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Perdita occulta acqua: la bolletta si paga?

20 Dicembre 2018


Perdita occulta acqua: la bolletta si paga?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 Dicembre 2018



Bolletta dell’acqua annullata se il gestore addebita all’utente la perdita d’acqua occulta per la rottura dei tubi.

Ti è mai capitato di ricevere una bolletta dell’acqua sproporzionata rispetto ai consumi dei mesi precedenti e di non comprenderne la ragione? Pagare così tanto senza avere spiegazioni è da sprovveduti. Così avrai aperto una contestazione al call center e chiesto alla società fornitrice di verificare il corretto funzionamento del contatore. È probabile che il tecnico, dopo un controllo sommario, ti abbia riferito che l’apparecchio è in regola e non presenta guasti. Ma allora perché un importo così elevato? Un errore dei computer? Impossibile, ti fanno sapere. Ti viene il sospetto che qualche tubo dell’acqua, di quelli che attraversano il pavimento del tuo appartamento, si sia rotto e che, pertanto, vengano contabilizzati dei consumi non effettivi. Niente di più facile, a questo punto, che la società idrica ti abbia intimato di pagare lo stesso, spettando solo a te la manutenzione e la riparazione della perdita. Ma come sfuggire alla tentazione di una contestazione, magari davanti al giudice, dinanzi a un servizio di cui non si è usufruito? Per la perdita occulta di acqua la bolletta si paga?

La questione, che riguarda numerosi condomini delle nostre città, ha trovato una definizione abbastanza compiuta un una sentenza recente del Giudice di Pace di Cassino [1]. Vediamo cosa è stato detto in questa occasione e se l’utente è tenuto a pagare la fornitura idrica pur in presenza di perdite occulte di acqua dai tubi.

Se i consumi in eccesso contabilizzati e richiesti in pagamento sono di fatto ricollegabili ad una perdita idrica occulta che insiste al di sotto del pavimento dell’abitazione dell’utente – o su qualsiasi altro tratto che unisce le sue tubature alla rete urbana o condominiale – la bolletta non è dovuta.

Chiaramente bisognerà dare prova della perdita occulta, cosa che potrà avvenire affidando a un idraulico l’incarico di effettuare una perizia. Sarà bene però che alle operazioni partecipi, laddove possibile, un delegato della società idrica in modo da constatare, insieme a quest’ultimo, la causa e l’origine del problema.

A chi spetta pagare le perdite di acqua occulte che si verificano sulle tubature del privato? In altri termini, se il problema riguarda la conduttura che attraversa l’appartamento dell’utente, di proprietà quindi di quest’ultimo, è la società idrica a doversi fare carico del costo o l’utente medesimo (il quale è direttamente interessato alla manutenzione del proprio immobile e di tutti i servizi ad esso collegati)? Secondo la sentenza in commento, l’onere ricade sul gestore dell’acqua.

Un altro precedente, emesso dal Giudice di Pace di Brindisi [2], sposa la stessa tesi: laddove la perdita di acqua è occulta, non risultando alcun segnale esteriore di fuoriuscita dell’acqua che possa essere colto da un non addetto ai lavori (ossia l’utente) e se quest’ultimo si è premurato tempestivamente – non appena ricevuta la fattura sospetta – di incaricare un idraulico di fiducia per far riparare la tubatura, sussiste una buona fede che consente di annullare la bolletta salata dell’acqua.

Conta insomma, a detta delle pronunce in commento, la buona fede del proprietario dell’appartamento: è vero che questi è il titolare dei tubi dell’acqua inerenti al suo appartamento e che su di lui ricadono tutte le responsabilità per i danni da essi derivanti (ad esempi le infiltrazioni nell’appartamento di sotto), ma è anche vero che non è un tecnico in grado di comprendere, in anticipo (ossia prima dell’arrivo della bolletta sproporzionata) la possibilità di un consumo occulto. Pertanto, proprio tale consumo esagerato non può essere posto a carico dell’utente ma del gestore, il quale ha omesso di rispettare gli obblighi contrattuali, come integrati dalla normativa di settore [3] nonché il dovere di buona fede nell’esecuzione del contratto.

Il gestore, detto in termini ancora più spiccioli, non può omettere di effettuare verifiche: essendo “esperto” può intuire con largo anticipo se un’utenza sta registrando consumi sospetti e segnalarlo subito all’interessato per limitare i danni.

Ultimo punto: se per colpa della bolletta salata hai passato delle brutte settimane, con il patema d’animo che ti potessero sospendere l’acqua per il mancato pagamento, puoi chiedere il risarcimento del danno? Su questo aspetto, in assenza di una valida e concreta prova di uno stato morboso, la giurisprudenza ci va molto cauta: non si può chiedere un indennizzo per la preoccupazione di un’azione legale se non c’è la dimostrazione di un effettivo danno non patrimoniale da stress. Quest’ultimo si configura infatti solo quando la condotta illecita, abbia violato, in modo grave, i diritti della persona, concretizzandosi o in un reato oppure in una lesione di un interesse tutelato dalla Costituzione. Quindi i semplici pregiudizi, gli affari e le pressioni psicologiche cui tutti siamo sottoposti nella vita quotidiana non possono essere risarciti.

note

[1] GdP Cassino, sent. n. 4811/18.

[2] GdP Brindisi, sent. n. 8888/17.

[3] DPCM del 29.04.1999.


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1 Commento

  1. Sic stantibus rebus, se dovesse capitarmi una tale situazione NON consiglierei – detto proprio spassionatamente – al gestore di provarci a prendermi per il naso… Lo dico anche alla luce del fatto ke, a un amico mio, un fatto del genere è occorso in Valtellina, provincia di Zondrio, ops, SONDRIO… Lui ha incassato il colpo… io non l’avrei subito…

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