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PostePay: come evitare le truffe?

21 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 Dicembre 2018



I malintenzionati usano e-mail, sms e finti call center per avere accesso ai dati sensibili delle carte prepagate. Ecco alcuni consigli per non cascarci.

Hai un conto corrente su Poste italiane ed hai attivato una carta prepagata per poter effettuare diverse operazioni più comodamente. Hai ricevuto un’e-mail che ti avvisa di avere una nuova notifica. La apri, pensando che ci sia una comunicazione importante. Invece, ti trovi una fregatura importante. Colossale: quell’apparentemente innocuo «clic» ti ha svuotato la carta PostePay. Come evitare le truffe?

O forse ti è successo sul cellulare: hai ricevuto un messaggio sms in cui qualcuno ti avverte che hai una notifica importante da parte di Poste italiane e ti invita a cliccare sul link allegato. Lo fai e ti trovi la stessa amara sorpresa. Una frode online che ti fa pensare due cose. La prima: come faccio a capire quando fidarmi del messaggio che mi arriva? Perché, in effetti, può darsi che le vere Poste abbiano una comunicazione per me. La seconda: come evitare le truffe su PostePay?

Se ci pensi, il meccanismo è molto simile a quello che si usa per rubare i soldi dalle carte di credito: c’è chi invia un messaggio da un indirizzo simile ma non uguale a quello vero, il destinatario nella fretta accetta di cliccare sul link ricevuto ed ecco che scatta la fregatura. Lo stratagemma più comune? C’è da aggiornare i tuoi dati. Così ti chiedono di inserire username, password, codici vari. Chi non ha molto tempo da perdere per verificare, acconsente. Da lì a poco, la frittata (o meglio: la truffa su PostePay) è fatta.

Calma e sangue freddo, dunque, quando arrivano e-mail, sms o chiamate sospette: alcune richieste che possono sembrare legittime, spesso non lo sono affatto. Vediamo come si possono evitare le truffe su PostePay.

Truffe su PostePay: la richiesta di dati

Se ricevi un’e-mail, un sms o una chiamata in cui, per conto di PostePay, qualcuno ti chiede di comunicare i tuoi dati sensibili, cestina il messaggio o metti giù il telefono. Nessuno è autorizzato a farlo. Non c’è azienda o istituto bancario che possa chiedere ad un cliente le sue informazioni sensibili. Non a distanza, almeno. Altra questione è che quando tu vai nella sede delle Poste ad aprire un conto devi compilare un modulo con i tuoi dati. Ma nessuno te li può chiedere via e-mail o via telefono. Se così fosse, sappi che è in atto un tentativo di truffa.

Quei messaggi spesso chiedono di aggiornare informazioni come le tue credenziali per accedere al servizio. Ti verrà detto anche di confermare il numero di conto. Acconsentendo, avrai dato ai malintenzionati tutto ciò che occorre per prosciugarti il conto PostePay. Meglio ignorare queste richieste e, se dovessero essere insistenti, controllare di persona con Poste italiane oppure fare una denuncia alla Polizia postale.

Truffe su PostePay: la finta notifica

Uno dei trucchi più utilizzati recentemente per mettere in atto le truffe su PostePay è quello dell’e-mail con la finta notifica. Il cliente riceve un messaggio di posta elettronica con su scritto come oggetto: «Notifica PostePay». Essendo talmente generico, uno non ci bada e apre il messaggio.

Leggendone il contenuto, comincia a preoccuparsi perché i toni sono, come al solito in questi casi, allarmistici, in modo da suscitare nei clienti il dubbio che se non fa niente potrebbero andarci di mezzo i suoi soldi. Infatti, l’e-mail dice: «La informiamo che dopo ripetuti controlli abbiamo riscontrato un errore nei suoi servizi online». Quindi, l’invito a cliccare sull’icona «verifica adesso». In realtà, si tratta di un link che riporta ad una pagina creata appositamente dai truffatori per appropriarsi delle tue informazioni. Non a caso, su quella pagina ti verrà chiesto di inserire i tuoi dati personali in modo da risolvere «l’errore». Un errore che, naturalmente, non esiste ma che serve come scusa per ottenere l’accesso al tuo conto e prelevarti i soldi a tua insaputa.

Questa attività, nota come phishing, è stata più volte denunciata da Poste italiane, ricordando che mai e poi mai chiederebbe ai suoi clienti delle informazioni sensibili via e-mail, sms o WhatsApp.

Truffe su PostePay: la carta «bloccata»

Altra truffa su PostePay piuttosto diffusa è quella del messaggio di posta elettronica che informa il cliente del blocco della sua carta «per questioni di sicurezza». L’e-mail inizia così: «Gentile cliente, la sua carta PostePay Evolution è stata bloccata. Di seguito vengono fornite alcune informazioni e alcuni link da cliccare su cui andrebbero inseriti alcuni dati sensibili».

Cestinala. Si tratta di un tentativo di truffa messo in atto per venire a conoscenza dei tuoi dati ed accedere senza problemi al tuo conto o ad altri servizi presenti nella tua area personale. Da lì a poco ti troveresti senza soldi.

Lo stesso succede via sms, inviati soprattutto alle persone anziane che utilizzano un telefonino ma non la posta elettronica: si informa del blocco della carta e si invita a cliccare su un link che compare sul display del telefonino per rilasciare i propri dati sensibili.

E per non farsi mancare nulla, il blocco della carta viene annunciato anche via telefono, nel caso il bersaglio della truffa non fosse al passo coi tempi e non utilizzasse né cellulare né posta elettronica. Finti call center chiamano a casa dicendo di essere operatori incaricati da Poste italiane e chiedono di comunicare verbalmente i propri dati di accesso al conto e alla carta PostePay. Meglio mettere giù la cornetta, senza nemmeno augurare buon Natale o buona Pasqua.

Truffe su PostePay: l’anticipo della ricarica

Chi si dedica alle truffe su PostePay, come a tutte le altre, non riposa nemmeno di notte. Passa il tempo ad escogitare nuovi piani per tentare di prosciugare i conti che non sono suoi ed arricchirsi a spese dei risparmiatori. Uno di questi è la richiesta di pagamento anticipato di una ricarica per un acquisto su Internet.

Immagina di ricevere un messaggio o una telefonata di un operatore che si spaccia per venditore di un famoso sito di e-commerce. Ti propone un’offerta a cui non puoi dire di no. E, in effetti, tu dici di sì. Concordate il prezzo ed il luogo di invio. L’operatore ti chiede di anticipare il pagamento tramite una ricarica PostePay e ti garantisce che la merce arriverà lo stesso giorno in cui parte la ricarica della carta. Ed ecco che il danno è fatto: una volta fatta la ricarica, l’operatore sparisce e la merce, ovviamente, non arriverà perché non è mai esistita. Oltretutto, la ricarica PostePay non è un pagamento tracciabile che può essere utilizzato come prova dell’inganno. Non ti resta che piangere.

Truffe su PostePay: come evitarle

Poste italiane, dunque, si attiva in prima persona per tentare di porre fine alle truffe su PostePay o, quanto meno, ad evitare che i suoi clienti cadano nel tranello dei malfattori. Ecco alcuni consigli:

  • se hai cliccato sul link «verifica adesso» ed hai fornito tutti i tuoi dati o parte di essi, ti conviene modificare subito la password del tuo conto in modo da impedire ai truffatori di accedere facilmente;
  • se hai ricevuto un messaggio che ti indirizza ad un sito per verificare i tuoi dati, bada bene alla barra del browser (cioè all’indirizzo web a cui sei collegato). Se inizia con «http://» è facile che si tratti di un sito clone di quello originale e che, quindi, sia in atto un tentativo di truffa. I siti sicuri, infatti, devono iniziare di norma con «https://» e mostrare accanto un lucchetto per segnalare che si tratta di una pagina sicura. Cliccando due volte sul lucchetto potrai leggere il certificato di sicurezza e da chi è stato rilasciato;
  • se il messaggio che hai ricevuto ti solleva qualche dubbio, puoi telefonare al numero che Poste italiane mete a disposizione dei clienti per questo tipo di segnalazioni. Si tratta del numero verde 803.160, gratuito da rete fissa. Da cellulare, invece, bisogna comporre il numero 199.100.160. Il costo di quest’ultima telefonata dipende dal tuo operatore. Dovrai seguire le indicazioni fornite dalla guida vocale e selezionare «Servizi Internet».

Nel dubbio, è sempre meglio bloccare la carta PostePay affinché non ci siano più uscite di denaro finché non avrai risolto il problema rivolgendoti a Poste italiane. Questo ti consentirà anche di poter presentare regolare denuncia ai Carabinieri o alla Polizia.

Truffa su PostePay: c’è il rimborso?

Nel caso tu abbia subìto una truffa su PostePay, puoi chiedere a Poste italiane il rimborso dei soldi che ti sono spariti. Così ha stabilito l’Arbitro Bancario, cioè l’organismo che si occupa delle controversie tra gli istituti di credito ed i loro clienti.

Occorre, a questo proposito, presentare alle Poste i documenti che ti verranno richiesti, come ad esempio:

  • la lista dei movimenti che contiene quelli non effettuati da te ma dai truffatori;
  • la denuncia alle forze dell’ordine della truffa subìta;
  • il documento di blocco della carta PostePay con il relativo codice.

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