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Donazione diretta o indiretta: quale conviene?

20 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 Dicembre 2018



Regalare una casa o dei soldi ad un figlio: come fare per pagare meno tasse? Quando ci vuole il notaio?

Vuoi fare a tuo figlio il regalo della sua vita: una somma di denaro importante per permettergli di comprare la sua prima casa, ora che ha deciso di staccarsi da voi e di mettere su famiglia. Oppure direttamente la casa, quell’appartamento su cui avevi investito e che gli può essere utile per trasferirsi. In entrambi i casi devi valutare il modo migliore per consegnargli i soldi o la casa senza che nessuno abbia dei guai con il Fisco e senza creare nemmeno dei problemi tra il futuro sposo ed i suoi fratelli, che potrebbero protestare per tanta generosità da parte tua nei suoi confronti. Le strade che ti si aprono sono due: la donazione diretta o indiretta. Quale conviene?

Oltre a questo dubbio potresti averne un altro: ci vuole sempre un notaio per fare una donazione? Qualsiasi di quelle due strade dovessi imboccare prevede l’intervento del professionista? Bisogna, dunque, sapere la differenza tra donazione diretta o indiretta.

È sempre una questione di forma. Sai che se i soldi da regalare a tuo figlio sono tanti, cioè superano i 3.000 euro (non che 2.000 siano pochi, ma con quelli non compra nemmeno la porta d’ingresso) non potrai consegnarglieli a mano. Ci vuole uno strumento di pagamento che lasci traccia, come un bonifico bancario o postale. In questo caso serve comunque il notaio? La risposta l’hanno data le Sezioni Unite della Cassazione che, come vedremo, sono intervenute per chiarire alcuni aspetti della donazione diretta o indiretta.

E poi c’è l’inevitabile discorso delle tasse. Se regali dei soldi a tuo figlio, il Fisco vuole partecipare alla festa pretendendo una fetta della torta?

In questa guida troverai le risposte a queste e ad altre domande. A partire da queste due: tra donazione diretta o indiretta, quale conviene? E che differenza c’è tra l’una e l’altra? Cominciamo proprio da qui.

Donazione diretta: che cos’è?

La donazione diretta è quella che prevede un regalo ad un’altra persona senza secondi fini. Un bene qualsiasi: la casa, il cellulare, la macchina, un mobile di pregio, una collezione di orologi antichi, un tappeto persiano, un impianto stereo, ma anche del denaro. I casi possono essere due:

  • che l’oggetto sia di modico valore, come il caso del cellulare o dell’impianto stereo, o una somma di denaro non importante (anche alcuni tappeti persiani rientrano in questa categoria, altri costano più della casa). In questo caso, il notaio non serve: la legge non impone di andare da un professionista a fare un atto per regalare al nipote un telefonino per il suo compleanno;
  • che l’oggetto non sia di modico valore ma che costi molto di più, come la casa, la macchina, il mobile di pregio o la somma importante di denaro. Qui sì che è necessario andare dal notaio, perché in assenza di un rogito la donazione diventa nulla.

Quindi, anche regalare dei soldi al figlio può essere una donazione diretta. Lo diventa quando si fa un bonifico e non si spiega il motivo del trasferimento dei soldi. Ad esempio, fare a tuo figlio un bonifico di 400 euro per l’affitto, si considera donazione diretta di modico valore che non necessita di un atto notarile. Fargli un bonifico di 60mila euro per l’anticipo della casa e non specificare nella causale questa circostanza, si ritiene una donazione diretta non di modico valore che ha bisogno dell’intervento del notaio.

Donazione indiretta: che cos’è?

A differenza di quella precedente, la donazione indiretta è quella che prevede una sorta di «gioco a sponde», come nel biliardo. L’esempio più classico: regali la casa a tuo figlio ma non gli dài i soldi perché lui se la compri: l’acquisti direttamente tu oppure gli fai un bonifico specificando che quei soldi servono solo ed esclusivamente per comprare la casa. Ed ecco una differenza sostanziale tra la donazione diretta o indiretta: non gli stai versando dei soldi senza motivare il tuo regalo ma metti per iscritto sul bonifico la ragione per cui lo fai e la destinazione del denaro.

Tuttavia, anche quando vuoi regalare un bene come la casa al figlio pagandolo tu, ci può essere una donazione diretta. Con questi esempi ti risulterà tutto più chiaro.

Primo caso. Compri la casa e poi la intesti al figlio. Si tratta di una donazione diretta perché gli stai regalando direttamente la casa. Prevede l’intervento del notaio in base al valore dell’immobile. E prevede anche più spese: prima te la devi intestare a te e poi fare il passaggio di proprietà a tuo figlio.

Secondo caso. La casa la paghi tu ma viene intestata subito al figlio. Si tratta di una donazione indiretta. L’intervento del notaio non è richiesto, tranne che per l’atto di acquisto da fare tra te e il venditore. Tuo figlio sarà presente in quanto intestatario del bene. Volendo, si potrebbe trattare anche di un acquisto per conto terzi, più che di donazione vera e propria.

Terzo caso. Fai un bonifico a tuo figlio perché paghi la casa. Ma, come abbiamo detto, specifichi nella causale del bonifico che il denaro che hai versato sul suo conto corrente serve a quello scopo. Anche questa è una donazione indiretta perché il regalo (cioè i soldi) hanno un secondo fine (l’acquisto della casa). Ma ci vuole il notaio per fare questa operazione?

Ecco che scende in campo la Cassazione. La sentenza delle Sezioni Unite [1] ha stabilito che il bonifico fatto con lo scopo di una donazione indiretta (come quello che abbiamo appena citato nell’ultimo esempio) non necessita del notaio, anche se la somma versata è cospicua. Purché, però:

  • il bonifico preveda l’acquisto di un bene (la casa, un’auto, l’arredamento, ecc.) e che, quindi, si tratti di una donazione indiretta;
  • sull’atto di acquisto sia precisato che il bene non è stato pagato dall’acquirente ma da un’altra persona (da te anziché da tuo figlio);
  • sull’atto di acquisto sia precisato che il denaro sia stato versato tramite bonifico a titolo di donazione.

Pertanto, ecco un’altra sostanziale differenza tra donazione diretta o indiretta: la prima prevede il ricorso al notaio quando il bene donato non è di modico valore, la seconda non prevede il ricorso al notaio anche se il bene donato non è di modico valore, purché si rispettino le condizioni appena elencate.

Donazione: quando è nulla?

Come abbiamo spiegato, la donazione diretta richiede la presenza di un notaio quando il bene donato (la casa, i soldi, ecc.) ha un certo valore. Che succede se, invece, non si rispetta questo vincolo e, per risparmiare costi, si ignora l’intervento del professionista? Succede che la donazione diventa nulla. E che ci saranno dei guai in arrivo.

Tanto per cominciare, se regali la casa a tuo figlio e non vai da un notaio, tuo figlio non diventerà proprietario dell’immobile. Ci vivrà, la sentirà casa sua, pretenderà che venga chiesto «permesso» prima di entrare e tutto quel che vorrà, ma la casa resterà formalmente tua perché il passaggio formale non è mai avvenuto.

Questo può avere ulteriori spiacevoli conseguenze. Una donazione nulla non ha limiti di tempo. Significa che in qualsiasi momento, anche dopo diversi anni, un altro dei tuoi eredi può pretendere quel bene perché non c’è stata donazione con atto notarile e, quindi, nulla è valido.

Il colmo dei colmi? Che il figlio al quale hai voluto donare la casa senza passare dal notaio – ed anche questo sarebbe possibile – rifiuti il bene e pretenda i soldi che gli spettano in qualità di erede.

C’è sempre un lato positivo: siccome la donazione diretta senza notaio non ha alcun effetto legale, non dovrai pagarci le tasse. Quando si dice «guardare il bicchiere mezzo pieno».

Donazione diretta o indiretta: si pagano le tasse?

Eccoci ad un altro punto dolente: per quanto riguarda le tasse, conviene la donazione diretta o indiretta? In quest’ultimo caso, cioè per la donazione indiretta, non ci sono delle imposte.

Sulle donazioni dirette, invece, dipende. Il regalo ad un familiare viene tassato solo in certe circostanze. Ad esempio, si paga un’imposta;

  • del 4% per il valore del bene che supera il milione di euro in un passaggio di proprietà tra padre, madre e figlio;
  • del 6& senza franchigia se il passaggio avviene tra fratelli e sorelle;
  • dell’8% se la donazione avviene tra persone senza vincoli di sangue o, comunque, estranee.

Donazione diretta o indiretta: le differenze

Detto tutto questo e riassumendo: quali sono le differenze tra donazione diretta o indiretta? Possiamo sintetizzarle così:

  • la donazione diretta è un semplice regalo senza un secondo fine. Richiede il notaio e la presenza di due testimoni solo se non di modico valore. Può prevedere il pagamento di tasse;
  • la donazione indiretta è un regalo che si concretizza attraverso l’acquisto di un bene per conto terzi (compro una casa da donare ad un figlio) oppure il saldo di un debito di una terza persona (pago il mutuo contratto dal figlio per la prima casa), ecc. Non richiede né notaio né testimoni. Non prevede il pagamento di tasse.

note

[1] Cass. SS.UU. sent. n. 18725/2017 del 27.07.2017.


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