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Espromissione: cos’è e come funziona

16 Novembre 2017 | Autore:
Espromissione: cos’è e come funziona

Con l’espromissione un terzo si obbliga personalmente a pagare al creditore quanto dovuto dal debitore

Comprendere cos’è e come funziona l’istituto dell’espromissione non sempre è cosa semplice. Con questo esempio, però, può risultare più agevole per tutti. Pensiamo al caso di un ragazzo che contrae un debito senza avere la possibilità di onorarlo. Le conseguenze negative della sua condotta sarebbero non solo patrimoniali ma anche sociali (l’atteggiamento inadempiente della parte debitrice è visto con sfavore dalla collettività). In questa situazione un padre e una madre farebbero qualsiasi cosa per togliere dai guai il figlio sprovveduto. Ma cosa può fare un genitore per togliere il figlio da questa situazione pregiudizievole? Attraverso questo esempio vediamo di spiegare cos’è l’espromissione e come funziona, facendo, però, delle necessarie premesse.

Cos’è una obbligazione?

Con il termine obbligazione si fa riferimento a quel vincolo giuridico in forza del quale un soggetto (detto debitore) è tenuto ad eseguire una certa prestazione patrimoniale (determinata o determinabile) nei confronti di un altro soggetto (detto creditore), per soddisfare il suo interesse. Questa prestazione è giuridicamente dovuta: qualora il debitore dovesse essere inadempiente, il creditore potrebbe agire nei suoi confronti per vie legali (riguardo alla differenza tra obbligazione civile e obbligazione naturale, leggi: Cosa sono le obbligazioni naturali?). Tornando al nostro esempio ci si chiede, dunque, se in questa situazione può intervenire un terzo ed impegnarsi ad adempiere l’obbligazione di un altro soggetto.

Come assumere un debito altrui?

Il nostro ordinamento prevede tre strumenti mediante i quali è possibile assumere un debito di un’altra persona. Si tratta dell’espromissione, della delegazione passiva e dell’accollo. Caratteristica comune di questi tre strumenti è quella di modificare la parte debitrice in relazione ad una determinata obbligazione: un terzo, per varie ragioni, interviene nel rapporto obbligatorio e si impegna a pagare un debito contratto da un’altra persona.

Cos’è l’espromissione?

L’espromissione è un accordo tra il creditore ed un terzo, in forza del quale il terzo (chiamato espromittente) prende spontaneamente l’obbligo di pagare nei confronti del creditore (detto espromissario), quanto dovuto dal debitore (espromesso) senza aver ricevuto alcun incarico da quest’ultimo. I soggetti che rilevano nell’espromissione sono tre:

  • l’espromittente, cioè il terzo;
  • l’esprimissario, cioè il creditore;
  • l’espromesso, cioè il debitore.

L’accordo che dà luogo all’espromissione interviene tra l’espromittente (che si assume il debito altrui) e l’espromissario (parte creditrice), mentre l’espromesso (cioè il debitore che si avvantaggia dell’espromissione) non vi prende parte. Esempio emblematico, appunto, è quello del padre che, volendo evitare che il figlio possa subire delle conseguenze pregiudizievoli in caso di inadempimento, si impegna a pagare il debito contratto da quest’ultimo, il quale non prende parte all’accordo di espromissione.

Cos’è il beneficium ordinis?

L’espromissione fa sorgere a favore dell’espromesso il cosiddetto “beneficium ordinis”, in forza del quale il creditore espromissario, per ottenere quanto gli spetta in base all’obbligazione assunta dal debitore, deve prima aggredire il patrimonio del terzo espromittente e solo in seguito, in caso dell’infruttuoso tentativo di trarre giovamento da tale operazione, può aggredire i beni dell’originario debitore (l’espromesso) [2].

Espromissione liberatoria ed espromissione cumulativa

Se le parti che prendono parte all’accordo di espromissione non si accordano diversamente, allora l’espromissione sarà cumulativa, cioè all’originario debitore si aggiunge anche l’espromittente. In questo caso, sorge il beneficium ordinis a favore dell’espromesso. Le parti, tuttavia, possono anche accordarsi diversamente e prevedere che l’espromissione abbia come effetto quello di liberare il debitore originario dall’obbligazione assunta, con la conseguenza che, qualora il creditore non veda soddisfatto il proprio credito, non potrà, in un secondo momento, agire nei confronti del debitore originario.

Espromissione e adempimento del terzo: differenza

Dell’adempimento del terzo abbiamo già parlato (per approfondire, leggi: Adempimento del terzo: come funziona). Vale la pena, in questa sede, evidenziare la differenza con l’espromissione. Mentre, infatti, tramite questo istituto il debitore si limita a promettere al creditore che pagherà il debito contratto dall’originaria parte debitrice; in caso di adempimento del terzo, quest’ultimo spontaneamente provvede (non si limita, quindi, a promettere) al pagamento del debito altrui.

note

[1] Vedi art. 1272 Cod. Civ.

[2] Cfr. art. 1268, co II, Cod. Civ.

Autore immagine: Pixabay.com


1 Commento

  1. Ex art 1218 con L abrogazione delle norme transitorie di Casa Savoia il
    Pessimo Avvocato Bruno Malattia e
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    E lasciate da parte le Donne.

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