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Come capire se si è pedinati

18 Dicembre 2018


Come capire se si è pedinati

> Cultura e società Pubblicato il 18 Dicembre 2018



Se hai il sospetto di essere pedinato, in questa guida ti mostreremo alcuni piccoli trucchi per capire se qualcuno si è messo alle tue calcagna.

In tv e al cinema, soprattutto negli “action movie”, vediamo tantissimi casi di pedinamento. Magari c’è una moglie che segue ogni passo del marito mentre si reca al lavoro, controlla il bar che frequenta, scruta le persone con cui parla e fa particolare attenzione all’avvenenza delle donne che interagiscono con lui. In molti casi la scena può sembrare anche divertente perché vediamo la “povera pedinatrice” nascondersi dietro auto parcheggiate o aprire un giornale sul proprio volto per non farsi vedere in faccia. Certo, la cosa ti fa sorridere fin tanto che la vedi dietro ad uno schermo. Ma se fossi tu oggetto di pedinamento? Solitamente, se uno conduce una vita regolare e priva di sotterfugi non gli passa nemmeno per la testa l’idea che possa essere pedinato. Di contro, quelle persone che hanno relazioni extraconiugali o che vendono segreti aziendali alla concorrenza sono invece molto più sensibili all’argomento. Se rientri in questa categoria o se invece il sospetto ti è sorto per altri motivi, nelle prossime righe ti sveleremo come capire se si è pedinati. Si tratta di piccoli accorgimenti, azioni apparentemente banali, ma che possono farti scoprire in breve tempo se sei oggetto di pedinamento.

In cosa consiste il trucco dei “3 giri di rotatoria”?

A meno che tu non ti muova esclusivamente con i mezzi pubblici, è molto probabile che se sei oggetto di pedinamento la cosa avvenga mentre sei alla guida della tua auto. Quindi, è proprio dalle tue abitudini al volante che devi partire per capire se sei pedinato. Fin quando devi tutelarti da persone che conosci, capire se sei pedinato è relativamente semplice.

Il problema nasce se alle tue calcagna si è messo un investigatore privato, che conosce diversi trucchi per seguire una persona senza farsi scoprire. Un primo escamotage per capire se si è pedinati da qualcuno o meno è quello della “rotatoria”.

Quando sei al volante, alla prima rotatoria che vedi, inizia a girarla con estrema calma per circa tre volte. Descritto così può sembrare un comportamento “da folli”, ma in realtà è quello che fanno tutte le persone che si trovano in un punto che non conoscono e sono indecisi sulla strada da imboccare. Durante i tuoi giri presta particolare attenzione alle persone e alle cose che ti stanno incontro e segnati modello e targa delle vetture che ti sembrano particolarmente attente ai tuoi movimenti.

Come simulare una sosta improvvisa?

Altro trucco da usare al volante della propria auto è quello della sosta improvvisa. In pratica devi parcheggiare in un qualunque punto possibile ai lati della carreggiata, scendere dal veicolo e far finta di controllare che la tua auto non abbia problemi. Puoi metterti vicino alle gomme e fingere di controllarne la pressione, azionare le “frecce” per vedere se funzionano, aprire il cofano e toccare (senza fare danni) qualche pezzo all’interno per simulare un controllo meccanico e via dicendo. Mentre fai tutte queste azioni, datti uno sguardo intorno.

Se sei davvero pedinato, vedrai macchine che fanno manovre improvvise (inversioni di marcia, soste repentine, ecc.) a circa 50/100 metri in linea d’aria dalla tua posizione. In caso affermativo, segnati anche questa volta modello e numero di targa. Se si tratta dello stesso veicolo che avevi notato nel trucco della rotatoria significa che qualcosa bolle davvero in pentola. Se invece credi che possa ancora trattarsi di una straordinaria coincidenza, escogita qualche altro trucco.

Come può tornare utile entrare in una strada chiusa?

Le grandi città sono piene zeppe di vetture che invadono le strade cittadine. Quindi, in una selva di automobili può essere davvero difficile trovare quella su cui viaggia l’investigatore che ti sta pedinando.

Per “stanare” il pedinatore, la prima cosa da fare è quella di imboccare strade secondarie, dove non c’è il tipico traffico del centro cittadino e le auto che circolano sono poche. Se anche in questo contesto non riesci ad individuare chi ti sta alle costole, potresti provare il vecchio trucco della “strada chiusa”. Si tratta di imboccare una strada senza uscita ed arrivare fino alla fine della medesima.

Fingi di aver imboccato la strada per errore e fermati solo quando ti “accorgi” che non puoi più proseguire. A quel punto ingrani la retromarcia e fai per uscire da quella strada chiusa. È l’occasione perfetta per girarti alle tue spalle e vedere se ci sono altre vetture che hanno commesso il tuo stesso “errore”. In caso affermativo, segna targa e modello dell’auto: le probabilità che nella macchina alle tue spalle ci sia il tuo “pedinatore” sono altissime.

Come guardarsi intorno prima di partire da casa?

I trucchi che abbiamo appena visto sono fondamentali per capire se qualcuno ti segue quando sei alla guida della tua auto, ma da soli non bastano a capire se sei oggetto di pedinamento. Un investigatore navigato potrebbe anche limitarsi a piantonare le zone che frequenti, quindi può non aver bisogno di starti alle calcagna nel traffico cittadino.

Per capire quindi se sei pedinato da qualcuno devi perlustrare il luogo più insospettabile di tutti: casa tua. Non tanto all’interno del tuo appartamento, nel quale nessuno può entrare senza che tu te ne accorga. É all’esterno di casa tua che devi provare a notare dei movimenti sospetti. Un investigatore che deve scoprire quando parti da casa si piazzerà sicuramente in un punto distante, ma al tempo stesso non può perdere il contatto visivo con il tuo portone d’ingresso. Non appena metti piede fuori da casa tua, quindi, lancia un breve sguardo intorno a te.

Dare un’occhiata proprio fuori da casa tua è importante perché si tratta di un luogo che conosci alla perfezione: se c’è anche solo una piccola variazione nell’ambiente che ti circonda te ne accorgeresti subito. Fai attenzione alle vetture parcheggiate, agli avventori del bar fuori casa tua e ai clienti dell’edicola all’angolo: in qualunque momento potresti incrociare lo sguardo dell’investigatore che ti sta pedinando.

Cambiare le proprie abitudini o aspettare al varco il proprio pedinatore?

La regola principale quando si ha il sospetto di essere pedinati è quella di cambiare abitudini. Bisogna fare la spesa in un altro supermercato, fare colazione in un bar diverso da solito e sopratutto cambiare i luoghi dove solitamente si hanno appuntamenti “segreti”. Se non vuoi correre rischi, seguire questo tipo di strategia è la soluzione migliore.

Se invece non ami cambiare abitudini e vuoi vedere in faccia la persona che ti sta pedinando potresti optare per una soluzione diversa. La prima cosa di cui armarsi è la pazienza.

Entra in un bar, ordina qualcosa da bere, siediti in un punto dove vedi frontalmente la porta d’ingresso del locale è gusta la tua consumazione con calma. Devi sapere che gli investigatori privati hanno una regola: se vedono che il pedinato entra in un bar e non esce entro quindici minuti circa, devono a loro volta accedere al locale per ristabilire il “contatto visivo”.

Dopo i canonici quindici minuti, quindi, fai attenzione a tutti quelli che entrano nel bar: se hai particolare fortuna, l’unico ad entrare sarà proprio l’investigatore e a quel punto saprai da chi devi “difenderti”.

Come difendersi dalle nuove tecnologie?

Il pedinamento rimane un’attività molto in voga nel campo dell’investigazione privata, ma non è l’unico modo per seguire i movimenti della persona. L’avvento dei social network e dei dispositivi GPS ha in realtà dato una grande spallata alla privacy degli utenti, che in maniera del tutto inconsapevole sono i primi a rivelare i propri spostamenti agli altri.

Tantissime mogli mettono ad esempio sotto controllo il telefono del marito per seguirne i movimenti e per controllarne le attività sui social come Facebook, Twitter ed Instagram. Come puoi proteggerti quindi da queste nuove tecnologie? La prima buona abitudine che devi prendere è quella di usare i social in maniera intelligente, diminuendo gli accessi e pubblicando solo contenuti “innocenti”.

Se hai poi il dubbio che sul tuo smartphone qualcuno possa aver messo dei software di controllo, prendi l’abitudine di “resettare” periodicamente il device. Lo stesso smartphone, inoltre, il più delle volte ha il GPS sempre accesso. Questo capita a chi usa spesso il navigatore satellitare alla guida. Se non vuoi essere localizzato facilmente, devi tenere sempre staccato il GPS del cellulare. Certo, ti sarà impossibile usare il navigatore, ma potresti sempre stamparti il percorso dal web prima di metterti alla guida.

Il GPS non è però presente solo negli smartphone. Alcuni investigatori privati utilizzano dei dispositivi grandi come pacchetti di sigarette che, applicati sotto il parafanghi della vettura, permettono di controllare i movimenti di quest’ultima senza doverla necessariamente pedinare.

Prima di metterti al volante, quindi, prendi l’abitudine di controllare sotto al parafanghi della tua auto se ci sono dispositivi GPS installati fraudolentemente. Se non sei il massimo esperto in materia, o se temi che il dispositivo GPS possa essere stato installato in un punto della tua auto in cui non sapresti mettere le mani, potresti farti dare una controllata anche dal tuo meccanico nella sua officina.

Spiare una persona è reato?

In questo articolo abbiamo parlato così tanto di pedinamenti che ad un certo punto è sorto un dubbio legittimo: chi si mette alle calcagna di una persona per scoprirne abitudini o segreti compie un reato? Sgombriamo subito il campo da ogni dubbio dicendo che in Italia non esiste il reato di pedinamento. In effetti, fin quando si segue una persona in strada o in un qualsiasi luogo aperto al pubblico, non si sta ledendo in nessun modo alla libertà degli altri [1].

Il discorso cambia se il pedinato si accorge di essere seguito ed entra in uno stato di ansia e inizia a temere per la propria sicurezza. In quel caso si sconfina nel reato di molestia [2].

Per maggiori informazioni sull’argomento ti invito a leggere questo interessante articolo.

note

[1] Cass. sent. n. 18117/14 del 30.04.2014.

[2] Art. 660 cod. pen.


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8 Commenti

  1. Scusate ma se vengo pedinata da una persona che conosco o da un ex, posso fare denuncia per stalking? Grazie

    1. Se il pedinamento è discreto e non crea ragionevoli paure non si commette reato, ma se genera molestie e disturbo può scattare il reato di molestia. Se reiterati pedinamenti provocano gravi stati d’ansia, panico, senso di pericolo, fondato timore per la propria incolumità, paura di subire del male, scatta il reato di stalking. Si consiglia di denunciare subito i pedinamenti che appaiono molesti, in quanto spesso purtroppo sono il preludio di atti violenti da reprimere dalle prime avvisaglie.

      1. Mi sono informato per fare la denuncia perchè mi sono accorto di essere seguito, ma mi è stato detto che se non ho una prova o almeno una foto di chi mi sta pedinando è una inutile perdita di tempo. Inoltre volevo chiedere, ma questa legge che permette di violare le vite degli altri è una legge europea o solo una bella pensata scritta nel job’s act ?
        Grazie
        Riccardo

        1. Sì all’uso dell’investigatore privato, assoldato dall’azienda, per far pedinare il dipendente e verificare se questi è davvero malato o sta mentendo. La Cassazione sdogana, ancora una volta, la possibilità per il datore di lavoro di spiare il lavoratore, mettendogli alle calcagna un detective. Il licenziamento scatta non solo in caso di palese menzogna, ma anche quando la malattia, pur sussistente, viene ignorata dal lavoratore che, nonostante il suo stato, compie attività che possano ritardare la guarigione (si pensi all’uscire di casa nonostante la febbre). Non c’entra la privacy, non c’entra lo Statuto dei Lavoratori che vieta i controlli a distanza dei dipendenti: fuori dal posto di lavoro, tutto è consentito, purché ovviamente l’investigatore non entri in casa del lavoratore o non invada i luoghi di sua privata dimora, come anche l’automobile. Una persona, ingaggiata dall’azienda, può spiare il dipendente malato, scattandogli fotografie e relazionando al suo capo ciò che questi ha fatto durante il tempo in cui era coperto dal certificato medico. Per maggiori informazioni leggi il nostro articolo https://www.laleggepertutti.it/135234_se-sono-malato-lazienda-puo-farmi-spiare

          1. Grazie; molto chiaro. A questo punto mi chiedo, ma se il dipendente deve uscire proprio per rimettersi in salute, per tornare alla propria attività lavorativa (quindi farsi visitare,fare sedute di ginnastica riabilitativa,semplicemente passeggiare dato che è in convalescenza,arrivare alla farmacia all’angolo per procurarsi le medicine, ecc….. insomma penso di essermi spiegato) questa norma presta il fianco a vessazioni e illazioni più disparate perchè classico bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto e per esperienza in questi casi vince sempre il più forte (guarda caso l’azienda). I manager ormai non nascondono nelle riunioni col personale, nemmeno lo strapotere (la minaccia) di poter licenziare un dipendente, solo per arrecargli il forte disagio e difficoltà per discolparsi (stress,spese legali, tanto per dirne qualcuna), tanto poi il tempo passa e quello che l’azienda voleva fare lo fa. (Io direi pure intimidazione. O no ?).

    1. Lucio è lecito assumere un investigatore privato, a prescindere dallo scopo per il quale questo viene assoldato e dalla persona che diventa oggetto di pedinamento; ciò che potrebbe essere illecita è la concreta modalità in cui questi esplica il mandato attribuitogli. Esiste infatti una sorta di codice disciplinare per gli investigatori, la cui attività non può mai esercitarsi in violazione della privacy e del rispetto dei luoghi di privata dimora del soggetto pedinato. Se anche l’investigatore viola una di tali norme (si tratta, quasi sempre, di norme penali) a risponderne è lui stesso e non il cliente-mandante, salvo che questi gli abbia espressamente richiesto la specifica attività illecita, nel qual caso ne risponde a titolo di concorso.

      1. Obbligo fare un po’ di chiarezza, l’articolo è una guida su come non farsi scoprire da un investigatore privato, gli stessi consigli valgono se si è seguiti da qualche malintenzionato, appunto uno stalker… È etico e corretto paragonare l’investigatore privato, che è un Professionista ad una persona che commette dei reati?
        Anche l’Avvocato che scrive il pezzo può commettere dei reati, ma con questo scrivere un articolo sui possibili reati in cui può incorrere è utile?
        Iniziamo col dire che l’Investigatore Privato non spia, ma accerta la Verità, non costruisce le proprie relazioni con la fantasia, ma acquisisce delle evidenze, senza sconfinare nell’illecito.
        Secondariamente le aziende non affidano incarichi a casaccio, ma affidato incarichi all’Investigatore Privato seguendo una logica, spesso sono gli stessi dipendenti a denunciare comportamenti di colleghi che simulano malattie e infortuni oppure ancora utilizzano permessi in modo scorretto, danneggiando i colleghi che lavorano onestamente.
        Quindi se le aziende si rivolgono all’investigatore privato è perché hanno dei problemi di assenteismo e non per “Spiare” come si vuol fare emergere nell’articolo.
        Perché non scrivere anche dei consigli su come ingannare il datore di lavoro oppure il coniuge?
        Sono i disonesti che vengono seguiti e controllati dall’Investigatore Privato, non le persone veramente ammalate, una modestissima percentuale delle persone controllate si dimostrerà effettivamente corretta, perché la scelta ricade su situazioni ormai al limite dell’inverosimile e non in modo sistematico!
        Per finire si dice che i coniugi controllano i device come gli smartphone del compagno per controllarlo (forse qui si potrebbe parlare di spie), ebbene chi scrive il pezzo non Vi fornisce l’informazione più utile, cioè che rischiate fino a 4 anni di reclusione per interferenza illecita nella vita privata oltre che altri piccoli reati collegati a controllare illecitamente social o telefono del compagno.
        A buon intenditore…

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