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Esame avvocato: bocciatura per conformità dell’elaborato a un testo. Gli ampi poteri della Commissione giudicatrice

25 Marzo 2013
Esame avvocato: bocciatura per conformità dell’elaborato a un testo. Gli ampi poteri della Commissione giudicatrice

Ampissimi poteri alla Commissione giudicatrice per gli esami di avvocato: senza obblighi di motivazione o di particolari indagini, ma sulla scorta della semplice corrispondenza dell’elaborato a un altro testo, il candidato può essere escluso dalla prova orale.

La prova scritta del candidato agli esami di avvocato può essere annullata anche sulla base della semplice conformità dell’elaborato a un altro testo. Ad affermarlo è il Consiglio di Stato in una sentenza dello scorso mese con cui ha rigettato il ricorso presentato da un giovane la cui prova scritta era identica a un documento presente sul web.

La legge [2] infatti riconosce alla Commissione la possibilità di escludere il candidato dalla prova orale qualora il lavoro scritto sia stato copiato in tutto o in parte da altri testi giuridici o testi normativi commentati. Ciò al fine di assicurare che la selezione dei candidati avvenga secondo l’effettivo loro merito, senza apporti estranei.

Il Consiglio di Stato, nel caso di specie, ha precisato che si ha copiatura quando emerga una riproduzione fedele di un testo che si presenti pedissequamente ripetitivo del testo assunto a parametro di raffronto, così da escludere ogni autonoma rielaborazione del candidato oppure si riscontri un’impostazione del tema, o di parte di esso, che costituisca un’imitazione di altri scritti.

A tal fine, la Commissione esaminatrice non è obbligata a evidenziare, con appositi segni grafici, i passi dell’elaborato che ritiene copiati, né ad indicare il testo posto a raffronto. Il che finisce per attribuire alla Commissione una discrezionalità particolarmente ampia, non ponendo su di essa alcun obbligo di ulteriori indagini o di particolari motivazioni.

I giudici infatti ritengono che la Commissione non sia tenuta a dare una compiuta ed esaustiva dimostrazione della fondatezza del convincimento dell’avvenuta copiatura tra temi con l’indicazione analitica di tutte le corrispondenze riscontrate fra la fonte oggetto della copiatura medesima e l’elaborato, ma deve comunque enunciare la propria certezza circa la copiatura dell’elaborato e l’indicazione della supposta parte copiata.


note

[1] Cons. di Stato, sent. n. 1180 del 26.02.2013.

[2] Art. 23, ultimo comma, R.D. n. 37 del 1934.


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