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Truffa calendario polizia: come difendersi

18 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 Dicembre 2018



Cos’è e in cosa consiste la truffa del calendario della polizia? Come fare a riconoscerla e come difendersi?

La truffa è uno dei reati contro il patrimonio più comuni: ogni giorno, seguendo la cronaca giudiziaria, si apprende delle truffe più disparate, poste in essere, talvolta, attraverso macchinazioni talmente complesse che quasi si stenta a crederci. In effetti, una truffa è proprio questo: uno stratagemma architettato nei confronti della persona presa di mira, finalizzato a far sì che quest’ultima possa privarsi dei propri beni a favore del truffaldino. È questa la grande differenza con il furto: mentre quest’ultimo crimine presuppone che il ladro si impossessi dell’altrui cosa sottraendola materialmente a chi la detiene (lo scippo della borsa; l’effrazione della portiera di un’automobile per portarla via; ecc.), la truffa necessità della “complicità” indiretta della vittima, la quale, ingannata dallo stratagemma del reo, si spoglia di propria volontà dei suoi beni cedendoli al truffatore. Classico esempio di truffa è quella del corriere che bussa alla porta chiedendo di pagare la merce, solamente che all’interno del pacco troviamo non il prodotto desiderato ma un mattone. Ancora più odiosa è la truffa perpetrata da chi si spaccia per un pubblico ufficiale: pensa al finto medico che chiede dei soldi per una visita, oppure al finto poliziotto che ti chiede di comprare un determinato tipo di merce facendosi forza della divisa. È proprio di quest’ultimo raggiro che vorrei parlarti: quello della truffa del calendario della polizia. Probabilmente già saprai in cosa consiste perché ne hai sentito parlare oppure perché ne sei stato vittima anche tu. Se quanto detto sinora ti interessa e vuoi saperne di più, allora ti consiglio di proseguire nella lettura di questo articolo: ti spiegherò cos’è e come difendersi dalla truffa del calendario della polizia.

Truffa: cosa dice la legge?

Prima di vedere cos’è e come difendersi dalla truffa del calendario di polizia, ti spiegherò in maniera molto veloce e semplice cos’è la truffa. Secondo la legge, la truffa consiste nel porre in essere artifizi o raggiri che, inducendo taluno in errore, consentono di procurarsi  un ingiusto profitto con altrui danno; la punizione è la reclusione da sei mesi a tre anni e la multa fino a 1.032 euro [1].

La truffa è un reato comune, cioè un delitto che può essere commesso da chiunque, senza la necessità di rivestire qualche particolare qualità (ad esempio, non sono reati comuni l’abuso d’ufficio e il peculato perché possono essere commessi soltanto da un pubblico ufficiale, quindi da un soggetto qualificato). L’elemento soggettivo è il dolo generico, consistente nella coscienza e volontà di taluno in errore, spingendolo a compiere un atto di disposizione patrimoniale al fine di arricchirsi ingiustamente.

La truffa, in poche parole, si concretizza in quella macchinazione finalizzata ad ingannare un’altra persona, al fine di impoverire quest’ultima e, allo stesso tempo, di arricchire il truffatore. Gli artifici e i raggiri di cui parla la legge si identificano nello stratagemma che l’autore dell’illecito realizza al fine di imbrogliare la vittima: per una guida completa al reato di truffa ti rinvio alla lettura di questo articolo.

Truffa del calendario della polizia: cos’è?

Una delle truffe più in voga in Italia è quella del calendario della polizia. In cosa consiste? Te lo spiegherò in modo molto semplice, raccontandoti praticamente quello che è successo a me. Vieni contattato da un’utenza anonima: ti risponde una persona che molto rapidamente ti dirà il suo nome (senza cognome) e si qualificherà come un agente di polizia. La storia è sempre la stessa: l’autorità, per l’inizio del nuovo anno, invia a tutti gli “amici della polizia” un calendario insieme ad alcuni simpatici gagliardetti e adesivi con cui poter decorare la propria casa, l’ufficio oppure l’automobile. Il tono di voce è sempre molto affabile e, a volte, ammiccante: il finto poliziotto tenderà a dare enfasi al fatto che chi decide di ricevere i prodotti della polizia di Stato acquista lo status di amico o sostenitore della polizia, come se dalla compravendita possano derivare vantaggi ulteriori. All’inizio non viene fatta menzione del costo: solamente dopo aver accettato, ti verrà chiesto l’indirizzo presso cui recapitare il materiale e, infine, ti verrà comunicato il prezzo da pagare in contrassegno direttamente al corriere.

Truffa della polizia: varianti

La truffa del calendario della polizia presenta anche delle varianti a seconda dell’interlocutore: al sottoscritto, in quanto avvocato, non era stato proposto il calendario ma un manuale giuridico su come difendersi dalle truffe (quale ironia!), corredato ugualmente da adesivi e gagliardetti di cui avrei dovuto fare bella mostra in auto e in ufficio. Per quanto riguarda le modalità di pagamento, la sostanza non cambia: in contrassegno direttamente al corriere, per la modifica somma di circa 130 euro…

Truffa calendario polizia: come riconoscerla?

Riconoscere e difendersi dalla truffa del calendario della polizia è molto semplice: basta sapere, infatti, che la Polizia di Stato non promuove la vendita dei propri calendari telefonicamente oppure facendo una campagna porta a porta. L’unico modo per acquistare un calendario della polizia è quello di prenotarlo online, oppure di recarsi personalmente in questura. Il costo, poi, è irrisorio: il calendario da parete si aggira intorno agli otto euro, mentre quello da tavola costa circa sei euro. La cifra raccolta, inoltre, è sempre devoluta in beneficenza.

Pertanto, se ricevi una telefonata da parte di un sedicente poliziotto che vuole venderti il calendario della polizia o qualsiasi altro prodotto, puoi stare certo che si tratta di una truffa. Se, poi, hai ancora qualche dubbio, è sufficiente chiedergli di identificarsi con le generalità complete, indicando ovviamente anche il comando dal quale sta chiamando: sicuramente non ti risponderà e chiuderà immediatamente la telefonata.

note

[1] Art. 640 cod. pen.

Autore immagine: Pixabay.com


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