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Come riscattare la laurea a fini pensionistici?

1 Marzo 2018
Come riscattare la laurea a fini pensionistici?

Riscatto degli anni di Università ai fini pensionistici, quanto costa e come fare domanda. Ecco le indicazioni dell’Inps

Il riscatto della laurea consente di valorizzare a fini pensionistici il periodo passato all’Università o in una scuola equivalente. Si possono riscattare i diplomi universitari, i diplomi di laurea, i diplomi di specializzazione, i dottorati di ricerca, i titoli accademici, i diplomi degli istituti di alta formazione artistica e musicale, nonché i periodi di studio all’estero.

Ora per la presentazione della domanda l’Inps ha messo a disposizione un nuovo sistema telematico per la presentazione delle domanda di riscatto nelle gestioni dei dipendenti privati. Adesso, dunque, il riscatto può anche essere richiesto online, come recentemente chiarito dall’Inps con un messaggio [1] in cui ha reso nota la nuova procedura telematica per il riscatto degli anni di università ai fini pensionistici: basta avere il codice Pin Inps per accedere al sistema dell’Istituto (per ottenerlo consulta la seguente guida Come ottenere Pin dell’Inps?)

Riscatto del corso di laurea: cos’è?

Il riscatto della laurea è un istituto che consente agli assicurati di integrare la propria posizione previdenziale convertendo, a pagamento, gli anni degli studi universitari in contributi utili al conseguimento di una prestazione previdenziale. Infatti, normalmente durante il corso degli studi universitari, lo studente non svolge alcuna attività lavorativa. Ma l’ordinamento giuridico ritiene meritevole di una particolare tutela previdenziale l’impegno dello studente nell’attività di studio e, pertanto, gli consente il recupero – a pagamento – ai fini pensionistici di tali periodi.

Cosa può essere oggetto di riscatto?

Il riscatto può riguardare l’intero corso di studi universitari o i singoli periodi. Nel dettaglio si possono riscattare:

  • i diplomi universitari, i cui corsi non siano stati di durata inferiore a 2 e superiore a 3 anni;
  • i diplomi di laurea i cui corsi non siano stati di durata inferiore a 4 e superiore a 6 anni;
  • i diplomi di specializzazione conseguiti successivamente alla laurea e al termine di un corso di durata non inferiore a 2 anni;
  • i dottorati di ricerca i cui corsi sono regolati da specifiche disposizioni di legge.

Non possono, invece, essere oggetto di riscatto:

  • gli anni di iscrizione fuori corso;
  • gli anni coperti da contribuzione obbligatoria o figurativa o da riscatto che sia non solo presso il fondo cui è diretta la domanda stessa, ma anche in altri regimi previdenziali.

Entro alcuni limiti stabiliti dalla legge, inoltre, è possibile riscattare i periodi di studio universitario compiuti all’estero.

Riscatto laurea: i requisiti

I requisiti necessari per procedere al riscatto degli anni di laurea sono i seguenti:

  • aver conseguito il diploma di laurea o titoli equiparati;
  • i periodi per i quali si chiede il riscatto non devono essere coperti da contribuzione obbligatoria o figurativa o da riscatto non solo presso il fondo cui è diretta la domanda stessa ma anche negli altri regimi previdenziali;
  • essere titolari di contribuzione nell’ordinamento pensionistico in cui viene richiesto il riscatto.

Riscatto della laurea: quanto costa

Tra le nuove funzionalità del portale vi è la funzione che consente di simulare l’onere di riscatto sia per i “soggetti inoccupati” sia per quelli già iscritti ad una gestione previdenziale. Per questi ultimi l’applicativo consente di simulare l’onere dei soli periodi di riscatto che si collocano nel sistema contributivo della futura pensione, sulla base dei dati immessi dall’utente.

L’importo da pagare per il riscatto della laurea varia in base al reddito del lavoratore, dall’età del richiedente e dallo stipendio che il laureato prende nel momento in cui fa la domanda di riscatto. Dunque, per determinare l’importo da pagare al fine del riscatto degli anni di laurea bisogna fare riferimento alle norme che disciplinano la liquidazione della pensione con il sistema retributivo o con quello contributivo, a seconda della collocazione temporale dei periodi oggetto di riscatto. L’onere finanziario può essere versato in unica soluzione ovvero in rate mensili fino ad un massimo di 120 rate senza l’applicazione di interessi per la rateizzazione. Il mancato pagamento dell’importo in unica soluzione o del versamento della prima rata è considerato dall’Inps come rinuncia alla domanda che viene, quindi, archiviata. La rinuncia non preclude però la possibilità per l’interessato di presentare una nuova domanda di riscatto per lo stesso titolo e periodo, ma in questo caso il costo del riscatto verrà rideterminato con riferimento alla data della nuova domanda.


note

[1] messaggio Inps n. 4488/2017.


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