondamento della rappresentazione si ritrova nell’esigenza di tutelare la famiglia e la volontà del defunto: si presume, infatti, che, se quest’ultimo ha voluto beneficiare un soggetto, di fronte all’impossibilità per questi di accettare l’eredità, avrebbe preferito avvantaggiare i discendenti di lui piuttosto che altre persone.

In favore di chi opera la rappresentazione?

A norma del codice civile [1], la rappresentazione opera in favore dei seguenti soggetti:

  • nella linea retta, a favore dei discendenti dei figli, legittimati e adottivi, nonchè dei discendenti dei figli del defunto;
  • nella linea collaterale, a favore dei discendenti dei fratelli e delle sorelle del defunto.

Il nipote è erede dello zio se il suo genitore è morto?

Veniamo al caso di una persona, cui sia morto il padre o la madre, e il fratello di quest’ultimo stia per morire (o sia appena deceduto): ha diritto alla quota di eredità che sarebbe spettata al proprio genitore se non fosse già passato a miglior vita? La risposta è affermativa e va motivata proprio alla luce delle norme sulla rappresentazione che abbiamo appena visto. Difatti, come appena detto, la rappresentazione opera, in linea collaterale, anche in favore dei figli dei fratelli e delle sorelle del defunto, ossia dei nipoti dello zio o della zia.

Come si difende il nipote?

Per tornare all’esempio da cui siamo partiti, immaginiamo ora che uno dei fratelli rimasti in vita, poco prima della morte dell’altro fratello, al fine di “usurpare” la parte di eredità del nipote, si faccia donare da quest’ultimo un immobile. Come può difendersi il nipote, figlio del fratello deceduto in passato? A lui spetterà la possibilità di agire in tribunale proponendo la cosiddetta «azione di lesione della legittima». La causa va intentata entro 10 anni dall’apertura della successione dello zio.


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