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Condominio e danni da infiltrazioni di acque luride nel proprio box

12 Gennaio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 Gennaio 2019



Lo scorso luglio ho avuto un’infiltrazione di acque luride nel mio box, sito al 2° livello interrato di un condominio. Premetto che non ho l’abitazione in quel condominio, ma semplicemente la proprietà di quel box (l’intestataria è mia moglie ).Tale infiltrazione era dovuta a saturazione del pozzo nero condominiale che non è mai stato spurgato dall’anno di costruzione (2006), provocando la fuoriuscita dalla giunzione di una tubazione di scarico posta in giardino, che per la troppa pressione ha sfogato il liquido invadendo il mio box. Ho inviato subito le foto all’amministratore che ha provveduto a far effettuare lo spurgo, senza fare le opportune verifiche nel mio box. In seguito nel mese di settembre/ottobre ho richiesto, inviando delle mail, che venisse ricondizionata la parete del mio box danneggiata ma non ho mai ricevuto risposte dall’amministratore, nè sono riuscito a parlargli personalmente al telefono. Cosa posso fare?

Alla luce del quesito posto è opportuno esporre sinteticamente quanto segue:

Condominio: la responsabilità per danni provocati a terzi

All’interno di un fabbricato, può accadere che si verifichino dei danni a carico delle singole proprietà.

In tal caso, è necessario individuare il soggetto responsabile del danno, allo scopo di poter rivolgere allo stesso la dovuta richiesta di risarcimento.

Ebbene, se i predetti danni sono derivati dalla omessa o cattiva manutenzione di un bene condominiale, il soggetto responsabile non potrà che essere il condominio.

Si tratta di una conclusione che trova riscontro nella legge in vigore [1] e che ha ricevuto conforto nella comune e pacifica opinione della Suprema Corte di Cassazione [2].

È importante, inoltre, precisare che il proprietario danneggiato, sebbene facente parte del condominio, avrà diritto al risarcimento integrale del danno subito: nell’ipotesi descritta, infatti egli è considerato soggetto terzo, al pari di un estraneo al condominio, è non può essere ritenuto responsabile, anche solo parzialmente, del danno da omessa custodia sul bene condominiale [3].

CASO CONCRETO

I fatti descritti dal lettore, evidenziano una responsabilità

condominiale per i danni patiti dal box di proprietà di sua moglie.

È chiaro, infatti, che la parete dell’unità immobiliare in esame è stata danneggiata dal liquame fuoriuscito dal pozzo nero condominiale e che il descritto evento è stato provocato dall’omessa manutenzione del predetto bene.

In virtù di ciò, la denuncia informale rivolta all’amministratore di intervenire a risolvere il problema

(mediante spurgo del pozzo) nonché la richiesta di ricondizionare la parete danneggiata appaiono corrette, anche se non ha ricevuto alcun riscontro, rispetto alle mail inviate a riguardo.

Stando così le cose, però, al lettore non gli resta che agire in maniera formale. È consigliabile, pertanto, rivolgersi ad un legale affinché invii al condominio, nella persona del suo amministratore, una specifica richiesta di risarcimento danni

(nel frattempo, sarebbe anche opportuno raccogliere un preventivo di una ditta specializzata per quantificare l’importo necessario al ristoro dei beni danneggiati).

È probabile, che l’intervento del suo avvocato, vista la pacifica responsabilità condominiale in questo caso, porterebbe l’amministrazione condominiale a darle riscontro rispetto alle sue ragionevoli pretese.

Tuttavia, se nonostante la diffida del legale non dovesse ricevere alcun riscontro e/o offerta di risarcimento, per ricevere il legittimo risarcimento del danno subito, al lettore non resterebbe altra alternativa, oltre quella di avviare un’azione legale a carico del condominio.

Quest’ultima avrebbe un esito probabilmente favorevole, soprattutto se confortata da elementi probatori (oltre alle foto già in suo possesso), quali ad esempio una perizia oppure delle opportune dichiarazioni testimoniali, che confermerebbero il fatto storico e la responsabilità ascrivibile al condominio.

All’esito eventualmente positivo della causa così intentata, il proprietario del box riceverebbe, altresì, oltre al legittimo risarcimento del danno anche il rimborso delle spese legali affrontate.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Marco Borriello

note

[1] Artt. 2051 – 2055 cod. civ.

[2] Cass. civ. sent. n. 1674/2015

[3] Cass. civ. sent. n. 6665/2009


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