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Come avere l’assegno di disoccupazione lavorando

21 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 Dicembre 2018



Come continuare a ricevere la Naspi se si trova un nuovo lavoro o s’inizia una nuova attività.

Sei disoccupato, percepisci l’indennità Naspi da un po’ di tempo e hai appena trovato un nuovo lavoro? Oppure hai deciso di avviare un’attività in proprio? Hai paura di perdere la Naspi a causa della nuova attività?

Devi sapere che chi inizia un nuovo lavoro come dipendente o collaboratore non perde la Naspi, se si il suo reddito è inferiore a 8mila euro annui. Se, invece, il disoccupato che riceve la Naspi inizia a lavorare in proprio, mantiene l’indennità sino a un reddito annuo pari a 4.800 euro.

Ma come avere l’assegno di disoccupazione lavorando? Si deve comunicare il nuovo lavoro all’Inps?

L’avvio della nuova attività deve essere comunicato all’Inps, nella generalità dei casi, tramite il modello Naspi Com. Questa dichiarazione è obbligatoria se si inzia una nuova attività di lavoro autonomo, mentre non si è obbligati a presentarla se si lavora con il contratto di prestazione occasionale o col libretto famiglia, cioè con i nuovi voucher. Se la nuova attività, invece, è di lavoro subordinato, cioè dipendente, in alcuni casi si può essere tenuti all’invio del modello Naspi Com ed in altre ipotesi non si è obbligati ad effettuare alcuna comunicazione.

Vediamo, nel dettaglio, che cosa si deve fare per mantenere la Naspi lavorando, a seconda della situazione in cui ci si trova.

A chi spetta la Naspi?

Ricordiamo che la Naspi è l’indennità di disoccupazione che spetta alla generalità dei lavoratori dipendenti. Per aver diritto alla Naspi bisogna possedere precisi requisiti.

Nello specifico, ai fini del diritto alla Naspi sono necessari:

  • il possesso dello stato di disoccupazione;
  • il possesso di almeno 13 settimane di contributi da lavoro dipendente negli ultimi 4 anni;
  • il possesso di almeno 30 giornate di effettivo lavoro nell’anno.

Non sono contate le settimane coperte da contributi che hanno già dato luogo a un’altra prestazione di disoccupazione.

Perché un lavoratore ottenga lo stato di disoccupazione, in base alle leggi in materia, occorre che:

  • abbia perso l’impiego involontariamente  (licenziamento, scadenza del contratto a termine, dimissioni per giusta causa o durante il periodo tutelato per maternità-paternità, risoluzione consensuale per trasferimento o a seguito di conciliazione);
  • dichiari, in forma telematica, al sistema informativo unitario delle politiche del lavoro, la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa (Did) e alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il centro per l’impiego.

Che cosa succede all’assegno di disoccupazione se si lavora?

Se, mentre si percepisce la Naspi, si è assunti come lavoratori dipendenti o collaboratori, la Naspi può essere ridotta o sospesa, oppure si può decadere dal diritto all’indennità. Nel dettaglio:

  • se il reddito che deriva dalla nuova attività di lavoro dipendente o di collaborazione è superiore a 8mila euro annui, si perde la Naspi;
  • se il reddito è superiore a 8mila euro annui ma il contratto di lavoro dipendente o di collaborazione ha una durata inferiore ai 6 mesi, la Naspi viene sospesa;
  • se il reddito conseguito è inferiore a 8mila euro annui, l’indennità Naspi è ridotta di un importo pari all’80% del reddito previsto; il reddito è rapportato al periodo di tempo che intercorre tra la data di inizio del contratto di lavoro dipendente o di collaborazione e la data in cui termina il periodo di godimento dell’assegno o, se antecedente, la fine dell’anno; la riduzione è comunque ricalcolata automaticamente a consuntivo, alla  presentazione della dichiarazione dei redditi.

Nell’ultimo caso, perché il reddito possa essere ridotto, il disoccupato deve comunicare all’Inps, entro un mese dall’inizio dell’attività, il reddito annuo previsto con un apposito modello, detto Naspi Com. Inoltre, il nuovo datore di lavoro (o utilizzatore, se si tratta di un contratto di somministrazione), deve essere diverso dal datore di lavoro o dall’utilizzatore per cui il dipendente lavorava quando è terminato il rapporto di lavoro che ha determinato il diritto alla Naspi; tra i datori di lavoro o utilizzatori non ci devono essere nemmeno  rapporti di collegamento o di controllo, o assetti proprietari sostanzialmente coincidenti.

Se il lavoratore che percepisce l’assegno di disoccupazione non comunica il reddito, e il rapporto di lavoro è di durata pari o inferiore a 6 mesi, la Naspi viene sospesa; se il contratto è a tempo indeterminato, o di durata superiore a 6 mesi, in mancanza di comunicazione del reddito l’interessato decade dalla Naspi.

Nel caso in cui, invece, l’avente diritto all’assegno di disoccupazione inizi una nuova attività di lavoro autonomo, perde laa Naspi se il reddito annuo è superiore a 4.800 euro. Se inferiore, la Naspi è ridotta di un importo corrispondente all’80% del reddito.

Assegno di disoccupazione e lavoro occasionale

Se il disoccupato che percepisce la Naspi lavora con:

  • un contratto di prestazione occasionale o un libretto famiglia (cioè con i cosiddetti nuovi voucher), può cumulare il reddito derivante dai voucher con l’assegno di disoccupazione, sino a 5mila euro annui; i compensi percepiti per il lavoro occasionale non sono fiscalmente imponibili e non incidono sullo stato di disoccupazione [1]: in pratica, il disoccupato che percepisce la Naspi può pienamente cumulare l’indennità con i compensi derivanti dal lavoro occasionale e non deve comunicarli all’Inps; l’Inps, però, sottrae dai contributi figurativi accreditati sulla Naspi i contributi accreditati per le prestazioni di lavoro occasionale (diversamente il lavoratore occasionale disoccupato riceverebbe doppi contributi);
  • un contratto di lavoro autonomo occasionale, può cumulare il reddito derivante dall’attività con l’assegno di disoccupazione sino a 4.800 euro annui; il lavoro autonomo occasionale, difatti, anche se non dà luogo all’apertura della partita Iva, è compatibile con l’indennità di disoccupazione sino a 4.800 euro annui, come l’attività professionale o di impresa; se i compensi derivanti dal lavoro occasionale sono al di sotto di 4.800 euro, la Naspi è ridotta in misura pari all’80% dei compensi.

Come si comunica il nuovo lavoro all’Inps?

Il reddito presunto che deriva dalla nuova attività lavorativa deve essere comunicato all’Inps attraverso il modello Naspi Com: questo modello può essere compilato direttamente dal sito web dell’istituto, per chi possiede il codice Pin, la carta nazionale dei servizi o l’identità Spid, oppure può essere presentato tramite call center o patronato.

Se la comunicazione, nei casi in cui è obbligatoria, non viene inviata, la Naspi viene sospesa. Se l’indennità è percepita “a cavaliere” di due anni (ad esempio 2018 e 2019), bisogna ripresentare la comunicazione Naspi Com entro il 31 gennaio.

Che cosa si deve indicare nel modello Naspi Com?

Il modulo Naspi Com serve per comunicare tutte le variazioni relative alla domanda di disoccupazione: il modello, se non lo si vuole inviare tramite patronato o call center, si trova nella stessa sezione del sito dell’Inps dalla quale si può accedere alla domanda di disoccupazione online.

La comunicazione Naspi-Com, nello specifico, serve per informare l’Inps del verificarsi di una delle seguenti situazioni, per il periodo in cui si percepisce la Naspi:

  • inizio di un’attività di lavoro autonomo: in questo caso nella comunicazione va indicato il reddito annuo presunto e la comunicazione va inviata entro 30 giorni;
  • reddito annuo presunto per un’attività di collaborazione: l’inizio delle attività di lavoro parasubordinato è rilevato dall’Inps dalle comunicazioni obbligatorie effettuate dal committente; la comunicazione va inviata entro 30 giorni;
  • espatrio nel periodo di percezione della Naspi, in cerca di lavoro o per altri motivi;
  • diritto ad altri tipi di prestazione (malattia, maternità, ricovero) non comunicati telematicamente;
  • presentazione della domanda di pensione ad un ente diverso dell’Inps;
  • inizio di un’attività di lavoro dipendente, a tempo determinato o indeterminato: in questi casi, l’invio della Naspi Com è necessaria solo se il datore di lavoro non è tenuto a inviare la comunicazione obbligatoria preventiva di assunzione  (Co. Unilav) o non l’abbia inviata per altri motivi (lavoro estero, fallimento ecc.).

Inoltre, il modello Naspi Com può essere utilizzato:

  • per qualsiasi comunicazione riguardante fatti che possano avere effetto sulla disoccupazione (ad esempio il cambio della residenza): a tal fine, bisogna compilare le due righe di testo libere;
  • per allegare documenti che riguardano la Naspi in pagamento;
  • per modificare l’ufficio pagatore o per comunicare un nuovo Iban.

note

[1] D.L. 50/2017.


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