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Ricorso ex art. 700 c.p.c. : procura alle liti e sostituzione del rappresentante legale

26 Gennaio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 Gennaio 2019



Ho depositato un ricorso ex art. 700 c.p.c. Nel frattempo l’amministratore della s.r.l. è stato destituito e sostituito da terza persona che è la mia controparte nel 700 e si opporrà ovviamente. Il mio cliente è anche socio quindi voglio comunque proseguire nel 700. Come devo muovermi? Devo notificare ricorso e provvedimento entro la data fissata?

Sulla base degli elementi forniti dal lettore nel quesito, è possibile rispondere allo stesso nei termini che seguono, affermando anzitutto la necessità che si dia corso da parte del lettore, entro il termine perentorio fissato dal Giudice, alla notificazione alla controparte del ricorso ex art. 700 c.p.c. e del pedissequo decreto di fissazione dell’udienza di comparizione, e ciò al fine di evitare l’improcedibilità del ricorso cautelare. 

Ad avviso dello scrivente, le vicende societarie relative alla destituzione e sostituzione dell’amministratore che aveva conferito la procura speciale alle liti, non possono incidere sulla validità della procura medesima, sicchè il rapporto processuale originato con il deposito del ricorso ex art. 700 c.p.c. presso la Cancelleria del Tribunale deve considerarsi tuttora validamente instaurato. 

Al riguardo è imprescindibile muovere da quanto affermato dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione, la quale, in più occasioni, ha ribadito il principio in base al quale “la procura conferita al difensore dell’amministratore in rappresentanza di una società di capitali “per ogni stato e grado della causa” è valida anche per il giudizio di appello e resta tale anche se l’amministratore dopo il rilascio della procura e prima della proposizione dell’impugnazione è cessato dalla carica” (Cass. civile Sez. III, 20.05.2015, n. 10282). 

Le sopra citate affermazioni vengono ricondotte dalla Corte di Cassazione al principio, più generale, secondo cui la sostituzione della persona titolare dell’organo avente il potere di rappresentare in giudizio la persona giuridica non è causa di estinzione dell’efficacia della procura alle liti, la quale continua ad operare a meno che non venga revocata dal nuovo rappresentante legale (cfr. Cass. civile Sez. III, 23.05.2014, n. 11536). 

In sostanza, applicando tali principi al caso specifico, si deve ritenere che la procura alle liti in forza della quale è stato proposto il ricorso ex art. 700 c.p.c., procura estesa, quanto meno, allo svolgimento di tutto il giudizio cautelare, conservi la sua piena efficacia nonostante la sopravvenuta cessazione dalla carica della persona fisica che rappresentava la società e che quella procura aveva conferito. 

Infatti, tale mutamento soggettivo nella carica di amministratore e legale rappresentante della società ricorrente non ha alcuna conseguenza sull’atto di conferimento della procura, che va invece imputato direttamente alla società e che conserva tuttora intatta la sua validità. 

In altri termini, la validità della procura alle liti, conferita per la proposizione del ricorso ex art. 700 c.p.c. dall’amministratore e legale rappresentante non può dirsi inficiata dalla sostituzione della persona fisica investita della rappresentanza sociale e tale sostituzione non fa venire meno la validità del mandato alle liti a suo tempo conferito, perché quel conferimento è atto dell’ente e non della persona fisica che l’ente rappresenta. 

La procura alle liti in forza della quale è stato proposto il ricorso ex art. 700 c.p.c., attualmente da notificare alla controparte resta, pertanto, insensibile al mutamento della persona fisica che l’ha rilasciata, rilevando soltanto la sua provenienza, all’epoca del rilascio, dalla persona effettivamente investita del potere rappresentativo. 

È dunque assolutamente legittimo coltivare, mediante la notificazione a controparte del ricorso e del pedissequo decreto di fissazione dell’udienza, l’azione cautelare proposta con il deposito del ricorso ex art. 700 c.p.c., a nulla rilevando che la persona fisica, che in qualità di legale rappresentante della società aveva rilasciato la procura, sia cambiata nella more tra il deposito del ricorso e la notifica dello stesso a controparte unitamente al decreto di fissazione dell’udienza. 

È, infatti, principio pacifico nella giurisprudenza della Corte di Cassazione che la procura generale ad litem, se proveniente da una società e, per essa, dall’organo abilitato a conferirla, resta imputabile all’ente medesimo anche in futuro e finchè non venga revocata, indipendentemente dalla sorte che nel frattempo abbia potuto subire l’organo che l’ha rilasciata, in quanto essa non è più atto di un organo, bensì dell’ente in cui l’organo si immedesima in base al cosiddetto rapporto organico, senza che rilevino i mutamenti che l’organo stesso possa subire dopo il conferimento della procura (cfr. Cass. civile sez. II, 07.04.2006, n. 8281). 

Ciò chiarito in ordine alla necessità che si provveda da parte del lettore alla notifica del ricorso e del decreto, occorrerà aggiornare ogni ulteriore valutazione circa le modalità di prosecuzione dell’azione cautelare all’esito dell’esame della costituzione in giudizio della controparte. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Chiara Romanelli 


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