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La bolletta del gas

18 Dicembre 2018


La bolletta del gas

> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 Dicembre 2018



Che valore hanno bollette e contatore? Come fare a contestare i conteggi della società fornitrice?

Non è facile andare d’accordo con le bollette: non solo perché si tratta di debiti da quali è impossibile sottrarsi (a meno che non si voglia rischiare il distacco dell’utenza), ma anche perché è difficile contestarne gli importi. L’utente si affida, da un lato, al contatore (apparecchio che, tuttavia, gli viene fornito dalla stessa società erogatrice) e, dall’altro, alla fattura mensile la cui comprensione però impone competenze specifiche. Verificare la correttezza dei consumi richiede tempo e pazienza, senza peraltro alcuna garanzia di certezza. Sicché, quando un utente riceve una bolletta salata è costretto a contestarne il contenuto in modo generico, affidandosi a mere congetture, senza cioè una base di calcolo certa sulla cui base contestare i calcoli forniti dal fornitore. In tutto questo la bolletta del gas ha un peso superiore per via soprattutto degli importi che essa implica sia per quanto riguarda i consumi ordinari che per i tanti odiati conguagli. In questo, una garanzia in più per il cittadino è stata di recente introdotta dalla legge che ha ridotto il termine di prescrizione delle bollette di luce, gas e acqua: non più cinque anni ma due. Arretrati quindi entro massimo 24 mesi dopo i quali l’utente è libero.

In questo articolo parleremo, più nello specifico, della bolletta del gas, come funziona, come viene calcolata, che valore hanno i calcoli effettuati dal fornitore e riportati sulla bolletta e come contrastarli.

Richiesta di fornitura del gas

A poter chiedere l’attivazione del servizio del gas ed, eventualmente, l’allaccio alla rete non è solo il proprietario dell’appartamento ma chiunque ne abbia la disponibilità. Quindi anche l’inquilino, l’usufruttuario, il comodatario, ecc.

Per avere il gas in casa bisogna prima richiedere l’allacciamento alla rete di distribuzione e poi l’attivazione della fornitura con un’impresa fornitrice. L’allaccio viene fatto una sola volta, al primo contratto. Invece l’attivazione può essere disdetta e successivamente rinnovata (si pensi a un appartamento che passa in affitto a più persone). Allaccio e fornitura possono avvenire con un’unica richiesta.

Le imprese di fornitura di gas naturale – per il riscaldamento e la cucina – sono quelle che vendono il gas all’utente finale. Alle imprese di distribuzione, che hanno il compito di allacciare gli impianti e garantirne il corretto funzionamento, l’attività di distribuzione, a differenza di quella di fornitura, è affidata in concessione in esclusiva dagli enti locali (Comuni, Unioni di Comuni o Comunità montane).

Una stessa impresa non può effettuare sia distribuzione che fornitura.

Il distributore, ricevuta la richiesta di allacciamento, effettua, se necessario, un sopralluogo e invia al richiedente, tramite il fornitore o direttamente, un preventivo entro massimo 15 giorni nel quale specifica se l’allaccio richiede lavori semplici o lavori complessi e, in ogni caso, il costo preventivato.

In assenza di preventivo, l’utente ha diritto a un indennizzo.

Costo della fornitura del gas

Il prezzo del gas viene aggiornato ogni tre mesi dall’autorità garante Arera.  Le tariffe per i servizi di trasporto, distribuzione, stoccaggio e gli altri oneri dovuti che confluiscono nella bolletta sono stabiliti e aggiornati dall’Arera.

La bolletta dipenderà dai consumi che effettua l’utente.

Per la parte relativa al gas consumato, i prezzi stabiliti dall’Arera non sono uguali in tutta Italia ma variano a seconda della località, perché i costi variabili dell’attività di distribuzione variano a seconda delle caratteristiche della rete locale.

Controllo dei consumi del gas

L’impresa distributrice provvede al controllo dei consumi effettuando la lettura del contatore. Spesso però il contatore si trova all’interno dell’appartamento e non sempre l’utente è in casa. Così si eseguono i calcoli mediante autolettura (comunicata direttamente dall’utente ad esempio tramite numero verde, cartolina postale, indirizzo di posta elettronica, ecc.) o in via stimata ossia secondo consumi stimati anche sulla base delle precedenti bollette. Alla successiva lettura del contatore avviene poi il conguaglio tra quanto stimato e quanto effettivamente consumato. Il pagamento in base al consumo stimato è quindi considerato in acconto ed è dunque fatto salvo il conguaglio (a credito o a debito dell’utente).

La lettura del contatore deve avvenire nel rispetto delle seguenti cadenze temporali:

  • per gli utenti con consumi annui standard fino a 500 metri cubi: almeno una volta ogni anno, con un intervallo massimo di 13 mesi e minimo di 6 mesi fra due tentativi consecutivi;
  • per gli utenti con consumi annui standard da 501 a 5.000 metri cubi: almeno 2 volte l’anno, con un intervallo massimo di 7 mesi e minimo di 3 mesi fra due tentativi consecutivi;
  • per gli utenti con consumi annui standard superiori a 5.000 metri cubi: una volta al mese.

Se il contatore del gas non funziona

Se l’utente ritiene che il contatore non funzioni regolarmente, deve richiedere un controllo al fornitore, che deve a sua volta trasmettere la richiesta al distributore entro due giorni lavorativi.

Se per cause imputabili al distributore la verifica del contatore viene eseguita oltre il tempo previsto, il cliente deve automaticamente ricevere un indennizzo.

Il controllo del contatore può essere richiesto anche su iniziativa del distributore.

I conteggi effettuati tramite contatore si presumono esatti, in ragione dei collaudi e dei controlli che su di esso vengono svolti dal gestore del servizio [1]. Tuttavia l’utente ha la possibilità di contestarne il funzionamento. In tal caso non deve fornire una prova certa e tecnica potendo limitarsi a indicare come “sospetto” il dato riportato nella bolletta se rapportato all’uso dell’appartamento, al numero di abitanti, al mese dell’anno. Si può presumere sbagliata una bolletta di mille euro di gas per il trimestre estivo in un immobile abitato da una sola coppia di coniugi.

Che valore hanno le bollette del gas?

Nel momento in cui firma il contratto di fornitura, l’utente si impegna a dare per buono il dato dei consumi riportato in bolletta. Ma ciò non implica una accettazione fedele e incondizionata. Come detto l’utente può sollevare contestazioni sulla scorta del semplice sospetto di mancato funzionamento. A tal fine non sono necessarie prove ma semplici presunzioni che possono essere fornite con ogni mezzo: ad esempio una cartella clinica che dimostri il ricovero in ospedale del proprietario dell’immobile, la testimonianza circa l’assenza dello stesso per un viaggio all’estero di piacere, ecc.

L’importo è determinato in relazione ai consumi effettivi quando vi sia stata lettura del contatore da parte del distributore, in autolettura dall’utente o in telelettura, oppure in base ai consumi stimati. Il fornitore deve indicare chiaramente secondo quale modalità ha proceduto.

Le bollette emesse nell’ambito del rapporto di utenza hanno infatti natura di atti unilaterali contabili inidonei a fornire prova del credito in esse indicato, ma resta onere del creditore – la società fornitrice – dimostrare tanto l’avvenuta esecuzione della prestazione quanto la sua corretta quantificazione e corrispondenza al compenso pattuito [2].

Quando ci si oppone a un decreto ingiuntivo spetta al creditore, in questo caso Eni, l’onere della prova del credito. E la fattura, per quanto “titolo idoneo” per l’emissione di un decreto ingiuntivo, non è però prova dell’esistenza del credito stesso che dovrà essere dimostrato con gli ordinari mezzi di prova dall’opposto [3].

Come spiegato dalla Cassazione [4], in materia di contratto di somministrazione di gas, nel caso in cui i consumi esposti nella bolletta siano contestati dall’utente, il somministrante deve comprovare le misure del contatore e, dunque, i consumi effettivi. Per quanto riguarda le bollette del gas, della luce, acqua e telefono il cui consumo sia contabilizzato tramite contatori, è il somministrante che deve dare la prova del regolare funzionamento del contatore in caso di contestazione [5]. Inoltre la stessa società venditrice deve provare la corretta applicazione della tariffa e la metodologia di calcolo del consumo, dovendo in ogni caso fornire prova della corretta taratura del misuratore [6].

Come contestare la bolletta del gas

Come detto all’utente basta fornire al giudice il sospetto che la bolletta non sia proporzionata in relazione ad alcuni parametri come

  • le dimensioni dell’immobile;
  • il numero degli occupanti;
  • il tipo di consumo domestico;
  • la destinazione dell’immobile (ad esempio la casa al mare).

Voltura e subentro

Con la voltura, l’utente trasferisce il contratto di fornitura ad un altro utente senza interruzione della fornitura stessa. Un utente che vuole riattivare una fornitura già intestata ad altro utente ma cessata, deve invece richiedere il subentro.

La voltura può essere richiesta dall’utente che intende intestarsi il contratto di fornitura già attivo a nome di altro utente. È ad esempio il caso del conduttore o dell’acquirente a cui si vuole intestare il contratto già in essere a nome del vecchio proprietario dell’immobile.

Il nuovo utente deve fare richiesta al fornitore, il quale ha il compito di informare l’impresa distributrice.

Conservazione delle bollette

L’utente deve conservare bollette e ricevute di pagamento per due anni. Dopo tale termine si forma la prescrizione e anche se non si è pagato il creditore non può prendere alcuna somma.

Che succede se non si paga la bolletta del gas?

Prima di staccare il gas al moroso, la società fornitrice deve inviargli una raccomandata in cui indica:

  • il termine ultimo entro cui provvedere all’adempimento;
  • le modalità di comunicazione dell’adempimento stesso;
  • ed i tempi entro i quali, proseguendo l’inadempimento, la fornitura potrà essere sospesa.

note

[1] Trib. Latina, sent. del 21.03.2018.

[2] Giudice di Pace Venezia 9.5.2016.

[3] Giudice di Pace di Treviso n. 410 del 4 aprile 2017.

[4] Cass., Sezione III, 22 novembre 2016, n. 23699; Trib. Milano, sez. XI, sentenza 27 novembre 2015, n. 13418

[5] Cassazione del 22.11.2016 n. 23699

[6] Giudice di pace di Grosseto 1361/2009 Giudice di Pace Potenza n. 579 del 26.09.2014; Giudice di Pace di Venezia, decreto del 09.05.2016.


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3 Commenti

  1. articolo interessante, ma non è proprio tutto esattissimo…. per fornire spiegazioni esaustive dovreste prendere in esame una bolletta tipo… non vi rendete conto del livello di furto a cui arrivano alcune aziende che forniscono questi servizi.
    saluti.
    sibilla

    1. Grazie Sibilla. I casi che si possono verificare sono innumerevoli. Nei nostri articoli proviamo a rispondere ai quesiti più frequenti e cerchiamo di analizzare le situazioni in cui si ritrova la maggior parte degli utenti. Ovviamente, bisogna poi valutare caso per caso.

  2. Buona sera a tuuti io sono 4 anni che sto combattendo con Eni spa e Italgas PIEMONTE CON BOLLETTE SBAGLIATE NON PRENDONO LA MIA AUTOLETTURA e retifiche inconcepibili chiedono soldi senza rifare fatture sbagliate su un nuovo contratto.

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