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Condominio: registri immobiliari e tutela della privacy

29 Dicembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 Dicembre 2018



Si intende regolamentare e nominare l’amministratore di un condominio orizzontale su cui insistono singole unità immobiliari (ville uni/bifamiliari) indipendenti tra di loro. È necessaria la convocazione dei proprietari delle singole unità immobiliari ma non si è a conoscenza di chi sia il proprietario di ciascuna unità. Le visure ipotecarie, fatte dal proprietario di una delle unità immobiliari e da eseguire tramite il servizio fornito dall’Agenzia delle Entrate, violano la “privacy” dei soggetti implicati nella consultazione?

Alla luce del quesito posto è opportuno esporre sinteticamente quanto segue:

I registri immobiliari

Ci sono, nell’ordinamento giuridico, alcune categorie di beni sottoposte a particolari forme di pubblicità. A proposito dei beni immobili, esistono, a tale scopo, i pubblici registri immobiliari. Il fine pratico dei registri immobiliari si può definire duplice. Da un lato tutti i cittadini sono messi in condizione di conoscere con certezza lo stato giuridico di un immobile. Dall’altro lato, la certezza prodotta dai registri in questione, consente di risolvere tutte le controversie potenziali che potrebbero nascere in relazione agli immobili stessi.

Si pensi, ad esempio, al caso di scuola, della casa venduta dallo stesso proprietario a due acquirenti distinti e in buona fede. Ebbene, in questa ipotesi, prevarrà l’acquisto preventivamente trascritto nel registro immobiliare, ed all’altro compratore non resterà che l’azione risarcitoria nei confronti del venditore truffaldino.

In sostanza, la trascrizione nei registri immobiliari non influisce sulla validità dell’atto compiuto, bensì sulla sua opponibilità ai terzi.

Il notaio, quindi, incaricato dell’atto, avrà l’obbligo di trascrivere il medesimo, pena la responsabilità professionale.

I registri immobiliari sono redatti su base personale. Ciò sta a significare che ad ogni persona corrispondono tutti gli atti trascritti contro (ad esempio vendita, donazione, ipoteca sul proprio immobile, ecc) o a favore (acquisto, donazione a favore, ecc).

Per consultare le trascrizioni a favore o contro un certo nominativo è possibile rivolgersi online all’Agenzia delle Entrate oppure ad un’agenzia di servizi oppure alle conservatorie immobiliari presenti sul posto.

Trattandosi di registri pubblici (tecnicamente definiti di fonte pubblica), essi sono accessibili a chiunque, senza il preventivo consenso dell’interessato.

CASO CONCRETO

La consultazione dei registri immobiliari, per gli scopi descritti in quesito, è consentita senza che sia necessario ottenere il consenso dell’interessato ai dati in essi contenuti.

I registri immobiliari contengono, infatti, delle informazioni (cioè relative gli atti aventi ad oggetto beni immobili) che per legge [1] devono essere pubbliche cioè accessibili a tutti, senza alcuna limitazione di regola: tra queste, ovviamente, anche i contratti che trasferiscono la proprietà di beni immobili.

I registri immobiliari sono, quindi, delle fonti d’informazione pubbliche e pertanto la loro consultazione non segue le rigide regole in materia di tutela della privacy.

Anche se non era necessario, la predetta conclusione è stata altresì confermata dall’Autorità Garante della Privacy, in vari provvedimenti a riguardo [2], dove è stato esplicitamente precisato che il trattamento di dati provenienti da pubblici registri può essere effettuato anche in assenza del consenso dell’interessato.

Resta ovvio che, il soggetto/utente che consulta un registro pubblico, quale quello immobiliare, non potrà utilizzare le informazioni acquisite, ad esempio, a titolo commerciale. In tal caso, sarebbe un utilizzo dei dati, acquisiti legittimamente, trasformatosi in illecito, ma sembra chiaro dal quesito posto, che il lettore non commetterà certo questa mancanza.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Marco Borriello

note

[1] Garante della privacy provv. del 22.09.2003 – bollettino del 06.09.2002.

[2] Art. 2643 cod. civ.


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