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Pignoramento del conto: come sbloccare il c/c in banca

27 Marzo 2013
Pignoramento del conto: come sbloccare il c/c in banca

Per recuperare immediatamente la disponibilità del proprio conto corrente bancario in caso di pignoramento presso terzi, il debitore ha due soluzioni: la conversione o la transazione con il creditore.

Sempre più frequente nelle procedure esecutive e strumento prescelto dai creditori, al posto dei pignoramenti sui beni mobili o sugli immobili, è il cosiddetto pignoramento presso terzi [1] che, generalmente, viene effettuato sul conto corrente (il terzo, in questo caso, è la Banca).

Gli effetti sono particolarmente incisivi, in quanto si vincola, rendendo del tutto indisponibile, l’intera somma risultante dal saldo attivo, fino al limite dell’importo del credito fatto valere dal creditore [2].

Tale indisponibilitàè bilaterale: riguarda cioè sia il correntista (il quale non può più ritirare alcuna somma di denaro, né compiere alcuna operazione), sia la Banca (che non può più pagare a terzi gli assegni emessi dal proprio correntista, né dare esecuzione a bonifici, né dare più seguito al pagamento di eventuali domiciliazioni accese presso il conto stesso, ma soprattutto dovrà bloccare anche i pagamenti in entrata sul conto del debitore).

È evidente il pericolo che il correntista – non potendo accedere ai propri fondi – diventi, senza sua colpa, moroso nei confronti di altri creditori, i quali potrebbero pignorare altri suoi beni, se non addirittura lo stesso conto.

Se poi il correntista è anche un imprenditore, vi è il concreto pericolo che venga anche segnalato come un cattivo pagatore. Gli effetti a catena che da ciò possono derivare si possono ben immaginare, a cominciare dalla perdita di fiducia delle Banche che da sempre gli facevano credito.

Di conseguenza, diviene necessario e indispensabile, sia per il semplice cittadino che per l’imprenditore, giungere ad una rapida soluzione che sblocchi al più presto il conto.

La conversione del pignoramento

Un modo per riacquistare la disponibilità del proprio conto è la conversione del pignoramento [3].

Con questa procedura il correntista-debitore esecutato chiede al Giudice, nell’immediato, la liberazione del conto a fronte dell’osservanza di alcune condizioni previste dalla legge.

Con tale istanza, egli può chiedere di spostare il pignoramento dal conto a una somma di denaro che il debitore deposita e mette a disposizione del creditore, il cui importo è stabilito dal Giudice, comprensivo di capitale, interessi e spese.

Tale importo, anche a rate, deve confluire in un apposito libretto (intestato alla procedura esecutiva) tenuto e custodito dalla Cancelleria del Giudice dell’Esecuzione.

Le somme così depositate saranno assegnate al creditore all’avvenuto pagamento dell’ultima rata, su ordine del Giudice disposto in un’apposita udienza.

Può passare anche molto tempo, per il creditore, affinché abbia la disponibilità dell’intera somma, a fronte tuttavia di un vantaggio immediato del debitore. Se però il pagamento avviene a rate, il conto corrente viene sbloccato solo a pagamento integrale avvenuto.

Tempi per presentare la domanda

La domanda di conversione del pignoramento va depositata prima che sia disposta dal Giudice l’assegnazione del saldo attivo pignorato in conto. Per questo è necessario che, dalla data del pignoramento, il correntista non faccia passare troppo tempo, ma si attivi presto.

In tal modo, sono tutelati tutti i vari interessi (patrimoniali e non) del correntista, nonché l’unico interesse del creditore di recuperare il proprio credito.

Scrittura privata di transazione

Un secondo strumento (indiretto) per liberare il proprio conto corrente, praticabile se i rapporti tra debitore e creditore non sono troppo ostili, è la cosiddetta scrittura privata con una transazione [4] ossia un accordo bonario tra le parti.

Avviene che il debitore, sempre col primario fine di sboccare il proprio conto, ma in tempi più rapidi rispetto alla conversione, in genere tramite il proprio avvocato, si accorda col creditore, per un immediato parziale pagamento a questi.

La somma residua sarà pagata, in un numero di rate, liberamente concordate, con un importo inferiore rispetto a quello che si sarebbe stabilito in sede di conversione.

I tempi per presentarla al Giudice, affinché questi, a fronte di un accordo già raggiunto, ordini l’immediata liberazione del conto, sono gli stessi della conversione.

Cosicché, le parti, nel giorno scelto dalle stesse, possono presentarsial Giudice, chiedendo la ratifica dell’accordo (contenuto nella scrittura privata) unitamente alla sospensione (o all’estinzione) del pignoramento [5].

Se per il debitore non cambia nulla rispetto alla conversione, il creditore ha il vantaggio di avere direttamente una parte dell’importo, nonché le successive rate, in tempi molto più rapidi della conversione, in quanto non deve aspettare l’assegnazione delle somme al pagamento dell’ultima rata.


Il debitore il cui conto è stato pignorato può scegliere, in base alle circostanze, se avvalersi della procedura prevista dalla legge di conversione del pignoramento o tentare un accordo col creditore, che raggiunga in tempi più rapidi il medesimo fine.

note

[1] Artt. 543 – 554 cod. proc. civ.

[2] Cass. sent. n. 1688 del 23.03.2009.

[3] Art. 495 cod. proc. civ.

[4] Art. 2702 cod. proc. civ.

[5] Art. 624 bis cod. proc. civ.; art.629 cod. proc. civ.


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13 Commenti

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  1. Ho il c.c. Pignorato in una Sas dove sono il responsabile accomandante, cosa posso fare per liberarlo, possono pignorare anche il mio conto corrente, cosa posso fare.
    Attendo cortese risposta, grazie

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  2. Buongiorno, ho una domanda di carattere piuttosto urgente: due creditori hanno pignorato il c/c banco posta a mia mamma, per altro ex dipendente poste italiane ora dispensata dal servizio dal gennaio 2004 per gravi motivi di salute. Poste italiane definisce questa procedura come “somme prenotate”. Il primo creditore non ha ottenuto le somme in sede di udienza di assegnazione delle stesse poichè non presenti sul c/c, il secondo ha rinunciato al pignoramento poichè siamo convenuti ad un accordo. Mi sono recata con mia madre alla cancelleria del tribunale per ritirare la documentazione necessaria allo svincolo del conto corrente riportante il timbro del tribunale COPIA CONFORME ALL’ORIGINALE e relativi valori bollati e abbiamo poi spedito tutto all’ufficio di competenza con raccomandata A/R. Mi ero precedentemente consultata con il mio legale per sapere se potevo effettuare la procedura sopracitata senza avvalermi del suo aiuto per evitare un esborso di spese che, al momento, ne io ne mia madre possiamo permetterci a causa della mia disoccupazione. Lo stesso mi confermava che non c’era nessun tipo di problema purchè i documenti riportassero i timbri e i valori bollati e fossero inviati con spedizione tracciabile. La raccomandata è stata spedita in data 08/07/2014 e ricevuta dalla direttrice responsabile in data 09/07/2014. Dopo 40 giorni non essendo ancora sbloccato il conto corrente e non avendo ricevuto nessun tipo di comunicazione scritta da parte della direttrice abbiamo telefonato all’ufficio competente così come consigliatomi dal numero verde di Poste Italiane. La direttrice, non essendo presente fisicamente, si è affrettata a riferire ad un impiegata che si rifiuta di inviare a Roma la documentazione necessaria allo svincolo del conto corrente perchè non può inviarla il debitore ma la ESIGE dai legali dei creditori. La mia domanda è questa: è vero che tale documentazione DEVE OBBLIOGATORIAMENTE ESSERE INVIATA DAI LEGALI DEI CREDITORI? Dove posso trovare nero su bianco che ciò che la signora pretende è falso? Si fa presente che essendo dissocupata non sono titolare di conto corrente personale e quindi tutto il nostro sostentamento familiare transita su quel conto, compreso l’assegno aliemntare di mio padre. Eventalmente posso denunciare anche io la persona in questione per danni materiali, dato che a causa sua non posso usufruire del mantenimento di mio padre che, al momento, per me è indispensabile data la mia situazione lavorativa? Grazie dell’attenzione. Chiara Z.

    1. @ Chiara: per le richieste di consulenza bisogna andare alla sezione apposita di questo sito. Grazie

  3. volevo far presente che esiste un altro modo per sbloccare il pignoramento. Se si tratta di somme derivanti da cartelle che non sono già state oggetto di una precedente rateizzazione decaduta, ma di nuovi importi, recandosi allo sportello di equitalia è possibile chiedere la rateazione delle cartelle oggetto dell’atto di precetto entro 60 giorni dal ricevimento dello stesso. Pagando la prima rata si ottiene la liberatoria da parte di equitalia e lo svincolo del conto corrente.
    NOTA BENE: è possibile procedere in questo modo anche se il debitore ha già rateizzato altre cartelle ed è decaduto dal beneficio di rateazione.
    Il vecchio debito oggetto della rateazione decaduta non si può più rateizzare, ma questo non vale per le nuove cartelle emesse

  4. Mi hanno pignorato il conto da 5 giorni per riscossione di 7.000 euro ma il 9 gennaio 2015 c’e’ udienza .
    L Avvocato di controparte mi ha chiesto per la 1° fase introduttiva del pignoramento avviato ad oggi da 5 gg il costo di 526,00+50,00 euro di spese relativa alla tabella 17.
    Io Vorrei chiudere la questione pagando la somma richiesta che devo fare ? In 5 giorni e’ possibile che gia’ mi viene accollata la spesa di 576€
    Come posso capire come mi devo comportare?
    Grazie

  5. ,
    sono garante di un prestito richiesto dai miei genitori e non riescono più a pagare le rate da almeno due anni. sono arrivate diverse lettere di sollecito al pagamento degli arretrati da parte della banca creditrice. Io sono intestatario solo della macchina e di un conto corrente dove viene accreditato solo lo stipendio. Volevo sapere se oltre il pignoramento della macchina possono pignorare anche il conto corrente e i successivi accrediti.
    Grazie
    Nicola

  6. Salve ho appena pagato un pignoramento l’avvocato via PEC ha mandato agli istituti di credito la liberatoria il conto viene liberato in tempi brevi e giusta la procedura

    1. Io ho pagato la settimana scorsa, oggi guardando il mio conto risulta ancora l’importo pignorato non disponibile. Dopo aver pagato il debito e avvisato l’ avvocato ce un ‘ altra procedura da fare per ottenere la disponibilità dei tuoi soldi ?

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