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Truffa sul taxi: come evitarla?

18 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 Dicembre 2018



Farsi portare in giro senza farsi prendere in giro: scegliere l’auto giusta, decidere la tariffa fissa quando si può, controllare il tragitto con le app.

Ti è capitato di prendere un taxi in una città che non conosci e di pagare il conto non sapendo se è stata fatta la corsa più breve possibile o quella più redditizia per il tassista? Sicuramente la stragrande maggioranza di chi fa quel mestiere lo svolge con grande onestà, badando agli interessi dei clienti. C’è, però, da dire che non manca chi tenta di approfittarsi del turista che non conosce il posto in cui si trova e che, quindi, non può contestare una corsa volutamente «allungata» dall’autista per farla risultare un po’ più cara. Allora, come evitare la truffa sul taxi?

Come c’è anche chi appena si ferma e comincia a compilarti la ricevuta guardando il tassametro e scrivendo scrupolosamente ciò che il cliente vede. Ma anche chi alla ricevuta non ci pensa proprio e, se il cliente gliela chiede, parte lo sguardo in cagnesco. Perché potrebbe essere la «prova provata» del fatto che quel tragitto a quel prezzo non si doveva fare. Anche qui: come evitare la truffa sul taxi?

Va da sé che stiamo parlando di tassisti con regolare licenza. Perché non bisogna dimenticare chi mette la propria auto a disposizione di chi non ne può fare a meno ma non è un regolare tassista, non paga le tasse e non garantisce al passeggero alcunché, se non portarlo a destinazione a suo rischio e pericolo (soprattutto a rischio e pericolo del suo portafoglio).

Insomma, non c’è scritto da nessuna parte che «tassista» stia per «chi paga le tasse» al posto di altri. Ma nemmeno che passeggero sia sinonimo di «fesso». Come vanno protetti i diritti dell’uno, vanno garantiti quelli dell’altro. Ecco perché conviene sapere come evitare la truffa sul taxi.

Truffa sul taxi: il tassametro

Non ci avrai mai pensato e, sicuramente, non ci penserai mai. Nella fretta, o per colpa dell’abitudine, quando prendi un taxi non badi a come funziona l’apparecchio che, teoricamente, deve determinare l’importo della corsa: il tassametro. Qui si può nascondere una delle più comuni truffe sul taxi.

C’è una premessa da fare. Le tariffe dei taxi possono cambiare da città a città, perché vengono decise dai Comuni. Quindi, fare 10 chilometri a Como e percorrere la stessa distanza a Palermo potrebbe avere dei costi diversi. Naturalmente, tutto ha un limite.

Anche le zone della città hanno un limite. Per quello, il tassista può inserire nel tassametro altre tariffe se il cliente gli chiede di allontanarsi dal centro urbano. Un po’ come le metropolitane o gli autobus: se esci da una certa zona, paghi di più.

Il tassametro ha diverse posizioni di funzionamento. Quelle che interessano al passeggero sono:

  • libero: l’auto, ovviamente, è vuota in attesa della richiesta di servizio di un cliente. Il tassista può cambiare manualmente le diverse tariffe e, se è il caso, può spegnere l’apposito segnale luminoso per passare alla posizione di «riposo»;
  • occupato: significa che c’è un cliente nell’auto, cioè che è iniziata una corsa. Il tassametro deve mostrare l’importo e la tariffa utilizzata. Alcuni apparecchi mostrano anche altre tariffe aggiuntive (il bagaglio caricato, la corsa extraurbana, ecc.);
  • importo: è la cifra a pagare a fine corsa.

Da cosa dipendono, però le tariffe? Di norma, vengono stabilite in base a questi fattori:

  • la tariffa minima: è quella che si trova al momento in cui si sale sul taxi. Aumenta all’iniziare la corsa;
  • lo scatto: è l’aumento della tariffa che si produce durante la corsa;
  • la distanza: si calcola uno scatto quando si completa una distanza al di sopra della velocità stabilita o di crociera;
  • il tempo: si calcola uno scatto quando trascorre un certo numero di secondi al di sotto della velocità stabilita o di crociera;
  • l’extra: se calcola un certo numero di scatti per dei servizi straordinari, come il trasporto di bagagli o la tariffa stabilita per uscire dal centro urbano, ecc.

Esistono anche delle tariffe fisse in alcune città per percorrere certi tragitti. Ad esempio, da un aeroporto al centro città, o dal centro ad una stazione, in diversi Comuni si stabilisce un prezzo oltre il quale il tassista non può pretendere degli importi più alti o il cliente non può decidere di pagare di meno.

Truffa sul taxi: quale mezzo scegliere?

Controllare il tassametro dall’inizio alla fine della corsa è un modo opportuno per evitare la truffa sul taxi. Ma il cliente deve aprire bene gli occhi ancor prima di alzare il braccio per chiamare un’auto di servizio. Deve, insomma, scegliere un professionista del settore e non il primo che capita per caso, magari senza licenza ma pronto a sfruttare ogni occasione per guadagnare abusivamente qualche decina di euro.

Quale mezzo scegliere? Non certo quello del furbo che ti assale all’aeroporto o alla stazione proponendoti un prezzo stracciato per portarti in albergo. Chi ha un approccio del genere è perché ha un guadagno poco chiaro. Cerca, piuttosto, uno di quelli che fanno regolarmente la fila, con tanto di logo e numero di telefono ben in vista sulle portiere dell’auto.

Se ti trovi in albergo, meglio chiedere al personale un servizio taxi di fiducia: le probabilità di truffa si riducono notevolmente. Tuttavia, informatevi da dove parte: dovrete pagare non solo la corsa dall’albergo a destinazione, ma anche quella percorsa dal tassista fino all’albergo prima che ti salga sulla vettura. Non guasta chiedere a chi vi chiama un taxi il costo medio richiesto di solito per il servizio.

Truffa sul taxi: posso stabilire il prezzo?

Come detto, quando si utilizza un’auto a noleggio con conducente c’è la possibilità di pagare la corsa in base al tassametro o in base ad una tariffa fissa. Per evitare una truffa sul taxi, conviene sempre chiedere in anticipo se c’è un prezzo stabilito per il percorso che devi fare (ad esempio, dall’albergo all’aeroporto o dallo scalo al centro città). In questo modo si evitano sorprese o discussioni inutili all’arrivo: il cliente sa quanto deve spendere anche se, per un problema di traffico o per qualche altro imprevisto, la corsa si dovesse allungare nel tempo o il tassista dovesse prendere delle strade alternative.

Con la tariffa fissa non si corre nemmeno il pericolo di pagare troppo per una manomissione del tassametro o perché il tassista inserisce a tua insaputa (se sei profano, non te ne accorgeresti nemmeno a fissare l’apparecchio per tutta la durata della corsa) una tariffa notturna o un altro extra.

Truffa sul taxi: come accorgersi del tragitto troppo lungo?

Sono, ormai, passati i tempi in cui Totò e Peppino, arrivati per la prima volta a Milano, erano costretti a chiedere ad un vigile in piazza Duomo «noio volevon savuar…per andare dove dobbiamo andare…per dove dobbiamo andare?». Oggi esistono le app, esiste Google Maps, ci sono degli strumenti a disposizione di un turista per sapere il tragitto che deve fare da un punto ad un altro della città.

Così, chi prende un taxi, può sempre attivare una di queste app e controllare il percorso che sta facendo l’auto, se il tassista prende delle deviazioni inconsuete, se fa dei giri troppo lunghi e, arrivato il caso, chiedere delle spiegazioni. Se queste non convincono, basta prendere il numero di licenza, il nome dell’autista ed il numero di targa e fare l’opportuna segnalazione anche sui social network, in modo che chiunque sappia su quale auto non deve salire.

Ovviamente, solo nel caso in cui non ci sia una spiegazione plausibile. Può anche darsi – e come passeggero te ne renderesti conto – che ci sia una situazione particolare come il traffico intenso, un incidente, dei lavori in corso, ecc. che obbligano il tassista a fare il giro più lungo. Ad ogni modo, come si suol dire, «chiedere è lecito e rispondere è cortesia».

Truffa sul taxi: cosa fare in caso di raggiro?

Se ti accorgi di avere subìto una truffa sul taxi, devi assolutamente segnalarla al Comune in cui ti trovi. L’ente locale può revocare la licenza al «furbetto del volante», come stabilito da una sentenza del Consiglio di Stato, scritta dopo che un tassista di Genova aveva allungato una corsa senza motivo aumentando così l’importo da pagare.

note

[1] Cons. Stato sent. n. 4866/2015.


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3 Commenti

  1. l’articolo è abbastanza preciso. Consigliamo sempre ai clienti di farsi rilasciare una ricevuta (che sui taxi non è un documenti fiscale pertanto non è obbligato a rilasciarla) debitamente compilata con data, importo, percorso, e numero del taxi (il modello di ricevuta è diverso da compagnia o tassista. Quello di Radiotaxi Venezia che viene rilasciato dai nostri tassisti è dotato di un codice a barre che permette di risalire al taxi che rilascia la ricevuta). Non è sempre vero che la strada più corta sia la più economica. La legge di riferimento dice che è il cliente a determinare il percorso. Nel caso il cliente non indichi il precorso, il tassista sarà tenuto a decidere il percorso più corto o più veloce, e comunque quello più economico per il cliente. Tutti i tassisti sono tenuti ad accettare pagamenti con carta di credito. Non è sempre vero (anzi non lo è quasi mai), che i servizi di trasporto proposti dai receptionist degli hotel siano più convenienti di un taxi.

  2. Non affidarsi ai portieri d’albergo può essere molto conveniente, visto che nella maggioranza dei casi il portiere o addetto d’albergo ha dei taxi o n.c.c. di riferimento che gli versano una percentuale.
    È chiaro che quella percentuale sarà ricaricata sul vostro conto finale!
    Ecco perché preferiscono operatori n.c.c. e non taxi, visto che hanno tariffe libere.

  3. l’articolo e’ leggermente fuorviante Sono perfettamente d’accordo con il sig.Pacifico riguardo i portieri d’albergo. Noto a malincuore che non sia stato citato il tariffario esposto in taxi.Nel nostro caso deve essere assolutamente visibile al passeggero poiché comprende le poche modifiche al prezzo finale della corsa ossia bagagli o eventualmente animali escluso quelli che assistono i non vedenti e costo chiamata. Poca cosa poiché incidono di pochissimi euro sul prezzo fiane. Nel nostro comune il tassametro va attivato innanzi al passeggero quindi e’ proibito azionarlo prima ed eventuali supplementi sono controllabili se dovuti sul famoso tariffario. Quindi nella maggioranza dei casi si paga quello che segna il tassametro che al contrario di altre citta e’ programmato in un solo modo di calcolo. Eventuali variazioni vanno sottoposte al passeggero prima di partire altrimenti si corre il rischio di non vedersele corrisposte quindi e’ da considerare gia’ un buon “sistema antitruffa”.Giustissimo e convengo con l’autore ,rivolgersi all’ufficio preposto in caso di raggiri del quale vi e’ il numero telefonico , indirizzo email etc. sempre sul famoso tariffario rigorosamente esposto come al bar. Detto questo mi sembra un tantino esagerato revocare una licenza a un furbetto del volante per aver allungato un percorso sarebbe paragonabile alla revoca della licenza di un furbetto dell’affettatrice in salumeria. Chi sbaglia paga ma spesso nel nostro paese paghi di meno per reati maggiori e viceversa. In certi casi e specie in questo periodo e’ meglio punire la tasca dei furbetti fino ad arrivare a sanzioni piu’ severe per quei pochi mascalzoni che fanno piu’ rumore di tante persone oneste alle quali credo di appartenere. Bene evviva la possibilita’ di confrontarsi e lavorare per migliorare.Grazie

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