Diritto e Fisco | Articoli

Pignoramento stipendio di Agenzia Entrate Riscossione per cartelle non notificate

12 Gennaio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 Gennaio 2019



Sono un marittimo. Sono stato avvisato dalla società per cui lavoro che è in atto un pignoramento presso terzi, da parte di Equitalia, al mio stipendio. Mi sono state contestate cifre per un totale di 50.548, 36 euro di cui 40.200 da parte dell’Inps e il restante per tributi vari. Dal momento che non ho ricevuto alcuna notifica da parte di alcun ente alla riscossione, visto anche la cartella mostratami dal mio datore di lavoro che mi vedeva all’ indirizzo di mia madre, ormai defunta, mentre la mia residenza è da tutt’altra parte, posso fare ricorso? 

Premesso che, per poter valutare la legittimità o meno dell’azione esecutiva intrapresa dall’Agenzia delle Entrate Riscossione, occorrerebbe visionare la documentazione in possesso del lettore, si espone quanto segue. 

Non è chiaro se il pignoramento sia già in atto e, cioè, se, tramite la particolare procedura di cui all’art. 72 bis DPR 602/1973, l’Agente della riscossione stia già “prelevando” una quota dello stipendio del lettore. L’atto di pignoramento esattoriale si differenzia dal pignoramento utilizzabile da qualsiasi altro creditore, in quanto contiene, in luogo dell’invito a comparire dinanzi al giudice, l’ordine al terzo di pagare il credito direttamente al concessionario, fino a concorrenza del credito per cui si procede: 

– nel termine di sessanta giorni dalla notifica dell’atto di pignoramento, per le somme per le quali il diritto alla percezione sia maturato anteriormente alla data di tale notifica; 

– alle rispettive scadenze, per le restanti somme. 

In sostanza, a differenza del pignoramento presso terzi tradizionale, non è previsto un procedimento dinanzi al giudice: le somme vengono versate direttamente dal terzo pignorato (nel caso specifico, datore di lavoro) all’Agenzia delle Entrate Riscossione. 

Se il versamento è già in atto e non è stato notificato il pignoramento al lettore, l’azione esecutiva è certamente illegittima e deve essere contestata. 

Il pignoramento è in ogni caso illegittimo se il lettore non ha mai ricevuto le cartelle esattoriali poste alla base, né le intimazioni di pagamento (obbligatorie per poter procedere esecutivamente qualora sia decorso oltre un anno dalla notifica della cartella). La notifica dell’atto prodromico (cartella) è indispensabile per poter riscuotere il credito, sia esso tributario, previdenziale, amministrativo ecc. 

Se, come affermato dal lettore, non è mai stata notificata alcuna cartella, occorre frenare l’azione esecutiva e ottenere una pronuncia di annullamento del pignoramento e dei crediti sottesi: 

– se è già in atto il pignoramento, opponendosi a quest’ultimo. In questo caso, il Tribunale competente per l’opposizione è quello del luogo in cui il lettore ha la residenza; 

– se il pignoramento non è stato ancora notificato, impugnando gli estratti di ruolo. In questo caso il Giudice competente è quello del luogo in cui ha sede l’Agente della Riscossione che ha emesso le cartelle o l’ente creditore che ha iscritto a ruolo i crediti. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Maria Monteleone


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA