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Aggressione a persona con occhiali

17 Gennaio 2019 | Autore:
Aggressione a persona con occhiali

Cosa succede se si aggredisce una persona che porta gli occhiali? Cosa prevede la legge? Ci sono aggravanti per chi picchia una persona con occhiali?

La legge non consente ad alcuno di poter utilizzare la forza per prevaricare sugli altri o anche soltanto per far valere le proprie ragioni; le uniche eccezioni sono costituite dalle legittima difesa e, ovviamente, dall’intervento legittimo dell’autorità di pubblica sicurezza (carabinieri, polizia, ecc.). Questo significa che qualunque aggressione, in Italia, non solo non è legittima ma può costituire addirittura reato, cioè un fatto penalmente perseguibile e sanzionabile perfino con la reclusione. Ma cos’è un’aggressione? Il codice penale compie diverse distinzioni; l’aggressione ad una persona, infatti, può avvenire in tanti modi: non solo scagliandosi fisicamente contro un altro individuo, ma anche ingiuriandolo, mortificandolo o bistrattandolo. Al di là delle ipotesi di violenza morale o psicologica, che qui non ci interessano, l’aggressione fisica ai danni di un’altra persona può assumere i connotati di due reati distinti, a seconda delle conseguenze cagionate: parlo del reato di percosse e di quello di lesioni personali. Mentre la percosse si limitano ad infliggere una sensazione di dolore senza postumi apprezzabili, le lesioni personali causano anche una malattia come conseguenza della condotta illegittima. Cosa significa? Qual è la differenza tra percosse e lesioni? Cercherò di essere più chiaro: mentre le percosse si limitano ad infliggere una sensazione di dolore, le lesioni provocano una malattia, da intendersi non soltanto come la classica ferita lacero-contusa, ma anche come la perdita o l’indebolimento di un senso, la frattura di un osso, un trauma psichico: insomma, la lesione provoca una patologia clinicamente accertabile. Di conseguenza, le percosse si limiteranno allo schiaffo o al pugno senza conseguenze apprezzabili, allo spintone e a comportamenti simili. Sia chiaro: sia le percosse che le lesioni costituiscono reato, solamente che le prime sono punite molto meno severamente delle seconde. Chiarito che per aggressione si può intendere sia l’uno che l’altro delitto, con questo articolo ci soffermeremo sull’aggressione ai danni di persona che porta gli occhiali. La legge prevede una tutela apposita per chi è costretto a indossare gli occhiali da vista? Questa condizione può essere intesa come una situazione di svantaggio e, pertanto, provocare una punizione più severa all’aggressore? Sono queste le domande a cui cercheremo di dare risposta. Perciò, se questo argomento ti interessa, ti invito a proseguire nella lettura: ti spiegherò cos’è e com’è punito l’aggressione a persona con occhiali.

Aggressione: quando è reato?

Prima di parlare dell’aggressione a persona con occhiali è bene specificare se l’aggressione costituisca sempre reato. Come ti ho detto nell’introduzione, aggredire fisicamente un’altra persona può far scattare l’ipotesi del reato di percosse oppure di lesioni. La soglia minima di rilevanza penale è rappresentata dalle percosse, cioè dall’inflizione di una sensazione dolorosa ad un’altra persona. Ciò significa che, al di sotto di questo caso, l’aggressione non integrerà un’ipotesi di reato. Così, ad esempio, schiaffeggiare un individuo costituisce delitto di percosse; se, però, lo schiaffo è lieve ed è del tutto equiparabile ad un buffetto, allora non si integrerà nemmeno l’ipotesi delle percosse, perché è mancata anche la sensazione dolorosa.

Possiamo quindi dire che un’aggressione è reato quando è idonea a procurare del male, anche se in assenza di postumi apprezzabili (condizione, quest’ultima, che caratterizza le lesioni personali).

Aggressione a chi porta gli occhiali: cosa dice la legge?

Cosa accade nel caso di aggressione a persona che porta gli occhiali? Cosa dice la legge in merito? Ebbene, nel codice penale non troveremo alcuna indicazione a riguardo: in altre parole, non è previsto lo specifico caso di aggressione a persona con occhiali, né all’interno delle disposizioni riguardanti il reato di percosse [1], né in quelle concernenti le lesioni [2].

Questo non significa, però, che aggredire una persona con gli occhiali non possa provocare un danno ulteriore rispetto a chi non ha bisogno delle lenti: ad esempio, colpire al volto chi porta gli occhiali potrebbe causare conseguenze serie nel caso in cui i vetri dovessero rompersi e ferire gli occhi della vittima (immagina una lesione della cornea, ad esempio). In una circostanza come questa si integrerebbe il reato di lesioni gravi o gravissime, con pene fino a sette o addirittura a dodici anni di reclusione [3]: la legge, infatti, punisce molto severamente la lesione che provochi l’indebolimento o la perdita di un senso, ovvero una malattia con prognosi superiore ai quaranta giorni.

Ovviamente, v’è da aggiungere che, dal punto di vista civilistico, chi cagiona un danno deve risarcirlo: pertanto, se dall’aggressione deriva anche la rottura delle lenti, queste andranno rimborsate alla persona offesa.

Aggressione a chi porta gli occhiali: aggravanti

Oltre all’aggravante delle lesioni gravissime, nel caso in cui dall’aggressione a chi indossa occhiali derivino conseguenze molto gravi, i giudici potrebbero decidere di applicare anche un’ulteriore aggravante: quella della cosiddetta “minorata difesa”. Il codice penale [4] dice che la pena è aumentata quando il reato è commesso approfittando di circostanze che ostacolano la difesa della vittima, ponendola in una condizione di svantaggio. È quello che può accadere quando si aggredisce una persona che porta gli occhiali e, approfittando del fatto che questi gli sono stati tolti o sono volati via a causa dell’attacco, si continui a percuoterlo. In un episodio come questo, la persona offesa si troverebbe nelle condizioni di non potersi difendere, atteso che senza occhiali da vista potrebbe avere serie difficoltà: ricorrono allora gli estremi per applicare l’aggravante delle minorata difesa, che fa riferimento proprio ai casi in cui ci si approfitta dell’altrui debolezza. La pena verrebbe quindi aumentata di un terzo.

note

[1] Art. 581 cod. pen.

[2] Art. 582 cod. pen.

[3] Art. 583 cod. pen.

[4] Art. 61, nr. 5, cod. pen.

Autore immagine: Pixabay.com


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